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Guida · Valutazioni · 11 min di lettura

Movimentazione carichi: il metodo NIOSH in pratica

Giulio Morelli

RSPP — Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione

La movimentazione manuale dei carichi è tra i rischi più diffusi e più sottovalutati: raramente causa infortuni eclatanti, ma è una delle prime voci nelle statistiche delle malattie professionali dell’apparato muscolo-scheletrico. Il metodo NIOSH serve a trasformare una sensazione (“questo bancale è pesante”) in un numero confrontabile, su cui costruire misure di prevenzione. Vediamo come applicarlo davvero.

Passo 1 — Verifica se sei nell’obbligo

Il Titolo VI del D.Lgs. 81/2008 si applica alle operazioni di trasporto o sostegno di un carico che comportano, per le loro caratteristiche o per condizioni ergonomiche sfavorevoli, rischi di patologie da sovraccarico biomeccanico. La priorità fissata dall’art. 168 è chiara: prima evitare la movimentazione manuale con attrezzature meccaniche, poi — dove resta necessaria — ridurre il rischio valutandolo con i criteri dell’Allegato XXXIII, che rinvia alle norme tecniche della serie UNI ISO 11228.

In pratica: se in magazzino il personale solleva scatole a mano dai bancali alle scaffalature, sei dentro. Se la stessa operazione la fa un trans-pallet elettrico, hai già applicato la misura preferita e la valutazione si concentra su ciò che resta manuale.

Passo 2 — Scegli il metodo giusto per l’azione

La serie UNI ISO 11228 distingue le azioni, e a ciascuna corrisponde un metodo:

  • sollevamento e abbassamento → equazione NIOSH (UNI ISO 11228-1);
  • traino e spinta → tabelle di forza (UNI ISO 11228-2);
  • trasporto e movimentazione di bassi carichi ad alta frequenza → UNI ISO 11228-3, legata anche ai movimenti ripetitivi.

Il metodo NIOSH copre solo il sollevamento. Applicarlo a un’attività fatta soprattutto di traino di carrelli è un errore metodologico che un ispettore o un consulente attento riconosce subito.

Passo 3 — Osserva e misura la postazione

Il cuore del metodo è il calcolo del peso limite raccomandato (RWL): una massa di riferimento in condizioni ottimali, corretta da una serie di moltiplicatori che descrivono quanto la postazione reale si allontana dall’ideale. I fattori da rilevare sul campo sono:

  • la distanza orizzontale del carico dal corpo all’inizio e alla fine del gesto;
  • l’altezza di presa rispetto al suolo (verticale);
  • il dislivello percorso dal carico;
  • l’angolo di asimmetria (torsioni del tronco);
  • la frequenza e la durata del sollevamento;
  • la qualità della presa (buona, discreta, scarsa).

Ogni fattore genera un moltiplicatore compreso tra 0 e 1: più la condizione è sfavorevole, più il moltiplicatore abbassa il peso raccomandato. La massa di riferimento di partenza va ridotta con i fattori demografici in funzione di età e genere della popolazione lavorativa, come richiesto anche dalla logica dell’art. 28 sulle differenze di genere ed età. Per i valori numerici puntuali usa sempre il testo vigente della UNI ISO 11228-1, non tabelle di seconda mano.

Passo 4 — Calcola l’indice di sollevamento

Ottenuto il peso limite raccomandato, l’indice di sollevamento (Lifting Index) è il rapporto tra il peso effettivamente movimentato e l’RWL:

LI = peso sollevato / peso limite raccomandato

La lettura è graduata: un indice inferiore a 1 indica una condizione accettabile per la generalità della popolazione; man mano che l’indice cresce oltre l’unità aumenta la quota di lavoratori potenzialmente esposta a rischio, fino alle zone di intervento urgente per i valori più alti. Le fasce e le soglie precise, e il modo di trattare i compiti multipli o variabili (indice composto), sono definiti dalla norma: attieniti a quella.

Esempio concreto: in un’azienda alimentare gli operatori sollevano cartoni da un nastro basso a uno scaffale alto, con torsione del busto e presa scarsa. Il peso reale è modesto, ma i moltiplicatori di altezza, asimmetria e presa abbattono l’RWL: l’indice supera la soglia. Non serve un carico “pesante” per finire in zona di rischio.

Passo 5 — Traduci il numero in misure

L’indice non è il fine, è l’inizio. Dove risulta critico, agisci sui fattori che lo hanno peggiorato:

  • organizzazione: ridurre la frequenza, introdurre rotazioni, spezzare i carichi;
  • layout: portare le prese tra bacino e spalle, avvicinare il carico al corpo, eliminare le torsioni riprogettando i percorsi;
  • attrezzature: sponde, tavole a rulli, manipolatori, sollevatori;
  • carico: riconfezionare in unità più piccole, aggiungere maniglie per migliorare la presa.

Ogni misura va inserita nel DVR con responsabile e tempi, non come raccomandazione generica. E dove permane un rischio significativo scatta la sorveglianza sanitaria del medico competente, con protocolli mirati all’apparato muscolo-scheletrico.

Passo 6 — Documenta e aggiorna

Allega al DVR la relazione di calcolo per ciascun compito valutato: dati rilevati, moltiplicatori, indice ottenuto, misure adottate e indice atteso a valle degli interventi. La valutazione va rifatta quando cambiano i cicli di lavoro, le attrezzature, i pesi o l’organizzazione dei turni. Un fascicolo con la cronologia delle revisioni dimostra che il rischio è gestito, non solo censito.

Checklist della valutazione MMC con metodo NIOSH

  • Verificata l’applicabilità del Titolo VI e la priorità dell’eliminazione con mezzi meccanici
  • Distinte le azioni (sollevamento, traino/spinta, trasporto) e scelto il metodo per ciascuna
  • Rilevati sul campo distanza, altezza, dislivello, asimmetria, frequenza e qualità della presa
  • Applicati i fattori demografici per genere ed età della popolazione reale
  • Calcolato il peso limite raccomandato e l’indice di sollevamento per ogni compito
  • Trattati i compiti multipli o variabili secondo la norma
  • Individuate misure su organizzazione, layout, attrezzature e carico, con responsabili e tempi
  • Attivata la sorveglianza sanitaria dove il rischio permane
  • Relazione di calcolo allegata al DVR e programmato l’aggiornamento

Domande frequenti

  • Quando è obbligatoria la valutazione della movimentazione manuale dei carichi?

    Ogni volta che i lavoratori svolgono operazioni di trasporto o sostegno di un carico che, per caratteristiche o condizioni ergonomiche sfavorevoli, comportano rischi di patologie da sovraccarico biomeccanico, in particolare dorso-lombari (art. 167). Il datore di lavoro deve prima evitare o ridurre la movimentazione manuale con mezzi meccanici; dove resta, la valuta con i criteri delle norme tecniche richiamate dall'Allegato XXXIII.

  • Il metodo NIOSH è imposto dalla legge?

    La legge non impone un unico metodo: l'art. 168 e l'Allegato XXXIII rinviano alle norme tecniche della serie UNI ISO 11228, che per il sollevamento incorporano l'equazione NIOSH. È il riferimento più usato per le azioni di sollevamento, mentre per traino, spinta e trasporto si applicano le altre parti della stessa serie.

  • Che valore di carico si usa come riferimento nel calcolo?

    L'equazione parte da una massa di riferimento in condizioni ottimali, che va ridotta con i fattori demografici e con i moltiplicatori legati alla postura e alla frequenza. I valori puntuali da adottare per la propria popolazione lavorativa sono quelli indicati dalla UNI ISO 11228-1 vigente: fai riferimento al testo aggiornato della norma, non a tabelle di terze parti.