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Glossario

Procedura di sicurezza

Procedura di sicurezza: istruzione scritta su come svolgere un’attività a rischio. Base nell’art. 28 D.Lgs. 81/08, contenuti minimi e differenze.

La procedura di sicurezza è un documento scritto che stabilisce come svolgere in sicurezza una determinata attività o come gestire una situazione a rischio: sequenza delle operazioni, responsabilità, attrezzature e DPI, controlli e comportamento in caso di anomalia. Il suo fondamento è l’art. 28, comma 2, lett. d), del D.Lgs. 81/2008: il DVR deve indicare le procedure per attuare le misure da realizzare e i ruoli aziendali che vi provvedono.

In altre parole, la procedura è il punto in cui le misure generali di tutela dell’art. 15 diventano istruzioni eseguibili da una persona precisa, in un momento preciso.

Procedura, istruzione, permesso: le differenze

Nei documenti aziendali convivono strumenti con nomi simili e funzioni diverse.

StrumentoA cosa serveEsempio
Procedura di sicurezzaregola un’attività o un processo: chi fa cosa, in che ordine, con quali controlligestione delle manutenzioni sulle macchine
Istruzione operativadettaglia un singolo compito alla postazione, spesso con immaginisostituzione dell’utensile sulla pressa n. 3
Permesso di lavoroautorizza per iscritto un lavoro specifico, in un luogo e in un tempo definiti, dopo aver verificato le misuresaldatura in reparto con presenza di materiale combustibile
Procedure standardizzate per il DVRmodello per redigere la valutazione dei rischi nelle piccole impresemoduli del DM 30 novembre 2012

L’ultima riga genera confusione: le procedure standardizzate non sono procedure operative, ma un metodo semplificato di valutazione, descritto nella guida al DVR con procedure standardizzate.

Contenuti minimi di una procedura efficace

Una procedura che regge sia sul campo sia in un’ispezione contiene almeno:

  1. Scopo e campo di applicazione: attività, reparti e macchine interessati.
  2. Riferimenti: sezione del DVR da cui deriva, norme e manuali del fabbricante.
  3. Ruoli: chi esegue, chi autorizza, chi sorveglia, con il nominativo o la funzione.
  4. Sequenza delle operazioni, scritta con verbi all’imperativo e un’azione per passaggio.
  5. Attrezzature e DPI richiesti in ciascuna fase.
  6. Punti di controllo: verifiche da fare prima di procedere, come l’assenza di energia o la misura dell’atmosfera.
  7. Gestione delle anomalie e delle emergenze: quando fermarsi, chi chiamare.
  8. Stato di revisione: data, versione, motivo dell’aggiornamento.

Il punto di partenza più solido è l’analisi di sicurezza del compito, che scompone l’attività reale in passi e pericoli prima di scriverne le regole.

Quando la procedura scritta è richiesta in modo esplicito

Oltre al principio generale dell’art. 28, alcune norme chiedono procedure specifiche (testo vigente del D.Lgs. 81/2008):

  • il DPR 177/2011 per i lavori in ambienti sospetti di inquinamento o confinati, con procedura di lavoro e di emergenza definite prima dell’ingresso;
  • l’art. 226 per incidenti ed emergenze con agenti chimici pericolosi;
  • l’art. 30, per cui un modello organizzativo con efficacia esimente deve essere attuato attraverso procedure e controlli documentati.

Esempio: in un’officina di manutenzione, la messa in sicurezza delle macchine prima degli interventi è descritta in una procedura LOTO che indica le fonti di energia di ogni macchina, i punti di sezionamento, chi applica lucchetti e cartellini e come si verifica l’assenza di energia residua. La procedura generale rinvia poi a schede per singola macchina. La costruzione passo per passo è nella guida alla procedura LOTO.

L’errore più frequente è la procedura che descrive un modo di lavorare diverso da quello reale: chi la deve applicare non la riconosce e la ignora. Va scritta con chi svolge il lavoro e verificata osservandolo.

Domande frequenti

  • Una procedura di sicurezza deve essere firmata dai lavoratori?

    La legge non prescrive la firma, ma il datore di lavoro deve poter dimostrare di aver informato e formato i lavoratori sulle procedure che li riguardano. Il modo più usato è un registro di consegna o un verbale di formazione con firma e data, collegato alla revisione della procedura. Senza traccia, in caso di infortunio è difficile provare che la regola fosse conosciuta.

  • Ogni quanto va aggiornata una procedura di sicurezza?

    Non c’è una scadenza fissa. Va rivista quando cambiano macchine, sostanze, layout o organizzazione, dopo un infortunio o un mancato infortunio legato a quell’attività, e quando si aggiorna il DVR ai sensi dell’art. 29. Nei sistemi di gestione si aggiunge un riesame periodico programmato, spesso annuale, per verificare che sia ancora applicata e applicabile.

  • Chi deve scrivere le procedure di sicurezza?

    La responsabilità è del datore di lavoro, che le inserisce nel DVR o vi rinvia. Nella pratica le redige il servizio di prevenzione e protezione insieme a chi conosce il lavoro: preposti, manutentori, operatori esperti. Una procedura scritta solo in ufficio, senza osservare l’attività reale, tende a descrivere un lavoro che non esiste e a non essere seguita.