Glossario
Dichiarazione di conformità
Dichiarazione di conformità: DiCo degli impianti (DM 37/2008), DiRi, dichiarazione UE di macchine e DPI. Chi la rilascia, cosa allegare, cosa controllare.
La dichiarazione di conformità è l’atto con cui chi ha realizzato o fabbricato qualcosa attesta, sotto la propria responsabilità, che è conforme alle regole tecniche e alle norme di legge applicabili. Nella sicurezza sul lavoro l’espressione indica documenti diversi: la DiCo degli impianti negli edifici, prevista dall’art. 7 del DM 37/2008, e la dichiarazione di conformità UE che accompagna macchine, DPI e altri prodotti con marcatura CE.
Hanno in comune la logica dell’autodichiarazione: nessun ente pubblico ha controllato prima, e il datore di lavoro deve saperle leggere.
Quattro documenti con lo stesso nome (e uno che lo sembra)
| Documento | Per cosa | Chi lo firma | Riferimento |
|---|---|---|---|
| Dichiarazione di conformità (DiCo) | Impianti elettrici, termici, gas, idrici, ascensori, antincendio negli edifici | Impresa installatrice abilitata | DM 37/2008, art. 7 |
| Dichiarazione di rispondenza (DiRi) | Impianti eseguiti prima del DM 37/2008 privi di DiCo | Professionista o responsabile tecnico qualificato | DM 37/2008, art. 7, co. 6 |
| Dichiarazione CE di conformità | Macchine nuove | Fabbricante o suo mandatario | Direttiva 2006/42/CE; dal 20 gennaio 2027 Regolamento (UE) 2023/1230 |
| Dichiarazione UE di conformità | DPI, attrezzature a pressione, prodotti elettrici e altri prodotti marcati CE | Fabbricante | Regolamento (UE) 2016/425 per i DPI; normativa di prodotto per gli altri |
| Dichiarazione di incorporazione | Quasi-macchine | Fabbricante | Direttiva 2006/42/CE |
L’ultima riga non è una dichiarazione di conformità: la quasi-macchina non può funzionare da sola, non porta la marcatura CE e diventa conforme solo dentro la macchina finale, che avrà la propria dichiarazione.
Cosa deve esserci in una DiCo
Il DM 37/2008 prevede che l’impresa rilasci la dichiarazione al committente al termine dei lavori, dopo le verifiche di funzionalità, secondo il modello del decreto. I moduli in uso presso le ASL, come quello della AUSL di Modena, riportano gli allegati obbligatori:
- il progetto, redatto da professionista o dal responsabile tecnico dell’impresa a seconda delle soglie;
- la relazione con le tipologie dei materiali utilizzati e la loro idoneità al luogo di installazione;
- lo schema dell’impianto realizzato;
- il riferimento a eventuali dichiarazioni precedenti o parziali;
- la copia del certificato di riconoscimento dei requisiti tecnico-professionali dell’impresa.
Una DiCo senza allegati è un documento incompleto. Per l’impianto di messa a terra nei luoghi di lavoro, la dichiarazione ha un effetto in più: la sua trasmissione all’INAIL entro trenta giorni dalla messa in esercizio vale come denuncia e apre il ciclo delle verifiche periodiche del DPR 462/2001.
Cosa controlla il datore di lavoro
L’art. 70 del D.Lgs. 81/2008 richiede che le attrezzature messe a disposizione dei lavoratori siano conformi alle disposizioni di recepimento delle direttive di prodotto. All’arrivo di una macchina o di un DPI il controllo minimo riguarda: corrispondenza tra modello e matricola della targa e quelli indicati nella dichiarazione, elenco delle direttive o dei regolamenti applicati, norme armonizzate citate, nome e firma del fabbricante, eventuale organismo notificato. La procedura completa di collaudo all’acquisto è nella guida sulla marcatura CE delle macchine.
Esempio: un’azienda alimentare installa una nuova linea di confezionamento e, nello stesso intervento, fa ampliare il quadro elettrico del reparto. Servono due documenti distinti: la dichiarazione CE della linea, firmata dal costruttore, e una nuova DiCo per l’ampliamento del quadro, firmata dall’elettricista abilitato. La DiCo originaria dell’impianto non copre i lavori successivi.
Domande frequenti
Se l'impianto elettrico è stato realizzato da un dipendente interno, chi rilascia la dichiarazione di conformità?
Il DM 37/2008 riserva l'installazione, la trasformazione e l'ampliamento degli impianti alle imprese abilitate, con un responsabile tecnico in possesso dei requisiti. Un intervento eseguito da personale interno non abilitato non può essere accompagnato da una dichiarazione di conformità valida. La soluzione è far verificare e, se necessario, rifare l'impianto da un'impresa abilitata, che ne assume la responsabilità rilasciando la dichiarazione.
La dichiarazione di conformità di una macchina può essere in inglese?
La dichiarazione deve essere fornita nella lingua prevista dalla normativa di prodotto per il Paese in cui la macchina è messa a disposizione; per l'Italia questo significa avere anche la versione in italiano, insieme alle istruzioni. Una macchina consegnata con la sola dichiarazione in inglese va segnalata al fornitore prima della messa in servizio: è un'anomalia documentale che l'organo di vigilanza rileva.
Per gli impianti costruiti prima del 2008 serve per forza la dichiarazione di conformità?
Se la dichiarazione originale non è mai stata prodotta o non è più reperibile, il DM 37/2008 consente di sostituirla con la dichiarazione di rispondenza, redatta da un professionista con esperienza nel settore, o nei casi minori da un responsabile tecnico qualificato, dopo sopralluoghi e accertamenti sull'impianto. Vale solo per gli impianti eseguiti prima dell'entrata in vigore del decreto, non per lavori successivi.