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Estetica e parrucchieri
RSPP — Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione
Non è “solo un salone di bellezza”
Estetica e acconciatura vengono percepiti come mestieri leggeri, ma i dati sanitari raccontano un’altra storia: sono tra i settori con la più alta incidenza di dermatiti professionali e patologie muscolo-scheletriche. Chi passa la giornata in piedi con le braccia sollevate, a contatto con tinte, decoloranti, solventi e acqua, accumula un rischio reale e progressivo. In più, quasi tutte queste attività sono micro-imprese a conduzione familiare, dove è forte la tentazione di considerare gli adempimenti del D.Lgs. 81/2008 un lusso da grandi aziende. Non lo sono: bastano una collaboratrice, un’apprendista o una dipendente part-time perché scattino tutti gli obblighi del datore di lavoro.
I rischi tipici
- Rischio chimico: tinte, decoloranti con persolfati, ammoniaca, acqua ossigenata, smalti, solventi per unghie, prodotti per permanente e stiratura. È il rischio guida del comparto e va valutato ai sensi del Titolo IX e dell’art. 223, partendo dalle schede di sicurezza dei prodotti.
- Allergeni e dermatiti: il contatto ripetuto con acqua, shampoo e sostanze sensibilizzanti provoca la classica “dermatite delle mani” del parrucchiere, spesso invalidante per la mansione.
- Posture incongrue: lavoro prolungato in stazione eretta, braccia sopra le spalle durante taglio e piega, schiena flessa al lavatesta.
- Movimenti ripetitivi degli arti superiori: forbici, phon, spazzole e lime sollecitano polso e spalla per l’intera giornata.
- Ferite da taglio e microtraumi con forbici, rasoi, tronchesine, e ustioni da piastre, ferri e cere calde.
- Rischio biologico: contatto con cute, capelli e unghie di clienti diversi; per la manicure e la pedicure il rischio di ferite e infezioni impone attenzione a disinfezione e sterilizzazione della strumentazione.
- Elettrico e incendio: molte piccole utenze (phon, piastre, sterilizzatori) su prese affollate, spesso in locali di dimensioni ridotte con vie di uscita strette.
Gli adempimenti essenziali
- DVR completo di valutazione del rischio chimico, del rischio biomeccanico (posture e movimenti ripetitivi) e della sezione sulle lavoratrici madri; per le realtà minime sono ammesse le procedure standardizzate.
- Nomina RSPP: nel salone di piccole dimensioni è frequente e legittimo che il titolare svolga direttamente il ruolo di datore di lavoro RSPP, dopo aver seguito il corso previsto.
- Sorveglianza sanitaria affidata al medico competente quando l’esposizione ad agenti chimici, il rischio biomeccanico o i turni lo richiedono, con giudizio di idoneità alla mansione (art. 41).
- Formazione dei lavoratori: generale e specifica secondo il nuovo Accordo Stato-Regioni, estesa ad apprendisti e stagisti.
- Gestione delle sostanze: raccolta e archiviazione delle schede di dati di sicurezza, corretta etichettatura dei contenitori travasati, ricambio d’aria adeguato nella zona colore.
- DPI: guanti idonei alle sostanze utilizzate (non semplici guanti in lattice generici), da scegliere e consegnare secondo la gestione dei DPI sulla base delle schede di sicurezza.
- Emergenze e impianti: addetti antincendio e primo soccorso designati, cassetta di medicazione, verifica periodica dell’impianto di messa a terra.
Checklist rapida di sopralluogo
- Schede di sicurezza di tutti i prodotti presenti e aggiornate
- Guanti adeguati alle sostanze e in taglie utili, disponibili in postazione
- Zona colore ventilata, contenitori chiusi ed etichettati correttamente
- Strumenti da taglio e da manicure puliti, disinfettati o sterilizzati
- Postazioni regolabili e sgabello disponibile per ridurre lo stare in piedi
- Prese elettriche non sovraccariche, cavi degli apparecchi integri
- Vie di uscita libere ed estintore segnalato e accessibile
- Attestati di formazione validi per titolari, dipendenti e apprendisti
- Valutazione lavoratrici madri predisposta prima che serva
Domande frequenti
Un salone con la sola titolare e una dipendente deve fare il DVR?
Sì. L'obbligo di valutare i rischi e redigere il DVR scatta dal primo lavoratore, e la lavoratrice dipendente lo è a tutti gli effetti. Una micro-attività può avvalersi delle procedure standardizzate, ma DVR, formazione, nomina RSPP e gestione delle emergenze restano dovuti.
Le tinte e i decoloranti rendono obbligatoria la sorveglianza sanitaria?
L'uso sistematico di prodotti che contengono sostanze sensibilizzanti o irritanti configura un'esposizione ad agenti chimici e, molto spesso, la sorveglianza sanitaria del medico competente ai sensi dell'art. 41. La decisione va motivata nel DVR sulla base della valutazione del rischio chimico e delle schede di sicurezza.
Una dipendente incinta può continuare a fare colori e permanenti?
La valutazione dei rischi deve prevedere una sezione dedicata alle lavoratrici madri. Molte lavorazioni con sostanze chimiche, posture prolungate in piedi e movimentazione vanno limitate o vietate in gravidanza e allattamento: in questi casi si adatta la mansione o si attiva l'astensione anticipata tramite l'Ispettorato del lavoro.
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