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TUS

Settore · ATECO 20, 21

Chimico e farmaceutico

Giulio Morelli

RSPP — Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione

Un settore dove il rischio è nel processo, non nella distrazione

Nel chimico e nel farmaceutico il pericolo non è l’eccezione: è la materia prima. Si lavorano ogni giorno solventi infiammabili, acidi, basi, reagenti tossici, principi attivi ad alta potenza e polveri fini, spesso in impianti in pressione o sotto vuoto, a temperature critiche. È un comparto tecnologicamente avanzato e mediamente ben strutturato sulla sicurezza, ma proprio per questo gli adempimenti sono più numerosi e più tecnici della media, e un errore di processo può avere conseguenze gravi e immediate. La buona notizia è che qui la cultura della procedura è già radicata; la difficoltà sta nel tenere la valutazione dei rischi al passo con formulazioni, impianti e classificazioni che cambiano di continuo.

I rischi tipici

  • Rischio chimico: esposizione a sostanze tossiche, corrosive, irritanti e sensibilizzanti per contatto, inalazione e ingestione accidentale. È il rischio guida dell’intero settore e va valutato ai sensi del Titolo IX.
  • Agenti cancerogeni e mutageni: alcuni intermedi di sintesi e reagenti ricadono nel Capo II del Titolo IX, con obblighi rafforzati di sostituzione, sistema chiuso e registro degli esposti.
  • Atmosfere esplosive (ATEX): vapori di solvente e polveri di principi attivi possono formare miscele esplosive; serve la classificazione delle zone e il documento contro le esplosioni.
  • Incendio ed emergenza chimica: depositi di infiammabili, reazioni esotermiche, sversamenti. Molte attività ricadono nella prevenzione incendi soggetta a controllo dei Vigili del Fuoco.
  • Attrezzature in pressione e reattori: recipienti, autoclavi e tubazioni richiedono verifiche periodiche e gestione della manutenzione.
  • Rischio biologico e sensibilizzazione: nel farmaceutico, colture, fermentazioni e allergeni professionali; polveri di antibiotici e ormoni possono sensibilizzare a bassissime dosi.
  • Movimentazione e postura: fustini, cisternette, campionamenti e confezionamento comportano sforzi e movimenti ripetitivi.

Gli adempimenti essenziali

  1. DVR con valutazioni specifiche: oltre al documento generale, la valutazione del rischio chimico del Titolo IX e, quando servono, quelle per cancerogeni/mutageni, agenti biologici, rumore e ATEX.
  2. Documento di protezione dalle esplosioni: classificazione delle zone e misure tecniche e organizzative dove si formano atmosfere esplosive.
  3. Gestione delle schede di sicurezza (SDS): archivio aggiornato, coerenza con la classificazione CLP e con gli obblighi REACH, informazione ai lavoratori sui pericoli delle sostanze usate.
  4. Verifica Seveso: controllo dell’inventario rispetto alle soglie del D.Lgs. 105/2015 e, se pertinente, notifica, politica di prevenzione degli incidenti rilevanti e rapporto di sicurezza.
  5. Sorveglianza sanitaria mirata: protocollo del medico competente calibrato sugli agenti effettivamente presenti, con monitoraggio biologico dove previsto e registro degli esposti per i cancerogeni.
  6. DPI adeguati e addestramento: protezione delle vie respiratorie, guanti compatibili con le sostanze, protezione oculare; i DPI di terza categoria richiedono addestramento tracciato.
  7. Prevenzione incendi ed emergenze chimiche: pratiche antincendio, piano di emergenza con scenari di sversamento e reazione, prove di evacuazione e presidi per il primo intervento.
  8. Formazione specifica ad alto rischio e addestramento all’uso di impianti, sistemi chiusi e procedure di campionamento.

Checklist rapida di sopralluogo

  • Schede di sicurezza presenti, aggiornate e coerenti con le etichette CLP
  • Sostanze pericolose stoccate per compatibilità, con bacini di contenimento
  • Cappe e aspirazioni localizzate funzionanti e verificate
  • Zone ATEX classificate e segnalate, attrezzature idonee alla zona
  • DPI corretti disponibili, ispezionati e con addestramento registrato
  • Doccia di emergenza e lavaocchi accessibili e provati periodicamente
  • Kit antisversamento completo e personale che sa dove trovarlo
  • Registro degli esposti aggiornato per gli agenti cancerogeni
  • Recipienti e impianti in pressione con verifiche periodiche in regola
  • Attestati di formazione e sorveglianza sanitaria in corso di validità

Domande frequenti

Nel settore chimico basta la valutazione del rischio chimico generica?

No. Se in azienda si usano o si producono agenti classificati come pericolosi occorre la valutazione specifica del Titolo IX del D.Lgs. 81/2008, distinta per rischio chimico e, quando presenti cancerogeni o mutageni, con l'ulteriore valutazione dedicata e il registro degli esposti. La valutazione va aggiornata a ogni cambio di sostanza, processo o classificazione.

Quando serve il documento sulla protezione contro le esplosioni?

Quando la valutazione evidenzia la possibile formazione di atmosfere esplosive — solventi infiammabili, polveri di principi attivi, gas — scatta l'obbligo di redigere il documento di protezione dalle esplosioni previsto dal Titolo XI e di classificare le zone ATEX. È un documento a sé, che integra ma non sostituisce il DVR.

La mia azienda rientra nella normativa Seveso?

Dipende dalle quantità di sostanze pericolose detenute rispetto alle soglie del D.Lgs. 105/2015. Superata la soglia inferiore o superiore scattano obblighi aggiuntivi (notifica, politica di prevenzione, rapporto di sicurezza). Verifica sempre l'inventario aggiornato con il consulente e, in caso di dubbio, con l'autorità competente.

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