Guida · Cantieri · 11 min di lettura
Cantieri stradali: segnaletica e alta visibilità
RSPP — Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione
Il cantiere stradale ha un pericolo che nessun altro cantiere conosce nella stessa forma: il traffico veicolare che scorre a pochi centimetri dagli addetti. Il rischio dominante è l’investimento da mezzi in movimento, a cui si somma il rischio stradale per chi raggiunge e lascia la postazione. La sicurezza qui si gioca su tre leve che devono lavorare insieme: segnalare, separare, rendere visibili le persone. Vediamo come impostarle passo per passo.
Passo 1 — Inquadra gli obblighi e i documenti
I lavori edili o di ingegneria civile su strada rientrano nel Titolo IV del D.Lgs. 81/2008. Ogni impresa esecutrice redige il proprio POS; quando nel cantiere operano più imprese, anche non contemporaneamente, il committente nomina il coordinatore e si redige il PSC. Gli obblighi operativi delle imprese affidatarie ed esecutrici sono fissati dall’art. 96.
Sul fronte segnaletica, il Titolo V del Testo Unico disciplina la segnaletica di salute e sicurezza; l’art. 161 rinvia, per le attività lavorative che si svolgono in presenza di traffico veicolare, a uno specifico decreto interministeriale (DM 4 marzo 2013), che detta i criteri di sicurezza per apposizione, integrazione e rimozione della segnaletica stradale temporanea. Sulle strade aperte al pubblico si aggiunge il Codice della Strada (D.Lgs. 285/1992) e il suo regolamento, con l’autorizzazione o l’ordinanza dell’ente proprietario della strada.
Passo 2 — Progetta lo schema segnaletico
La segnaletica temporanea non si improvvisa in loco: va progettata prima, coerente con la tipologia di strada (urbana, extraurbana, a carreggiate separate), la velocità, la durata del cantiere (fisso o mobile) e l’orario. Lo schema tipico prevede tre zone in sequenza:
- una zona di segnalamento e avvicinamento, con i cartelli di preavviso che riducono progressivamente la velocità;
- una zona di transizione, che devia il flusso con coni, delineatori e barriere;
- la zona di lavoro vera e propria, delimitata e protetta.
I cartelli seguono le prescrizioni dell’Allegato XXV del Testo Unico, mentre la segnalazione di ostacoli, punti di pericolo e vie di circolazione risponde all’Allegato XXVIII. Prevedi sempre il ripristino della configurazione ordinaria a fine turno.
Passo 3 — Separa fisicamente l’area di lavoro
Segnalare non basta: dove possibile occorre una barriera fisica tra il traffico e gli operatori. A seconda del contesto si impiegano barriere mobili, new jersey, transenne o coni con pannelli. La scelta dipende dall’energia d’urto attesa e dallo spazio disponibile. Per i cantieri mobili (segnaletica orizzontale, sfalcio, piccole manutenzioni) si usano veicoli operativi e di protezione con dispositivi luminosi e pannelli a messaggio, che avanzano con la lavorazione. L’obiettivo è che nessun addetto si trovi mai esposto direttamente alla corsia di marcia senza una protezione o una via di fuga.
Passo 4 — Dota gli addetti di alta visibilità
Chi lavora su strada deve essere visto da lontano, di giorno e di notte. Gli indumenti ad alta visibilità sono DPI e seguono la norma tecnica UNI EN ISO 20471, che distingue tre classi in base alle superfici di materiale fluorescente e retroriflettente. La classe più alta è indicata per le velocità elevate e per il lavoro notturno; la scelta va motivata nel DVR e nel POS. Come ogni DPI, l’alta visibilità va consegnata con verbale, sostituita quando il tessuto perde le proprietà retroriflettenti (lavaggi, usura, sporco) e integrata dagli altri dispositivi previsti per la lavorazione (calzature, elmetto, protezione dell’udito dove serve).
Passo 5 — Forma e organizza le operazioni critiche
L’apposizione e la rimozione della segnaletica sono, statisticamente, tra i momenti più pericolosi: si opera in prossimità del traffico prima che le protezioni siano complete. Il DM 4 marzo 2013 richiede che questi addetti siano informati, formati e addestrati sulle procedure operative sicure. Il POS deve descrivere la sequenza di posa (dalla protezione verso il punto di lavoro) e di rimozione (in ordine inverso), i compiti di ciascuno, i segnali convenzionali e le vie di fuga. Se una lavorazione prevede un operatore che opera da solo o fuori dalla vista dei colleghi, applica anche una procedura per il lavoro isolato.
Passo 6 — Coordina i tempi e le interferenze
Molti incidenti nascono dalla sovrapposizione di fasi: mezzi che manovrano mentre altri posano barriere, consegne che attraversano l’area di lavoro. Il cronoprogramma serve proprio a scaglionare le attività ed evitare interferenze; quando entrano in campo subappaltatori, va gestita anche la catena del subappalto con le relative verifiche di idoneità. Concorda con l’ente gestore della strada gli orari a minor traffico e, dove necessario, la chiusura o il restringimento della carreggiata.
Checklist prima di aprire il cantiere
- Autorizzazione o ordinanza dell’ente proprietario della strada acquisita
- Schema segnaletico progettato per tipo di strada, velocità e orario
- Sequenza di posa e rimozione descritta nel POS (e nel PSC se più imprese)
- Barriere e protezioni fisiche adeguate all’esposizione al traffico
- Indumenti ad alta visibilità della classe corretta, consegnati e integri
- Addetti formati e addestrati alle procedure del DM 4 marzo 2013
- Vie di fuga e segnali convenzionali definiti e noti a tutti
- Cronoprogramma delle fasi per evitare interferenze tra mezzi e persone
Domande frequenti
Quale classe di indumento ad alta visibilità serve in un cantiere stradale?
La classe si sceglie in base alla velocità del traffico e alla visibilità: le classi più elevate (classe 3 secondo la UNI EN ISO 20471) sono indicate dove i veicoli transitano a velocità sostenuta o di notte. La valutazione dei rischi e il POS individuano la classe adatta alla singola lavorazione; l'indumento resta un DPI da fornire, addestrare e sostituire quando perde efficacia.
Chi può posizionare la segnaletica di un cantiere stradale?
L'apposizione e la rimozione della segnaletica temporanea sono operazioni a rischio investimento e vanno svolte da personale informato, formato e addestrato secondo le procedure del DM 4 marzo 2013, con l'organizzazione definita nel POS. Sulle strade soggette al Codice della Strada l'installazione presuppone inoltre l'autorizzazione o l'ordinanza dell'ente proprietario o gestore della strada.
Serve sempre il PSC per un cantiere stradale?
Il PSC è obbligatorio quando nel cantiere è prevista, anche non contemporaneamente, la presenza di più imprese esecutrici. In quel caso il committente designa il coordinatore e si applica il Titolo IV del D.Lgs. 81/2008; con un'unica impresa resta comunque il POS e la gestione del rischio da traffico.