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Glossario

Permesso di lavoro

Permesso di lavoro (permit to work): definizione, tipi, base normativa e differenze da procedura di sicurezza, LOTO, DUVRI e permesso di ingresso.

Il permesso di lavoro (permit to work) è l’autorizzazione scritta, rilasciata da una persona competente, che consente di iniziare un’attività non ordinaria ad alto rischio solo dopo aver verificato sul posto che le misure di sicurezza sono in atto, e che si chiude con la riconsegna dell’area in sicurezza. Il D.Lgs. 81/2008 non lo definisce: è uno strumento gestionale con cui si attuano obblighi di legge.

Gli obblighi che il permesso traduce in pratica sono la valutazione dei rischi, la cooperazione e il coordinamento negli appalti dell’art. 26 e, per gli spazi confinati, le procedure richieste dal DPR 177/2011. Come compilarlo, chi firma e quali campi inserire è spiegato nella guida sul permesso di lavoro.

Permesso di lavoro e strumenti vicini

Il permesso viene spesso confuso con documenti che hanno funzioni diverse. Nessuno lo sostituisce e nessuno è sostituito da lui.

StrumentoA cosa serveRapporto con il permesso
Procedura di sicurezzaDescrive come si svolge sempre una certa attivitàIl permesso la richiama e verifica che sia applicata nel singolo intervento
Lockout-tagoutIsola le energie pericolose di una macchina o di un impiantoÈ una delle misure che il permesso elenca e fa verificare
DUVRIValuta i rischi da interferenza a livello di contrattoIl permesso cala quelle misure sull’intervento del giorno
Permesso di ingresso in spazio confinatoAutorizza l’accesso a serbatoi, silos, vasche e similiÈ un permesso specializzato, con misure dell’atmosfera e piano di recupero

In sintesi: procedure e DUVRI stanno a monte e valgono per tutti gli interventi simili; il permesso vale per un intervento, in un luogo e in una finestra di tempo precisi.

I tipi più diffusi

Molte aziende usano un modulo base con allegati specifici per i rischi principali:

  1. lavori a caldo: saldatura, taglio, molatura e fiamme libere, con bonifica dei combustibili e sorveglianza antincendio anche dopo la fine del lavoro;
  2. lavori elettrici, coordinati con i profili PES, PAV e PEI;
  3. ingresso in spazi confinati, che segue il permesso di ingresso;
  4. scavi e demolizioni in aree con sottoservizi;
  5. disattivazione temporanea di protezioni, come interblocchi o sistemi di rivelazione.

Errori frequenti

Esempio: in uno stabilimento chimico sono aperti nello stesso reparto due permessi, uno per sostituire una valvola su una linea di solvente e uno per una saldatura su una passerella vicina. I due permessi sono firmati da persone diverse e nessuno ha visto l’altro: la saldatura si svolge a pochi metri da una flangia aperta. Il problema non è il modulo ma l’assenza di un controllo sui permessi simultanei. Gli errori tipici sono questi:

  • permessi sovrapposti nella stessa area, senza un registro che li renda visibili;
  • firma unica, con chi rilascia che è anche chi esegue;
  • misure spuntate in ufficio senza verifica sul campo;
  • permesso mai chiuso, con l’area riconsegnata a voce;
  • validità indefinita, che sopravvive a cambi di turno e di squadra.

Il permesso è particolarmente utile nella manutenzione degli impianti e negli appalti, dove più imprese lavorano sullo stesso sito. Il testo dell’art. 26 è nella versione consolidata del D.Lgs. 81/2008 su Normattiva.

Domande frequenti

  • Un permesso di lavoro può valere per più giorni?

    Può, se la durata è scritta e le condizioni restano invariate, ma molte aziende lo limitano al turno proprio per costringere a ricontrollare. Se cambiano squadra, area, condizioni dell'impianto o subentra un'interruzione lunga, il permesso va sospeso e riconvalidato con nuove verifiche. Un permesso aperto «fino a fine lavori» senza controlli intermedi perde la sua funzione.

  • Il preposto può rifiutarsi di firmare un permesso di lavoro?

    Sì, ed è proprio il suo compito. Chi rilascia il permesso deve autorizzare l'inizio solo dopo aver verificato che le misure siano in atto. Se una verifica è negativa, o se le condizioni non sono chiare, il permesso non si firma. Dopo la riforma del 2021 l'art. 19 chiede al preposto anche di interrompere l'attività quando rileva comportamenti non conformi o deficienze dei mezzi.

  • Il permesso di lavoro va conservato? Per quanto tempo?

    Nessuna norma fissa un periodo minimo di conservazione per il permesso di lavoro in sé. Conviene però conservarlo almeno quanto la documentazione di sicurezza del contratto o dell'impianto, perché dopo un infortunio è la prova di quali verifiche sono state fatte e da chi. Per gli spazi confinati è parte della documentazione delle procedure richieste dal DPR 177/2011.