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TUS

Settore · ATECO 49, 52, 53

Autotrasporto e corrieri

Giulio Morelli

RSPP — Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione

Un settore dove il rischio principale è la strada

Nell’autotrasporto la percezione del pericolo è spesso spostata sull’officina o sul magazzino, ma i dati raccontano un’altra storia: la strada è la prima causa di infortunio mortale del comparto. A questa si sommano gli infortuni “classici” della logistica — cadute dai mezzi, schiacciamenti in fase di manovra, sforzi durante il carico — e patologie da esposizione prolungata come i disturbi muscolo-scheletrici da postura di guida. Un padroncino con un solo dipendente e un corriere espresso con cento furgoni condividono lo stesso nucleo di adempimenti: la valutazione dei rischi è dovuta dal primo lavoratore e non conosce eccezioni per i mezzi in movimento.

I rischi tipici

  • Rischio stradale professionale: la guida come attività lavorativa va valutata nel DVR. Stanchezza, condizioni meteo, stato dei mezzi e pressione sui tempi di consegna sono i fattori che pesano di più.
  • Movimentazione manuale dei carichi: carico e scarico di colli, roll, pacchi e sponde; il corriere che movimenta centinaia di colli al giorno è esposto a un rischio biomeccanico rilevante (artt. 167-169 e Allegato XXXIII).
  • Vibrazioni al corpo intero: la guida prolungata su mezzi pesanti trasmette vibrazioni che, insieme alla postura seduta statica, favoriscono lombalgie e disturbi del rachide.
  • Lavoro notturno e a turni: consegne notturne e alba anticipata incidono su vigilanza e salute; si intreccia con la disciplina europea sui tempi di guida e di riposo (Reg. CE 561/2006) e con il cronotachigrafo.
  • Investimenti e manovre in retromarcia: piazzali, banchine e aree di sosta sono i luoghi dove pedoni e mezzi si incrociano; le manovre in retromarcia senza moviere sono una causa ricorrente di incidenti gravi.
  • Aggressioni e rapine: chi trasporta valori, contanti alla consegna o merce appetibile è esposto a rischio di aggressione, da valutare in modo specifico.
  • Carrelli e transpallet: nei depositi il rischio si sposta sui mezzi di movimentazione interna e sul loro incrocio con i pedoni.

Gli adempimenti essenziali

  1. DVR che tratti in modo esplicito il rischio stradale, la movimentazione dei carichi, le vibrazioni e il lavoro a turni: sono i rischi reali del comparto, non voci di stile.
  2. Nomina dell’RSPP e organizzazione del servizio di prevenzione; nelle realtà minori è possibile il datore di lavoro RSPP nei limiti previsti.
  3. Sorveglianza sanitaria con giudizio di idoneità alla mansione, che per gli autisti comprende la verifica su alcol e sostanze psicotrope tipica delle mansioni a rischio per terzi.
  4. Formazione dei lavoratori generale e specifica coerente con il livello di rischio, oltre alle abilitazioni per carrelli e attrezzature dove si usano muletti; per il trasporto di merci pericolose si aggiungono le qualifiche ADR previste dalla normativa di settore.
  5. DPI: indumenti ad alta visibilità nei piazzali e nelle banchine, calzature di sicurezza, guanti per la movimentazione; consegna tracciata e verifica dell’effettivo utilizzo.
  6. Gestione delle interferenze: coordinamento e, dove ricorre l’appalto, DUVRI per il carico/scarico presso terzi e nelle piattaforme logistiche condivise.
  7. Manutenzione dei mezzi come misura di prevenzione: revisioni, controlli su freni e pneumatici, dispositivi di segnalazione e sussidi alla manovra registrati.
  8. Addetti alle emergenze e procedure per infortunio e guasto in viaggio, incluso il lavoratore isolato che opera lontano dalla sede.

Checklist rapida di sopralluogo

  • Rischio stradale valutato nel DVR con misure organizzative su turni e tempi
  • Idoneità sanitaria degli autisti aggiornata, con controllo alcol e sostanze
  • Indumenti ad alta visibilità e calzature di sicurezza consegnati e indossati
  • Piazzali con percorsi pedonali separati dai mezzi e manovre assistite da moviere
  • Mezzi in regola con revisione, manutenzione e cronotachigrafo funzionante
  • Attrezzature di sollevamento e transpallet verificati; patentini carrelli validi
  • Procedure per carico/scarico presso terzi e DUVRI dove necessario
  • Attestati di formazione e abilitazioni in corso di validità per tutti

Domande frequenti

L'incidente stradale del camionista è un infortunio sul lavoro?

Sì. Il sinistro occorso durante la guida per motivi di lavoro è infortunio a tutti gli effetti e va denunciato all'INAIL nei termini di legge; quello subìto nel tragitto casa-lavoro rientra invece nell'infortunio in itinere. Il rischio stradale professionale va valutato nel DVR e gestito con procedure, manutenzione dei mezzi e organizzazione dei turni.

L'autista è sottoposto a controlli su alcol e sostanze?

La guida professionale è una mansione a rischio per la sicurezza di terzi: il medico competente verifica l'assenza di condizioni di alcoldipendenza e di assunzione di sostanze psicotrope nell'ambito della sorveglianza sanitaria, secondo le procedure previste dalla normativa. È un controllo sanitario, distinto dalle verifiche su strada di competenza delle forze dell'ordine.

Chi organizza carico e scarico presso il cliente deve gestire le interferenze?

Sì. Quando l'autista opera nei piazzali o nelle banchine di un committente si crea un rischio interferenziale tra imprese diverse: vanno coordinate le attività e, dove ricorre l'appalto, redatto il DUVRI. Percorsi pedonali, manovre dei mezzi e uso dei carrelli sono i punti tipicamente più critici.

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