Glossario
Marcatura CE
Marcatura CE: cosa attesta e cosa no, chi la appone, quali attrezzature e DPI la richiedono, perché le quasi-macchine non la portano, regole per l'usato.
La marcatura CE è il simbolo con cui il fabbricante, o il suo mandatario nell’Unione, dichiara sotto la propria responsabilità che un prodotto è conforme a tutti i requisiti della normativa europea di armonizzazione che lo riguarda. Le regole di apposizione sono fissate dalla normativa europea sul mercato interno e dai singoli atti di prodotto; nel D.Lgs. 81/2008 il richiamo è all’art. 70, che chiede attrezzature conformi alle norme di recepimento delle direttive di prodotto.
Non è un marchio di qualità né un’omologazione rilasciata da un ente pubblico. Il documento che la sostiene è la dichiarazione di conformità; le regole specifiche per le macchine sono nella voce direttiva macchine.
Cosa garantisce e cosa no
| La marcatura CE indica | La marcatura CE non indica |
|---|---|
| Che il fabbricante ha applicato la procedura di valutazione della conformità prevista | Che un ente pubblico ha collaudato il prodotto |
| Che il prodotto rispetta i requisiti essenziali di sicurezza al momento dell’immissione sul mercato | Che è idoneo alla lavorazione specifica dell’azienda |
| Che esiste una documentazione tecnica a disposizione delle autorità | Che è stato installato correttamente o che è ancora in buono stato |
| Che il fabbricante si assume la responsabilità della conformità | Che non servono formazione, verifiche o manutenzione |
La colonna di destra è il campo dell’art. 71: il datore di lavoro sceglie attrezzature adatte al lavoro, le installa secondo le istruzioni, le mantiene e le controlla nel tempo. Una pressa marcata CE usata con lo stampo sbagliato o con i ripari manomessi non è più sicura di una priva di marcatura.
Su quali prodotti si trova (e su quali no)
Per la sicurezza sul lavoro i casi più frequenti sono:
- macchine, oggi ai sensi della Direttiva 2006/42/CE recepita dal D.Lgs. 17/2010; dal 20 gennaio 2027 si applicherà il Regolamento (UE) 2023/1230;
- dispositivi di protezione individuale, secondo il Regolamento (UE) 2016/425;
- attrezzature a pressione, apparecchi per atmosfere esplosive, materiale elettrico, ascensori, ciascuno con la propria normativa.
Due casi in cui la marcatura non deve esserci. La quasi-macchina non la porta: è accompagnata da una dichiarazione di incorporazione e diventa marcabile solo insieme alla macchina finale. E il simbolo non va apposto su prodotti per i quali nessuna normativa di armonizzazione lo prevede: una scaffalatura metallica o una scala portatile, ad esempio, si valutano su norme tecniche e istruzioni, non su un CE che non è previsto.
Il simbolo ha forma e proporzioni prestabilite e va apposto in modo visibile, leggibile e indelebile. Quando un organismo notificato interviene nella fase di produzione, accanto al simbolo compare il suo numero identificativo.
Attrezzature senza marcatura CE
L’assenza della marcatura non rende automaticamente fuorilegge un’attrezzatura. L’art. 70, comma 2, ammette quelle costruite prima delle direttive di prodotto o in loro assenza, purché rispondano ai requisiti dell’Allegato V; chi le vende, noleggia o concede in uso deve attestarne la conformità a quei requisiti (art. 72). Diverso è il caso di una macchina recente, soggetta alla direttiva, venduta senza marcatura: non può essere messa a disposizione dei lavoratori.
Esempio: un’impresa riceve un tornio usato del 1985 e un compressore nuovo importato. Il tornio non ha marcatura e non deve averla: si verifica la conformità all’Allegato V con l’attestazione del venditore. Il compressore nuovo deve invece avere marcatura, dichiarazione di conformità e istruzioni in italiano; se mancano, non va messo in servizio.
Cosa controllare al momento dell’acquisto è spiegato nella guida alla marcatura CE delle macchine. Il testo degli artt. 70-72 è nella versione consolidata del D.Lgs. 81/2008 su Normattiva.
Domande frequenti
Una macchina con marcatura CE può essere comunque non conforme?
Sì. La marcatura è una dichiarazione del fabbricante, non il risultato di un controllo pubblico. Se l'attrezzatura presenta difetti di sicurezza, il datore di lavoro che se ne accorge non può metterla a disposizione dei lavoratori senza intervenire, e il caso può essere segnalato alle autorità di sorveglianza del mercato. L'art. 70, comma 4, disciplina proprio l'accertamento di macchine marcate CE ma non rispondenti ai requisiti.
Cosa indica il numero di quattro cifre accanto al simbolo CE?
È il numero identificativo dell'organismo notificato che è intervenuto nella fase di controllo della produzione, quando la normativa di prodotto lo richiede. Lo si trova ad esempio sui DPI di terza categoria, come imbracature e facciali filtranti. L'assenza del numero non è di per sé un'anomalia: per molti prodotti la procedura prevede solo il controllo interno del fabbricante.
Se modifico una macchina marcata CE, la marcatura resta valida?
Dipende dalla modifica. Interventi di manutenzione o sostituzioni con ricambi equivalenti non incidono. Una modifica che altera funzioni, prestazioni o protezioni previste dal fabbricante può invece far nascere nuovi rischi non coperti dalla valutazione originaria: chi la esegue rischia di assumere gli obblighi del fabbricante, inclusi valutazione della conformità e nuova dichiarazione. Prima di modificare, serve una valutazione tecnica documentata.