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Glossario

Riparo (macchine)

Riparo delle macchine: definizione della Direttiva 2006/42/CE, ripari fissi, mobili e regolabili, come si sceglie e obblighi del datore di lavoro.

Il riparo è l’elemento di una macchina usato specificamente per proteggere mediante una barriera materiale. È la definizione dell’Allegato I, punto 1.1.1, della Direttiva 2006/42/CE: carter, coperchi, schermi e recinzioni che impediscono di raggiungere la zona di pericolo con il corpo o di essere colpiti da ciò che ne esce.

Il riparo si distingue dai dispositivi di protezione, che non sono barriere: il dispositivo di interblocco, la barriera immateriale, il comando a due mani. Spesso lavorano insieme, come nel riparo mobile interbloccato, dove il riparo ferma la mano e l’interblocco ferma la macchina quando lo si apre.

I tipi di riparo e quando si usano

L’Allegato I della direttiva, ai punti 1.4.2.1-1.4.2.3, fissa requisiti diversi per ciascun tipo.

TipoCome si riconosceQuando è la scelta giusta
FissoSi apre o si smonta solo con un utensileZone a cui non si accede durante il lavoro: trasmissioni, cinghie, ingranaggi
Mobile interbloccatoSi apre senza utensili; aprendolo si arrestano le funzioni pericoloseAccessi frequenti per carico, regolazione, pulizia
RegolabileSi adatta al pezzo lavorato, a mano o in automaticoUtensili che non si possono chiudere del tutto: lama della sega, mandrino del trapano
Distanziatore o recinzioneTiene lontani con altezza e distanza dalla zona pericolosaCelle robotizzate, linee automatiche

Il criterio decisivo è la frequenza di accesso. Per gli elementi mobili di trasmissione il punto 1.3.8.1 ammette ripari fissi o mobili interbloccati e indica il mobile interbloccato quando si prevedono interventi frequenti. Un riparo fisso dove serve entrare più volte per turno finisce, nella pratica, smontato e appoggiato a terra.

Il punto 1.4.1 aggiunge requisiti comuni a tutti i ripari: devono essere robusti, ben fissati, non facili da eludere o rendere inefficaci e non devono limitare la vista del ciclo più del necessario. Il testo si legge sulla Direttiva 2006/42/CE pubblicata su EUR-Lex. Dal 20 gennaio 2027 la direttiva sarà sostituita dal Regolamento (UE) 2023/1230.

Le norme tecniche di dettaglio sono la UNI EN ISO 14120 per i requisiti dei ripari e la UNI EN ISO 13857 per le distanze di sicurezza che una barriera deve rispettare.

Gli obblighi di chi usa la macchina

Per il fabbricante il riparo è un requisito di progetto. Per il datore di lavoro è un obbligo di uso e di manutenzione:

  1. mettere a disposizione macchine conformi: con marcatura CE quelle recenti, conformi all’Allegato V quelle costruite prima delle direttive di prodotto, come prevede l’art. 70;
  2. mantenere i ripari integri ed efficienti nel tempo con la manutenzione richiesta dall’art. 71;
  3. vietare e controllare la rimozione: l’art. 20 impone al lavoratore di non rimuovere o modificare senza autorizzazione i dispositivi di sicurezza, e il preposto deve intervenire quando vede un riparo tolto;
  4. valutare ogni modifica: aggiungere un’apertura o togliere un carter può cambiare la conformità della macchina.

Gli interventi che richiedono di togliere un riparo, come la manutenzione o lo sblocco di un inceppamento, si fanno a macchina ferma e isolata dalle energie con il lockout e tagout.

Esempio: il carter del rullo

Esempio: su un nastro trasportatore il rullo di rinvio è protetto da un carter fissato con quattro viti. Gli operatori lo aprono più volte per turno per togliere residui; dopo qualche settimana due viti mancano e il carter resta appoggiato. La soluzione non è un cartello di divieto. Si analizza perché si apre: se l’accesso è davvero necessario, il carter diventa un riparo mobile interbloccato; se basta un raschiatore esterno, si elimina il motivo di entrare e il carter torna fisso. Altri casi sui nastri sono nella guida a ripari e sicurezza dei nastri trasportatori.

Domande frequenti

  • Un riparo fissato con viti a farfalla è un riparo fisso?

    No. La Direttiva Macchine chiede che il riparo fisso si apra o si smonti solo con un utensile. Viti a farfalla, ganci a molla o fascette si tolgono a mano e trasformano il riparo, di fatto, in un riparo mobile senza interblocco. Se l'accesso serve spesso, la soluzione corretta è un riparo mobile interbloccato; se serve di rado, si ripristinano fissaggi che richiedano un utensile.

  • Il lavoratore può togliere un riparo se il preposto lo autorizza a voce?

    Il riparo si toglie solo per gli interventi previsti dal manuale, con la macchina ferma e messa in sicurezza secondo la procedura aziendale, di solito con lockout e tagout. L'art. 20 vieta al lavoratore di rimuovere o modificare senza autorizzazione i dispositivi di sicurezza, ma un'autorizzazione a togliere il riparo con la macchina in moto non rende sicuro il lavoro.

  • Una rete metallica intorno alla macchina è un riparo?

    Sì, se impedisce di raggiungere la zona pericolosa. Una recinzione perimetrale è un riparo distanziatore: funziona solo se altezza, distanza dalla macchina e dimensione delle maglie impediscono di arrivare agli organi pericolosi con mani, braccia o corpo. Le distanze si ricavano dalle norme tecniche sulle distanze di sicurezza. Il cancello di accesso va trattato come un riparo mobile, quindi interbloccato.