Glossario
Aspirazione localizzata
L'aspirazione localizzata è la misura tecnica che capta inquinanti aerodispersi direttamente alla fonte, prima che raggiungano le vie respiratorie: è una protezione collettiva prioritaria nella gerarchia delle misure del Titolo IX del D.Lgs. 81/2008.
L’aspirazione localizzata è l’impianto che cattura polveri, fumi, nebbie, vapori o gas direttamente nel punto in cui si generano, convogliandoli lontano dalla zona di respirazione del lavoratore prima che si diffondano nell’ambiente. È una delle misure tecniche di protezione collettiva che il datore di lavoro privilegia nell’ambito del Titolo IX del D.Lgs. 81/2008, in applicazione del principio generale di eliminare o ridurre al minimo l’esposizione fissato dall’art. 224.
Cattura alla fonte: come funziona
Il principio è intercettare il contaminante dove nasce, non diluirlo dopo che si è disperso. Un sistema di aspirazione localizzata è composto da una cappa o bocchetta posta vicino alla sorgente, da condotti, da un ventilatore e, di norma, da un sistema di abbattimento o filtrazione prima dell’emissione. In una falegnameria la cappa posta sulla sega capta le polveri di legno alla lama; in un’officina il braccio aspirante segue la torcia per catturare i fumi di saldatura. L’efficacia dipende dalla distanza della cappa dalla fonte, dalla velocità di cattura e dal corretto posizionamento rispetto ai moti dell’aria.
Dove si colloca nella gerarchia delle misure
Quando il rischio non è basso per la sicurezza né irrilevante per la salute, l’art. 225 impone una precisa gerarchia: prima la sostituzione e i controlli tecnici sul processo, poi le misure di protezione collettiva alla fonte e solo in via residuale i dispositivi di protezione individuale. L’aspirazione localizzata è la tipica misura collettiva da adottare prima di ricorrere ai respiratori. Per gli agenti cancerogeni e mutageni del Capo II del Titolo IX l’obbligo è ancora più stringente: l’art. 237 richiede che la lavorazione avvenga in sistema chiuso e, ove non possibile, con captazione localizzata per mantenere l’esposizione al livello più basso tecnicamente ottenibile.
Progettazione, manutenzione e verifica
Un impianto mal dimensionato o sporco dà una falsa sicurezza. Portata, velocità di cattura e manutenzione dei filtri vanno definite in sede di valutazione del rischio chimico e verificate periodicamente, perché la riduzione dell’agente chimico aerodisperso che l’impianto garantisce incide direttamente sui risultati del monitoraggio dell’esposizione. Per il dimensionamento, il confronto con la ventilazione generale e i controlli nel tempo vedi la guida su aspirazione localizzata e ventilazione industriale.