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Glossario

ASPP

ASPP: chi è l'Addetto al Servizio di Prevenzione e Protezione, requisiti dell'art. 32, ore dei moduli A e B, aggiornamento e differenze con l'RSPP.

L’ASPP (Addetto al Servizio di Prevenzione e Protezione) è la persona in possesso delle capacità e dei requisiti professionali dell’art. 32 che fa parte del servizio di prevenzione e protezione dei rischi. La definizione è nell’art. 2, co. 1, lett. g) del D.Lgs. 81/2008: l’addetto collabora con l’RSPP, che invece coordina il servizio.

ASPP e RSPP a confronto

Le due figure appartengono allo stesso servizio, ma con posizioni diverse.

ASPPRSPP
DefinizioneArt. 2, co. 1, lett. g)Art. 2, co. 1, lett. f)
FunzioneCollabora ai compiti del servizioCoordina il servizio e ne risponde verso il datore di lavoro
ObbligatorietàFacoltativo, dipende dalla complessità aziendaleObbligatorio, designazione non delegabile (art. 17)
Formazione baseModuli A e BModuli A, B e C
Aggiornamento20 ore ogni 5 anni40 ore ogni 5 anni

Entrambi partecipano ai compiti dell’art. 33: individuazione e valutazione dei rischi, elaborazione delle misure e delle procedure, proposte di programmi di informazione e formazione, partecipazione alla riunione periodica. Nessuno dei due ha poteri decisionali o di spesa propri: la responsabilità delle scelte resta del datore di lavoro e dei dirigenti.

Requisiti e formazione

L’art. 32, co. 2, chiede per l’addetto:

  1. Titolo di studio non inferiore al diploma di istruzione secondaria superiore.
  2. Modulo A, la base normativa e organizzativa: 28 ore.
  3. Modulo B comune, il modulo tecnico sui rischi: 48 ore, con specializzazioni aggiuntive per i settori a rischio più elevato (agricoltura, pesca, costruzioni, sanità, chimico).
  4. Aggiornamento di 20 ore nel quinquennio, ai sensi del co. 6.

Durate e struttura sono quelle dell’Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025, che ha sostituito l’accordo del 7 luglio 2016. Chi possiede una laurea nelle classi indicate dal co. 5 è esonerato dai moduli A e B, ma non dall’aggiornamento. Il percorso, modulo per modulo, è spiegato nella guida su come diventare RSPP e ASPP.

Quando servono gli ASPP

La legge non fissa un numero minimo di addetti: l’art. 31, co. 2, chiede che il servizio sia composto da persone in numero sufficiente rispetto alle caratteristiche dell’azienda e disponga di mezzi e tempo adeguati. Il datore di lavoro valuta quindi se l’RSPP da solo basta oppure se servono addetti, ad esempio per presidiare più unità produttive, turni diversi o rischi specialistici. La scelta va motivata e documentata come la nomina dell’RSPP.

Esempio: un’azienda alimentare con tre stabilimenti in province diverse ha un RSPP esterno. Per garantire sopralluoghi regolari e una presenza quotidiana, designa in ciascun sito un ASPP interno, scelto tra i tecnici di produzione, che completa i moduli A e B comune e frequenta l’aggiornamento. L’ASPP raccoglie dati, segnala le criticità e prepara la documentazione; le valutazioni restano firmate dal datore di lavoro, con la collaborazione dell’RSPP.

Errori frequenti

  • Designare un ASPP senza il modulo B coerente con il settore dell’azienda.
  • Considerare l’ASPP un sostituto dell’RSPP nei periodi di assenza: il responsabile resta uno, e il ruolo non passa all’addetto senza il modulo C.
  • Lasciare scadere l’aggiornamento perché l’addetto ha mansioni prevalentemente produttive.
  • Confondere l’ASPP con l’addetto alle emergenze o al primo soccorso, che ha formazione e compiti diversi.

Per compiti quotidiani e casi particolari vedi la scheda del ruolo ASPP; per il quadro del servizio, la voce servizio di prevenzione e protezione. Il testo dell’art. 32 vigente è consultabile su Normattiva.

Domande frequenti

  • L'ASPP può essere un consulente esterno?

    Sì. L'art. 31 consente al datore di lavoro di organizzare il servizio con personale interno oppure di incaricare persone o servizi esterni, e la regola vale per addetti e responsabile. Fanno eccezione le aziende elencate al comma 6, come le industrie con oltre 200 lavoratori o le aziende a rischio di incidente rilevante, dove il servizio deve essere interno. Anche l'ASPP esterno deve possedere i requisiti dell'art. 32.

  • Un ASPP con moduli A e B può diventare RSPP?

    Sì, completando il modulo C da 24 ore previsto dall'Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025, purché il modulo B posseduto sia coerente con il settore dell'azienda da seguire e l'aggiornamento sia in regola. Da quel momento vale il monte ore di aggiornamento dell'RSPP, pari a 40 ore nel quinquennio, al posto delle 20 ore previste per l'addetto.

  • Cosa succede se l'ASPP non fa l'aggiornamento entro cinque anni?

    Il requisito professionale dell'art. 32 viene meno e la persona non può continuare a svolgere validamente il ruolo finché non recupera le ore mancanti. L'attestato dei moduli A e B resta valido, quindi non serve ripetere il percorso base. Per il datore di lavoro un addetto senza requisiti incide sull'adeguatezza del servizio, che l'art. 31 vuole dotato di persone capaci e in numero sufficiente.