D.Lgs. 81/2008 · Allegato XXX
Prescrizioni per i segnali acustici
RSPP — Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione
A cosa serve l’Allegato XXX
Il Titolo V del D.Lgs. 81/2008 disciplina la segnaletica di salute e sicurezza e, con l’art. 163, obbliga il datore di lavoro a impiegarla quando i rischi residui non possono essere evitati o sufficientemente ridotti con misure tecniche e organizzative. Le prescrizioni valide per tutti i mezzi di segnalazione stanno nell’Allegato XXIV; gli allegati successivi dettagliano i singoli mezzi. L’Allegato XXX si occupa dei segnali acustici: sirene di allarme ed evacuazione, avvisatori di retromarcia dei mezzi, cicalini di avvio ciclo delle macchine, segnalatori di allarme gas, campane e trombe di reparto.
È un allegato brevissimo, ma governa il momento più delicato della comunicazione di sicurezza: quello in cui il messaggio deve raggiungere persone che non stanno guardando la fonte del pericolo. Un cartello si può ignorare voltandosi; un suono no — a condizione che sia udibile, riconoscibile e con un significato univoco.
Caratteristiche intrinseche del segnale acustico
L’allegato fissa poche proprietà, tutte orientate alla percezione effettiva del messaggio:
- Livello sonoro nettamente superiore al rumore di fondo: il segnale deve essere udibile nell’ambiente reale in cui suona, senza però essere eccessivo o doloroso per chi lo riceve. Una sirena tarata per un magazzino silenzioso può sparire nel rumore di una linea di stampaggio; la stessa sirena a pieno volume in un ufficio open space diventa a sua volta un problema.
- Riconoscibilità del codice: il segnale deve essere facilmente identificabile in rapporto alla durata degli impulsi e alla separazione fra impulsi e serie di impulsi, e deve distinguersi bene sia da qualsiasi altro segnale acustico presente sia dai rumori di fondo. In pratica ogni suono di sicurezza deve avere un solo significato, e due significati diversi non possono avere suoni simili.
- Gerarchia tramite la frequenza: se un dispositivo può emettere un suono a frequenza costante e uno a frequenza variabile, la frequenza variabile va utilizzata per segnalare un livello di pericolo più elevato o una maggiore urgenza dell’intervento o dell’azione richiesta. È la stessa logica con cui l’Allegato XXIX riserva il lampeggio luminoso alle situazioni più critiche.
| Requisito | Cosa significa in pratica |
|---|---|
| Livello superiore al fondo | Verificare l’udibilità nei punti reali di lavoro, nelle condizioni più rumorose (impianti a regime, portoni aperti) |
| Non eccessivo né doloroso | Evitare sorgenti sovradimensionate puntate sulle postazioni; distribuire più diffusori invece di un’unica sirena potentissima |
| Codice riconoscibile | Cadenze diverse per messaggi diversi; nessun suono di sicurezza simile a suonerie, cicalini di processo o allarmi tecnici |
| Frequenza variabile = più urgenza | Riservare il suono modulato all’allarme più grave e documentare la scelta nel piano di emergenza |
L’allegato non fissa valori numerici di pressione sonora o di frequenza: per i parametri puntuali e per le eventuali norme tecniche di dettaglio occorre fare riferimento al testo ufficiale dell’allegato e alle specifiche dei dispositivi impiegati.
Il codice del segnale di sgombero
La seconda parte dell’allegato contiene una sola regola, ma è quella che tutti in azienda devono conoscere: il suono del segnale di sgombero deve essere continuo. L’evacuazione non si affida a sequenze da interpretare: un suono ininterrotto, distinto da ogni altro, significa “abbandonare i locali” e nient’altro.
Operativamente questo comporta tre conseguenze:
- il codice di evacuazione va riservato: nessun altro avviso aziendale (fine turno, chiamata carrellisti, allarmi tecnici) può usare un suono continuo confondibile con quello di sgombero;
- il codice va scritto nel piano di emergenza e comunicato a lavoratori, appaltatori e visitatori, poi provato durante le prove di evacuazione;
- se in qualche area il segnale acustico non è affidabile — reparti con forte rumore di fondo o lavoratori con protettori auricolari indossati — va integrato con un segnale luminoso il cui codice, per l’Allegato XXIX, deve essere identico a quello sonoro.
Va ricordato che le prescrizioni generali dell’Allegato XXIV vietano di far funzionare due segnali acustici contemporaneamente e sconsigliano il segnale acustico dove il rumore di fondo è troppo intenso: il progetto dell’allarme parte quindi sempre dalla mappa acustica reale dello stabilimento.
Errori comuni
- Sirena mai provata a impianti accesi: il collaudo fatto di sabato a stabilimento fermo non dimostra nulla; l’udibilità va verificata nelle condizioni di rumore peggiori e nei punti più lontani dai diffusori.
- Un solo suono per tutto: usare la stessa campana per pausa, chiamata muletti e allarme annulla la riconoscibilità del codice; ogni messaggio di sicurezza richiede un suono dedicato e distinguibile.
- Evacuazione con suono intermittente “perché si sente meglio”: il segnale di sgombero deve essere continuo; se non si sente, la risposta corretta è aumentare la copertura o aggiungere lampeggianti coordinati, non cambiare il codice.
- Dimenticare chi indossa i DPI uditivi: nei reparti con otoprotettori obbligatori l’allarme solo sonoro può non raggiungere proprio i lavoratori più esposti; serve l’integrazione luminosa prevista dal sistema degli allegati.
- Lavoratori e ditte esterne non informati: l’art. 164 impone formazione sul significato dei segnali adottati; un allarme perfetto tecnicamente fallisce se manutentori esterni e visitatori non sanno che quel suono continuo significa uscire subito, come previsto dal piano di emergenza.
Domande frequenti
Che caratteristiche deve avere il segnale acustico di evacuazione?
L'Allegato XXX prescrive che il suono del segnale di sgombero sia continuo, proprio per distinguerlo senza ambiguità da avvisi di altra natura. Deve inoltre rispettare i requisiti generali: livello nettamente superiore al rumore di fondo, senza risultare eccessivo o doloroso, e codice ben distinto da ogni altro segnale sonoro presente in azienda.
Posso usare una sirena in un reparto molto rumoroso?
Solo se resta effettivamente udibile: il segnale deve superare nettamente il rumore di fondo, e le prescrizioni generali dell'Allegato XXIV escludono il ricorso al segnale acustico dove il rumore ambientale è troppo intenso. In quei reparti si integra o si sostituisce con un segnale luminoso conforme all'Allegato XXIX, con codice identico a quello sonoro.
A cosa serve la frequenza variabile del segnale acustico?
Se un dispositivo può emettere sia un suono a frequenza costante sia uno a frequenza variabile, la frequenza variabile va riservata a un livello di pericolo più elevato o a una maggiore urgenza dell'intervento richiesto. È la stessa logica gerarchica del lampeggio nei segnali luminosi: il codice più 'inquieto' segnala la situazione più grave.
I lavoratori devono essere formati sul significato dei segnali acustici?
Sì. L'art. 164 impone al datore di lavoro di informare i lavoratori e il RLS sulle misure di segnaletica adottate e di garantire una formazione adeguata sul significato dei segnali e sui comportamenti da tenere. Un codice sonoro perfetto sulla carta non serve a nulla se chi lo sente non sa se deve fermarsi, allontanarsi o evacuare.
Approfondisci
- ArticoloArt. 163 — Obblighi del datore di lavoro
- AllegatoAllegato XXIV — Prescrizioni generali per la segnaletica di sicurezza
- AllegatoAllegato XXIX — Prescrizioni per i segnali luminosi
- GuidaPiano di emergenza ed evacuazione: come redigerlo
- GuidaLa prova di evacuazione: obblighi e verbale
- GlossarioRumore