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Glossario

Dispositivo di interblocco

Dispositivo di interblocco: cosa fa su un riparo mobile, interblocco con e senza blocco, punto 1.4.2.2 della Direttiva Macchine e manomissioni tipiche.

Il dispositivo di interblocco è il componente che collega la posizione di un riparo mobile al sistema di comando della macchina: finché il riparo è aperto le funzioni pericolose non possono avviarsi e, se lo si apre durante il funzionamento, ricevono un comando di arresto. La norma tecnica di riferimento è la UNI EN ISO 14119; il requisito nasce dal punto 1.4.2.2 dell’Allegato I della Direttiva 2006/42/CE.

Il riparo è la barriera fisica, l’interblocco è ciò che la rende «intelligente». Diversa ancora è la barriera immateriale, che protegge senza alcun contatto con un fascio di raggi infrarossi.

Cosa chiede la Direttiva Macchine

Il punto 1.4.2.2 dell’Allegato I stabilisce che i ripari mobili interbloccati devono, tra l’altro, restare per quanto possibile uniti alla macchina quando sono aperti e associarsi a un dispositivo che impedisca l’avviamento di funzioni pericolose fin quando i ripari non sono chiusi e che dia un comando di arresto non appena essi non sono più chiusi. Lo stesso punto prevede, dove l’operatore potrebbe raggiungere la zona pericolosa prima che il moto si esaurisca, un dispositivo di bloccaggio del riparo.

Per le attrezzature costruite senza disposizioni di recepimento delle direttive di prodotto, requisiti analoghi sui ripari sono nell’Allegato V del D.Lgs. 81/2008. La disciplina generale della direttiva è nella voce Direttiva Macchine.

Tipi di interblocco a confronto

TipoCome funzionaQuando si usa
Senza blocco del riparoIl riparo si apre in qualsiasi momento; l’apertura genera l’arrestoMoto che si ferma prima che la mano arrivi alla zona pericolosa
Con blocco del riparoIl riparo resta chiuso con un’elettroserratura finché il pericolo persisteOrgani che girano per inerzia, presse, centrifughe, robot
Meccanico a chiave intrappolataLa chiave passa dal selettore di potenza al riparo: o è aperto il riparo o è alimentata la macchinaImpianti con più accessi o energie non elettriche
Elettronico codificatoSensore che riconosce solo il proprio attuatoreDove è prevedibile il tentativo di aggirare il dispositivo

La UNI EN ISO 14119 classifica anche i dispositivi secondo il grado di codifica dell’attuatore, proprio perché la facilità di aggiramento è un rischio di progettazione. La scelta spetta al fabbricante, sulla base del tempo di arresto e della frequenza di accesso.

Errori frequenti in azienda

  1. Attuatore di ricambio fissato al telaio: la macchina «crede» che il riparo sia chiuso. È la manomissione più diffusa e la più difficile da vedere.
  2. Interblocco usato come sezionatore: entrare nella macchina affidandosi al solo riparo aperto. Per la manutenzione serve il lockout e tagout, con energia zero verificata.
  3. Nessuna prova funzionale: il dispositivo si guasta senza che nessuno se ne accorga. L’art. 71 impone di mantenere le attrezzature in condizioni di sicurezza e di controllare i dispositivi secondo le istruzioni del fabbricante.
  4. Modifica senza valutazione: sostituire un interruttore di sicurezza con un finecorsa comune altera la funzione di sicurezza e può configurare una modifica che fa assumere gli obblighi del fabbricante.

Esempio: su un nastro trasportatore la carteratura del rullo di rinvio viene aperta più volte per turno per pulire i residui. Un interblocco senza blocco basta se il nastro si ferma in meno tempo di quanto serve a raggiungere il rullo; se il nastro continua a scorrere per inerzia, serve un interblocco con blocco del riparo. La scelta e il posizionamento dei ripari su questo tipo di impianto sono descritti nella guida sui nastri trasportatori; gli infortuni tipici sono nella scheda sul rischio meccanico.

Dal 20 gennaio 2027 la direttiva sarà sostituita dal Regolamento (UE) 2023/1230, pubblicato su EUR-Lex, che riprende i requisiti sui ripari interbloccati.

Domande frequenti

  • Si può escludere l'interblocco per fare una regolazione a macchina in moto?

    Solo se il fabbricante ha previsto un modo di funzionamento dedicato, per esempio a velocità ridotta o con comando ad azione mantenuta, selezionabile con un selettore protetto e descritto nel manuale. Ponticellare il sensore o usare un attuatore di ricambio non è una modalità prevista: è una manomissione che il datore di lavoro deve impedire e che il preposto deve interrompere.

  • Un interblocco è sufficiente per fare manutenzione dentro la macchina?

    No. L'interblocco arresta le funzioni pericolose quando si apre il riparo, ma agisce sul circuito di comando e qualcun altro potrebbe richiudere il riparo e riavviare. Per interventi in cui il corpo entra nella zona pericolosa, oltre le semplici operazioni previste dal fabbricante, serve il sezionamento delle energie con lucchetto personale secondo la procedura di lockout e tagout.

  • Come si capisce se un interblocco è stato manomesso?

    I segnali tipici sono un attuatore fissato al telaio invece che al riparo, nastro o fascette sul sensore, cavi aggiunti nel quadro, una macchina che riparte con il riparo aperto. Il controllo più semplice è una prova funzionale a inizio turno: aprire il riparo e verificare che il moto si fermi e non riparta. Conviene annotare data ed esito, così da dimostrare il controllo in caso di ispezione.