D.Lgs. 81/2008 · Allegato XXV
Prescrizioni generali per i cartelli segnaletici
RSPP — Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione
A cosa serve l’Allegato XXV
Il Titolo V del D.Lgs. 81/2008 disciplina la segnaletica di salute e sicurezza sul lavoro e, con l’art. 163, obbliga il datore di lavoro a farvi ricorso quando i rischi residui non possono essere evitati o sufficientemente limitati con misure tecniche e organizzative. Le regole tecniche stanno negli Allegati da XXIV a XXXII: l’Allegato XXIV detta le prescrizioni generali per tutta la segnaletica, mentre l’Allegato XXV si occupa specificamente dei cartelli, cioè dei segnali “statici” su supporto: forma geometrica, colori, pittogrammi, materiali e condizioni di installazione.
In pratica è l’allegato da consultare ogni volta che si acquista o si posiziona un cartello: dal divieto di fumo in magazzino al percorso di esodo dell’ufficio, fino all’obbligo di casco all’ingresso del cantiere.
Caratteristiche intrinseche dei cartelli
L’allegato fissa tre requisiti di base:
- Pittogrammi il più semplici possibile, con omissione dei particolari non essenziali alla comprensione. Possono differire leggermente dalle figure riprodotte nell’allegato o essere più particolareggiati, purché il significato resti equivalente e non ambiguo: è la clausola che consente l’uso dei simboli della norma tecnica UNI EN ISO 7010, oggi prassi di mercato.
- Materiali resistenti agli urti, alle intemperie e alle aggressioni dell’ambiente di impiego: un cartello in piazzale esterno o in reparto galvanica richiede supporti diversi da quello di un corridoio uffici.
- Dimensioni e proprietà colorimetriche e fotometriche tali da garantire buona visibilità e comprensione. Per il dimensionamento l’allegato richiama in nota una formula empirica che lega la superficie minima del cartello al quadrato della distanza di lettura: nella pratica si traduce nella scelta del formato commerciale adeguato alla distanza da cui il cartello deve essere percepito (il testo ufficiale riporta formula e campo di validità).
Condizioni d’impiego
Le prescrizioni sull’installazione sono il punto in cui si gioca l’efficacia reale della segnaletica:
- il cartello va sistemato a altezza e posizione appropriate rispetto all’angolo di visuale, all’ingresso della zona interessata per i rischi generici oppure nelle immediate adiacenze di un rischio specifico o dell’oggetto da segnalare;
- il punto di installazione deve essere bene illuminato, accessibile e visibile; in caso di cattiva illuminazione naturale vanno usati colori fosforescenti, materiali riflettenti o illuminazione artificiale;
- il cartello va rimosso quando non sussiste più la situazione che ne giustificava la presenza: la segnaletica “fossile” è essa stessa una non conformità.
I cinque tipi di cartello
Il cuore dell’allegato è la classificazione per funzione, ciascuna con forma e codice colore vincolanti:
| Tipo di cartello | Forma | Colori | Esempio d’uso |
|---|---|---|---|
| Divieto | Rotonda | Pittogramma nero su fondo bianco, bordo e banda diagonale rossi (il rosso copre almeno il 35% della superficie) | Vietato fumare, vietato l’accesso ai non addetti |
| Avvertimento | Triangolare | Pittogramma nero su fondo giallo, bordo nero (il giallo copre almeno il 50%) | Carichi sospesi, pericolo elettrico, carrelli in movimento |
| Prescrizione (obbligo) | Rotonda | Pittogramma bianco su fondo azzurro (l’azzurro copre almeno il 50%) | Obbligo di casco, protezione dell’udito, calzature di sicurezza |
| Salvataggio e soccorso | Quadrata o rettangolare | Pittogramma bianco su fondo verde (il verde copre almeno il 50%) | Uscite e percorsi di emergenza, cassetta di primo soccorso |
| Attrezzature antincendio | Quadrata o rettangolare | Pittogramma bianco su fondo rosso (il rosso copre almeno il 50%) | Estintore, idrante, pulsante di allarme |
L’allegato riproduce poi le figure dei singoli cartelli per ciascuna categoria. Per le attrezzature antincendio le prescrizioni si integrano con l’Allegato XXVII (ubicazione delle attrezzature) e, per ostacoli e vie di circolazione, con l’Allegato XXVIII; i colori di sicurezza e i significati generali sono definiti nell’Allegato XXIV.
Errori comuni
- Segnalare invece di prevenire: tappezzare il reparto di cartelli senza avere prima ridotto il rischio alla fonte rovescia la gerarchia delle misure di prevenzione; la segnaletica è complementare, non sostitutiva.
- Eccesso di cartelli: pareti sature di segnali si annullano a vicenda. Meglio pochi cartelli, pertinenti, nel punto giusto: la leggibilità è un requisito dell’allegato, non un’opzione estetica.
- Formato sottodimensionato: il cartello di esodo formato A5 leggibile solo a due metri non assolve l’obbligo; il formato va scelto in base alla distanza reale di lettura.
- Cartelli mai aggiornati: layout di produzione cambiato, uscita di emergenza spostata, cartelli rimasti al loro posto. La coerenza tra segnaletica e piano di emergenza va verificata a ogni modifica del layout.
- Dimenticare l’informazione ai lavoratori: l’art. 164 impone di informare e formare i lavoratori sul significato della segnaletica adottata, in particolare quando i cartelli impiegano pittogrammi meno intuitivi; l’acquisto del cartello da solo non basta.
Domande frequenti
I cartelli conformi alla UNI EN ISO 7010 vanno bene anche per il D.Lgs. 81/2008?
Sì, nella generalità dei casi. L'Allegato XXV ammette pittogrammi leggermente differenti o più particolareggiati rispetto alle figure riprodotte, purché il significato sia equivalente e non reso ambiguo. I cartelli ISO 7010, oggi lo standard di mercato, rispettano forme e colori previsti dall'allegato e ne rappresentano l'evoluzione tecnica.
Quanto deve essere grande un cartello di sicurezza?
L'allegato non impone una misura unica: richiede che dimensioni e proprietà colorimetriche e fotometriche garantiscano buona visibilità e comprensione dalla distanza di lettura prevista. In nota è richiamata una formula empirica che lega la superficie del cartello al quadrato della distanza di osservazione; in pratica si scelgono i formati commerciali adeguati alla distanza da cui il cartello deve essere letto.
Il cartello sostituisce le altre misure di prevenzione?
No. La segnaletica è una misura complementare: interviene quando i rischi non possono essere evitati o sufficientemente ridotti con misure tecniche e organizzative. Un cartello di obbligo DPI, ad esempio, non esonera dal fornire i DPI, formare i lavoratori e vigilare sull'uso effettivo.
Cosa fare quando la situazione segnalata non esiste più?
Il cartello va rimosso: è una prescrizione esplicita dell'allegato. Cartelli obsoleti o riferiti a pericoli cessati riducono la credibilità dell'intera segnaletica aziendale e abituano i lavoratori a ignorarla, con effetti negativi anche sui segnali realmente attuali.
Approfondisci
- ArticoloArt. 163 — Obblighi del datore di lavoro
- AllegatoAllegato XXIV — Prescrizioni generali per la segnaletica di sicurezza
- AllegatoAllegato XXVII — Prescrizioni per la segnaletica destinata a identificare e indicare l'ubicazione delle attrezzature antincendio
- AllegatoAllegato XXVIII — Prescrizioni per la segnalazione di ostacoli, punti di pericolo e vie di circolazione
- GuidaPiano di emergenza ed evacuazione: come redigerlo
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