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Settore · ATECO 45, 46, 47

GDO e commercio al dettaglio

Giulio Morelli

RSPP — Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione

Non “solo un negozio”: dove si concentrano davvero gli infortuni

La grande distribuzione organizzata e il commercio al dettaglio sembrano ambienti tranquilli, ma i dati INAIL raccontano una realtà diversa: qui gli infortuni sono frequenti e ricorrenti, anche se raramente drammatici. Cadute in piano su pavimenti bagnati, sforzi nel rifornire gli scaffali, tagli, urti da carrelli e transpallet, più una componente peculiare del settore — l’esposizione ad aggressioni e rapine al banco cassa. Il retail unisce un fronte a diretto contatto con il pubblico e un retro (magazzino, celle, ricevimento merci) con logiche quasi industriali. Gli adempimenti del D.Lgs. 81/2008 valgono dal primo lavoratore: il piccolo negozio con due commesse e l’ipermercato con trecento addetti condividono lo stesso impianto di obblighi, calibrato sul rischio effettivo.

I rischi tipici

  • Movimentazione manuale dei carichi: colli, casse d’acqua, bancali, rifornimento scaffali alti e bassi. È il rischio più diffuso e va valutato con i criteri del Titolo VI e dell’Allegato XXXIII.
  • Scivolamenti e cadute in piano: pavimenti lavati, sversamenti nel reparto ortofrutta, ghiaccio davanti alle celle. La prima causa di infortunio nel settore.
  • Rischio rapina e aggressioni da parte di terzi: maneggio di contante, orari serali e punti vendita isolati espongono cassieri e addetti; va valutato quando l’esposizione è concreta.
  • Attrezzature di banco e magazzino: affettatrici, tritacarne, presse per cartone, transpallet e carrelli elevatori richiedono protezioni, manutenzione e abilitazioni.
  • Lavoro notturno e a turni: aperture prolungate, riassortimento notturno e domenicale incidono su affaticamento e organizzazione.
  • Microclima e freddo: banchi refrigerati, celle frigorifere e passaggi caldo-freddo per gli addetti al fresco.
  • Incendio ed esodo: grandi superfici di vendita affollate, depositi con elevato carico d’incendio e vie di esodo che non devono mai essere ostruite dalla merce.

Gli adempimenti essenziali

  1. DVR aggiornato che affronti in modo specifico movimentazione, scivolamenti, attrezzature, turni e — dove pertinente — il rischio rapina.
  2. Nomina RSPP e organizzazione del servizio di prevenzione, dimensionata alla catena o al singolo punto vendita.
  3. Addetti alle emergenze (antincendio e primo soccorso) presenti e in numero adeguato per ogni turno e ogni fascia di apertura.
  4. Formazione lavoratori: generale più specifica coerente col profilo di rischio, con aggiornamento periodico; addestramento tracciato per chi usa affettatrici, presse e mezzi di sollevamento.
  5. Abilitazione per gli operatori di carrelli elevatori e attrezzature che la richiedono.
  6. Sorveglianza sanitaria attivata dal medico competente sui rischi presenti: movimentazione carichi, posture, lavoro notturno, esposizione al freddo.
  7. Gestione degli appalti: pulizie, vigilanza, manutenzione impianti frigoriferi e allestimenti generano interferenze da coordinare con il DUVRI.
  8. Verifiche di impianti e attrezzature: messa a terra, presidi antincendio e verifiche periodiche dei mezzi di sollevamento secondo le rispettive scadenze di legge.

Sul contante e sulle procedure anti-rapina, le misure vanno definite nel rispetto delle indicazioni delle autorità competenti, senza fare affidamento su soluzioni improvvisate: limitazione del contante in cassa, temporizzatori, videosorveglianza e istruzioni chiare su come comportarsi durante un evento criminoso.

Checklist rapida di sopralluogo

  • Pavimenti asciutti, segnalati durante la pulizia, con superfici antiscivolo nei reparti umidi
  • Vie di esodo e uscite di emergenza libere da merce, pallet e imballi
  • Scaffalature ancorate, portate esposte, niente sovraccarichi in quota
  • Transpallet e carrelli in ordine, operatori abilitati, percorsi separati dal pubblico
  • Affettatrici e presse dotate di protezioni funzionanti e addestramento tracciato
  • Presidi antincendio segnalati, accessibili e revisionati
  • Procedure anti-rapina note al personale di cassa e formazione svolta
  • Addetti alle emergenze presenti su tutti i turni, festivi e serali compresi
  • DPI adeguati per il magazzino e le celle (calzature, guanti da taglio, indumenti per il freddo)
  • Attestati di formazione in corso di validità per tutto il personale

Domande frequenti

Il rischio rapina va sempre valutato in un negozio?

Va valutato quando l'attività presenta un'esposizione concreta: maneggio di contante, orari serali, ubicazione isolata, punti vendita già colpiti. Dove il rischio esiste, l'art. 28 impone di considerarlo nel DVR e di adottare misure organizzative e procedure, con formazione mirata del personale di cassa.

I cassieri sono videoterminalisti?

Non automaticamente. Il cassiere diventa 'videoterminalista' solo se utilizza il terminale in modo sistematico per almeno venti ore settimanali. Più spesso, alle casse pesano posture incongrue, movimenti ripetitivi e movimentazione dei prodotti, che vanno valutati con i criteri del Titolo VI.

In un punto vendita con addetti su più turni servono più addetti alle emergenze?

Sì: gli addetti antincendio e al primo soccorso devono essere presenti e in numero sufficiente durante tutto l'orario di apertura, comprese le fasce serali e i turni festivi. Un solo addetto formato non basta se copre una sola parte della giornata.

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