Salta al contenuto
TUS

D.Lgs. 81/2008 · Allegato XXXI

Prescrizioni per la comunicazione verbale

Giulio Morelli

RSPP — Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione

A cosa serve l’Allegato XXXI

Il Titolo V del D.Lgs. 81/2008 disciplina la segnaletica di salute e sicurezza e, con l’art. 163, obbliga il datore di lavoro a ricorrervi quando i rischi residui non possono essere evitati o sufficientemente ridotti con misure tecniche e organizzative. Le prescrizioni generali comuni a tutti i mezzi di segnalazione stanno nell’Allegato XXIV; gli allegati successivi dettagliano le singole modalità. L’Allegato XXXI si occupa della comunicazione verbale: la voce, diretta o trasmessa, usata come vero e proprio segnale di sicurezza.

È l’allegato da consultare ogni volta che un’operazione dipende da comandi vocali: il capomanovra che guida il gruista in un punto cieco, l’operatore a terra che assiste la retromarcia di un mezzo in cantiere, gli annunci di emergenza diffusi dall’altoparlante di un magazzino, le comunicazioni radio tra chi entra in uno spazio confinato e chi presidia l’esterno.

Le proprietà intrinseche della comunicazione verbale

L’allegato definisce prima di tutto che cosa è, tecnicamente, un messaggio verbale di sicurezza:

  • si instaura tra un parlante o un emettitore e uno o più ascoltatori, sotto forma di testi brevi, frasi, gruppi di parole o parole isolate, eventualmente in codice;
  • i messaggi devono essere il più possibile brevi, semplici e chiari: “alt” funziona, “scusa, potresti fermare un attimo la discesa del carico?” no;
  • la capacità verbale di chi parla e le facoltà uditive di chi ascolta devono essere sufficienti a garantire una comunicazione sicura. È un requisito operativo concreto: rumore di fondo, otoprotettori indossati, distanza e affaticamento vocale possono renderla insufficiente;
  • la comunicazione può essere diretta (voce umana) oppure indiretta: voce umana o di sintesi diffusa da un mezzo appropriato, come radio ricetrasmittenti, interfoni o impianti di diffusione sonora.
RequisitoCosa significa in pratica
Messaggi brevi, semplici, chiariDefinire per iscritto un vocabolario di comandi standard, uno per ogni azione, e vietare le varianti improvvisate
Capacità verbale ed uditiva adeguateValutare rumore ambientale, DPI uditivi, distanze; se la voce non basta, passare a radio o segnali gestuali
Comunicazione diretta o indirettaRadio e altoparlanti sono ammessi, ma vanno provati nell’ambiente reale (copertura, intelligibilità, batterie)
Eventuale uso di codiciIl codice deve essere noto a tutti gli interessati, non solo a chi lo ha scritto

Regole d’impiego: la lingua conta

La seconda parte dell’allegato fissa la regola più delicata nella pratica: le persone interessate devono conoscere bene il linguaggio utilizzato, per poter pronunciare e comprendere correttamente il messaggio e adottare, di conseguenza, un comportamento adeguato ai fini di sicurezza.

In squadre multilingue questo non si risolve con un cartello: il datore di lavoro deve accertare la comprensione effettiva dei comandi da parte di ogni lavoratore, con verifica documentata, e l’art. 164 impone comunque formazione e informazione sul significato della segnaletica adottata. Per l’approccio operativo alla verifica linguistica si veda la guida sulla formazione dei lavoratori stranieri.

Le parole chiave per le manovre

Quando la comunicazione verbale è impiegata in sostituzione o a complemento dei segnali gestuali, l’allegato indica l’uso di parole chiave codificate. Le voci previste, con il significato che l’allegato attribuisce loro, sono in sintesi:

Parola chiaveSignificato operativo
viachi parla assume la direzione dell’operazione
altinterrompere o terminare un movimento
fermaarrestare le operazioni
sollevafar salire un carico
abbassafar scendere un carico
avanti / indietro / a destra / a sinistradirezioni del movimento, da coordinare con i corrispondenti codici gestuali
attenzionearresto o arresto di urgenza
prestoaccelerare un movimento per ragioni di sicurezza

Per la formulazione letterale delle definizioni fa fede il testo ufficiale dell’allegato su Normattiva. Il punto gestionale è la coerenza con i segnali gestuali dell’Allegato XXXII: se in cantiere il capomanovra usa insieme gesti e radio, i due codici devono dire la stessa cosa nello stesso momento. Tipico ambito di applicazione sono le imbracature e movimentazioni con gru e apparecchi di sollevamento, dove il gruista spesso non vede il punto di aggancio.

Errori comuni

  1. Vocabolario mai formalizzato: ogni squadra inventa i propri comandi (“molla”, “dai”, “vai giù”) e il giorno in cui si mescolano squadre diverse i comandi diventano ambigui; il codice va scritto, addestrato e affisso.
  2. Comprensione linguistica presunta: firmare il verbale di formazione non prova che il lavoratore straniero distingua “solleva” da “abbassa” sotto stress; serve una verifica pratica della comprensione.
  3. Radio non gestite: batterie scariche, canali condivisi con altre imprese in appalto, zone d’ombra nel piazzale; la comunicazione indiretta è ammessa solo se il mezzo è affidabile, quindi va inserita nei controlli periodici.
  4. Voce contro rumore: impartire comandi vocali in reparti rumorosi o a operatori con otoprotettori indossati viola il requisito delle facoltà uditive sufficienti; in quei contesti meglio segnali gestuali, luminosi o acustici codificati (Allegato XXX).
  5. Gesti e parole scoordinati: quando comunicazione verbale e segnali gestuali convivono, un “alt” urlato mentre il gesto dice “continua” genera l’esitazione che l’allegato vuole eliminare; i due codici vanno addestrati insieme.

Domande frequenti

Quando la comunicazione verbale vale come segnaletica di sicurezza?

Quando è usata in modo codificato per trasmettere un messaggio di sicurezza: ordini di manovra a un gruista, comandi di arresto, avvisi di pericolo. In quel caso deve rispettare l'Allegato XXXI: messaggi brevi, semplici e chiari, pronunciati da chi ha capacità verbale adeguata verso chi ha capacità uditiva sufficiente. La normale conversazione di lavoro non rientra nell'allegato.

Posso usare la radio o un altoparlante per i comandi di manovra?

Sì: l'allegato ammette sia la comunicazione diretta con la voce umana sia quella indiretta, cioè voce umana o di sintesi diffusa da un mezzo appropriato (radio, interfono, altoparlante). Il datore di lavoro deve però assicurarsi che il mezzo garantisca una comunicazione affidabile nell'ambiente reale, ad esempio verificando copertura radio e intelligibilità in presenza di rumore.

Cosa succede se un lavoratore non conosce bene l'italiano?

L'allegato richiede che tutte le persone interessate conoscano bene il linguaggio utilizzato, così da pronunciare e comprendere correttamente i messaggi e comportarsi di conseguenza. Se la squadra include lavoratori stranieri, il datore di lavoro deve verificare la comprensione effettiva delle parole chiave adottate, addestrare sul loro significato ed eventualmente affiancare i segnali gestuali dell'Allegato XXXII.

Le parole chiave dell'allegato sono obbligatorie parola per parola?

L'allegato indica un elenco di parole chiave da usare quando la comunicazione verbale sostituisce o completa i segnali gestuali (via, alt, ferma, solleva, abbassa, attenzione, presto e le direzioni). Il punto essenziale è che il codice adottato sia univoco, condiviso e coordinato con i gesti: ogni comando deve avere un solo significato per tutta la squadra. Per il testo puntuale fa fede la versione ufficiale dell'allegato.

Approfondisci