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TUS

Figura della sicurezza

ASPP — Addetto al Servizio di Prevenzione e Protezione

Giulio Morelli

RSPP — Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione

Chi è, in una frase

L’ASPP è un membro tecnico del servizio di prevenzione e protezione che collabora con l’RSPP alle attività di individuazione, valutazione e gestione dei rischi (art. 31) — senza però assumerne il ruolo di responsabile e coordinatore.

Requisiti e formazione

L’art. 32 fissa per l’ASPP gli stessi requisiti di base dell’RSPP, tranne il modulo gestionale-relazionale:

  • Titolo di studio non inferiore al diploma di scuola secondaria superiore.
  • Modulo A (28 ore): la base normativa e istituzionale, uguale per tutti i macrosettori ATECO.
  • Modulo B (parte comune più eventuali specializzazioni per alcuni settori a rischio elevato): la parte tecnica sull’analisi dei rischi.
  • Nessun Modulo C: il modulo su organizzazione, gestione e relazioni è riservato all’RSPP.
  • Aggiornamento periodico nel quinquennio, con un monte ore inferiore a quello previsto per l’RSPP.

Chi possiede le lauree tecniche indicate dalla norma è esonerato dai moduli A e B. Per il dettaglio dei percorsi e delle ore vale la guida sulla formazione RSPP e ASPP e, per i valori aggiornati, il testo dell’articolo e gli accordi Stato-Regioni richiamati.

Cosa fa davvero

I compiti sono quelli del servizio nel suo complesso, elencati dall’art. 33: individuazione e valutazione dei rischi, elaborazione delle misure di prevenzione e protezione e delle procedure di sicurezza, proposta dei programmi di formazione e informazione, partecipazione alla riunione periodica. All’interno del servizio, l’ASPP tipicamente:

  • affianca l’RSPP nei sopralluoghi e nella raccolta dei dati sul campo, parlando con i lavoratori e i preposti;
  • cura la parte operativa della documentazione: aggiornamento delle schede di rischio, verifica delle scadenze, istruttoria per la revisione del DVR;
  • segue rischi o reparti specifici per cui ha competenza tecnica (per esempio il magazzino automatizzato o il reparto verniciatura), riferendo all’RSPP;
  • tiene i contatti quotidiani con manutenzione, produzione e medico competente, alleggerendo il coordinatore dalle incombenze correnti.

In un’azienda manifatturiera di medie dimensioni è frequente l’assetto con un RSPP che tiene la regia e uno o due ASPP che presidiano i singoli stabilimenti o le singole linee: chi è ogni giorno in reparto intercetta prima i segnali di rischio.

ASPP e RSPP: ruoli distinti, stesso servizio

  • L’RSPP è il responsabile: coordina il servizio, è l’interlocutore del datore di lavoro e partecipa in prima persona alla riunione periodica.
  • L’ASPP è un addetto: collabora ai medesimi compiti tecnici, ma non ha funzione di coordinamento né la titolarità del rapporto con il vertice aziendale.
  • La designazione di entrambi spetta al datore di lavoro, che deve fornire mezzi, tempo e accesso alle informazioni adeguati (art. 32): senza queste condizioni, la nomina resta di facciata. Gli aspetti pratici della designazione sono trattati nella guida alla nomina del servizio.
  • Un ASPP può, acquisendo il Modulo C e i requisiti richiesti, assumere in seguito il ruolo di RSPP: la carriera nel servizio spesso parte proprio da qui.

Casi particolari

  • Servizio interno o misto: gli ASPP sono di norma risorse interne che conoscono i processi; possono affiancare un RSPP esterno per garantire una presenza costante in azienda.
  • Più unità produttive: quando l’impresa ha più stabilimenti, dedicare un ASPP a ciascun sito è un modo efficace per non lasciare reparti scoperti tra un sopralluogo e l’altro.
  • Crescita del ruolo: l’ASPP che matura esperienza e completa la formazione gestionale è il candidato naturale a diventare RSPP interno, con continuità di conoscenza dell’azienda.

Errori comuni

  1. Confondere l’ASPP con un semplice impiegato: l’addetto ha compiti tecnici precisi dell’art. 33, non è un archivista del DVR.
  2. Nominare ASPP senza mezzi né tempo: come per l’RSPP, la designazione priva di risorse adeguate (art. 32) è un adempimento formale che non regge al primo controllo.
  3. Trascurare l’aggiornamento: la formazione dell’ASPP va mantenuta nel quinquennio; un aggiornamento scaduto mette in discussione l’idoneità della figura.
  4. Scaricare sull’ASPP le decisioni: proporre e istruire è compito del servizio, ma decidere e spendere restano del datore di lavoro. Far firmare all’ASPP scelte che non gli competono confonde i ruoli senza spostare le responsabilità.

Domande frequenti

Che differenza c'è tra ASPP e RSPP?

L'RSPP coordina il servizio e ne è il responsabile; l'ASPP è un membro del servizio che collabora ai compiti tecnici senza il ruolo di coordinamento. Sul piano formativo la differenza è il Modulo C, richiesto solo all'RSPP: l'ASPP completa Modulo A e Modulo B. Un servizio può avere un RSPP e uno o più ASPP a seconda della complessità aziendale.

L'ASPP è obbligatorio in azienda?

No. La legge impone che esista un servizio di prevenzione e protezione con un RSPP designato ([art. 31](/testo-unico/articolo-31/)); gli ASPP si aggiungono quando il servizio, per dimensioni o complessità dei rischi, non può essere retto da una sola figura. È il datore di lavoro a valutare se e quanti ASPP servono.

L'ASPP ha responsabilità penali?

Come l'RSPP, l'ASPP non ha poteri decisionali e di spesa, quindi non risponde delle contravvenzioni proprie del datore di lavoro o del dirigente. Può però concorrere per colpa professionale in caso di infortunio quando un suo errore tecnico — una valutazione carente, un rischio non rilevato — ha contribuito all'evento.

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