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Glossario

Facciale filtrante (FFP)

Facciale filtrante FFP: classi FFP1, FFP2 e FFP3 della UNI EN 149, significato delle marcature NR, R e D e differenza con la mascherina chirurgica.

Il facciale filtrante (FFP, filtering face piece) è il DPI delle vie respiratorie in cui il materiale filtrante forma l’intera semimaschera: protegge da polveri, fibre, fumi e nebbie, non da gas e vapori. È un dispositivo di protezione individuale ai sensi dell’art. 74 del D.Lgs. 81/2008 e i requisiti di prodotto sono fissati dalla norma armonizzata UNI EN 149.

La voce dispositivo di protezione individuale inquadra i DPI in generale; questa spiega come leggere un facciale filtrante e quando non basta.

Le tre classi della UNI EN 149

La classe si sceglie dopo la valutazione dei rischi, in base all’agente e alla sua concentrazione. La norma fissa per ciascuna due limiti: la perdita totale verso l’interno, che comprende le infiltrazioni dal bordo, e la penetrazione del materiale filtrante.

ClassePerdita totale verso l’interno (max)Penetrazione del filtro (max)Impiego indicativo
FFP122%20%polveri inerti a bassa concentrazione
FFP28%6%polveri e fumi di tossicità moderata
FFP32%1%polveri e fibre tossiche o cancerogene, agenti biologici aerodispersi

I valori sono limiti di prova in laboratorio e la colonna degli impieghi è solo orientativa: decide la valutazione dei rischi. In reparto la protezione dipende dalla tenuta sul viso di quel lavoratore: un FFP3 indossato male può proteggere meno di un FFP2 indossato bene.

Come si legge la marcatura

Sul dispositivo si trovano, oltre alla marcatura CE e al numero dell’organismo notificato:

  1. il riferimento alla norma, EN 149, con l’anno di edizione;
  2. la classe, FFP1, FFP2 o FFP3;
  3. NR, non riutilizzabile, cioè limitato a un turno di lavoro, oppure R, riutilizzabile per più turni;
  4. D, se il dispositivo ha superato la prova facoltativa di intasamento con polvere di dolomite: respira meglio più a lungo in ambienti molto polverosi.

Il facciale filtrante protegge da sostanze pericolose per la salute ed è un DPI di terza categoria secondo il Regolamento (UE) 2016/425. Per questo l’art. 77 impone, oltre a informazione e formazione, l’addestramento all’uso, compresa la prova di tenuta a ogni indossamento.

Differenza con la mascherina chirurgica

AspettoFacciale filtrante FFPMascherina chirurgica
Natura giuridicaDPI, Regolamento (UE) 2016/425dispositivo medico, norma UNI EN 14683
Chi proteggechi la indossasoprattutto chi sta intorno, trattenendo le goccioline espirate
Tenuta al visoprogettata e provatanon prevista
Vale come DPI in aziendasì, se la classe è adeguatano

Quando il facciale non basta

Il facciale filtrante non serve contro vapori di solventi, gas o in ambienti poveri di ossigeno, come molti spazi confinati: lì servono filtri antigas o respiratori isolanti. Non è nemmeno la prima misura. Secondo la gerarchia delle misure di prevenzione arriva dopo la riduzione alla fonte e l’aspirazione localizzata.

Esempio: in una falegnameria la levigatrice è collegata all’aspirazione. Per la pulizia del filtro dell’impianto, l’operatore indossa un FFP3 NR D, ricevuto con verbale di consegna e addestramento registrato. Il facciale si getta a fine operazione.

Come scegliere tra facciali, semimaschere con filtri e respiratori isolanti è spiegato nella guida su facciali filtranti e respiratori; il percorso di addestramento nella guida sui DPI di terza categoria. Il testo vigente degli artt. 74-79 è su Normattiva.

Domande frequenti

  • Un FFP2 con valvola protegge meno di uno senza valvola?

    Chi lo indossa no: la valvola di espirazione riduce il calore e l'umidità all'interno e rende il dispositivo più sopportabile su turni lunghi, mentre l'aria inspirata passa comunque attraverso il filtro. L'aria espirata, però, esce non filtrata. Dove serve proteggere anche le persone intorno o un prodotto, come in ambito sanitario o alimentare, si scelgono modelli senza valvola.

  • Quanto dura un facciale filtrante monouso?

    Un facciale marcato NR è destinato a un solo turno di lavoro: va gettato a fine turno, e prima se è danneggiato, sporco, bagnato o se la respirazione diventa faticosa. Un modello marcato R può essere usato per più turni, conservandolo e pulendolo come indica la nota informativa del fabbricante. In entrambi i casi il dispositivo non si condivide tra lavoratori.

  • Con la barba si può usare un facciale filtrante?

    La barba, anche di pochi giorni, impedisce l'aderenza del bordo al viso e fa passare aria non filtrata: la protezione reale scende ben sotto quella della classe dichiarata. Se il lavoratore non può radersi nella zona di tenuta, la soluzione non è un facciale di classe superiore ma un dispositivo che non dipende dalla tenuta, come un elettrorespiratore con cappuccio.