Glossario
Infortunio sul lavoro
Infortunio sul lavoro: definizione dell'art. 2 DPR 1124/1965, causa violenta e occasione di lavoro, differenza con la malattia professionale, tutela INAIL.
L’infortunio sul lavoro è l’evento lesivo avvenuto per causa violenta in occasione di lavoro da cui derivano la morte, un’inabilità permanente al lavoro, assoluta o parziale, oppure un’inabilità temporanea assoluta con astensione dal lavoro per più di tre giorni. La definizione è nell’art. 2 del DPR 1124/1965, il testo unico dell’assicurazione INAIL.
Gli elementi della definizione
Perché l’INAIL riconosca un infortunio devono ricorrere tre elementi insieme.
- Causa violenta: un fattore esterno che agisce in modo rapido e concentrato nel tempo, anche nell’arco di un turno. Può essere meccanico (urto, caduta, schiacciamento), fisico (calore, elettricità), chimico o biologico (una puntura con ago infetto) e comprende lo sforzo fisico straordinario rispetto alle condizioni abituali.
- Occasione di lavoro: un nesso, anche indiretto, tra l’attività e l’evento. Non serve che l’infortunio accada durante l’operazione tipica della mansione: basta che il rischio sia collegato al lavoro, inclusi gli spostamenti e le attività accessorie.
- Conseguenza indennizzabile: morte, inabilità permanente o inabilità temporanea assoluta superiore a tre giorni.
Dal 2000 la tutela comprende espressamente l’infortunio in itinere, cioè quello occorso nel tragitto tra abitazione e luogo di lavoro, a condizioni precise. Il testo del DPR, aggiornato, è pubblicato dall’INAIL.
Differenza tra infortunio e termini vicini
| Termine | Causa | Tempo d’azione | Esempio |
|---|---|---|---|
| Infortunio sul lavoro | violenta, in occasione di lavoro | concentrato, breve | frattura per caduta da una scala |
| Malattia professionale | lavorativa, lenta e progressiva | prolungato nel tempo | ipoacusia da rumore dopo anni in reparto |
| Infortunio in itinere | violenta, nel percorso casa-lavoro | concentrato | incidente stradale nel tragitto abituale |
| Mancato infortunio (near miss) | evento che poteva causare lesioni | concentrato | carico che cade a un metro da un operatore |
La distinzione con la malattia professionale incide su termini, procedure e onere della prova; quella con il near miss segna il confine tra obbligo assicurativo e buona prassi preventiva: i mancati infortuni non si denunciano all’INAIL, ma registrarli è uno degli strumenti più efficaci di prevenzione.
Cosa comporta per l’azienda e per il lavoratore
Per il lavoratore l’infortunio riconosciuto apre le prestazioni INAIL, tra cui:
| Conseguenza | Prestazione economica principale |
|---|---|
| Inabilità temporanea assoluta | indennità giornaliera dal 4° giorno: 60% della retribuzione fino al 90° giorno, 75% dal 91° |
| Menomazione permanente dal 6% al 15% | indennizzo del danno biologico in capitale |
| Menomazione permanente dal 16% | rendita mensile |
| Morte | rendita ai superstiti e assegno funerario |
Per il datore di lavoro scattano obblighi in sequenza: primo soccorso e messa in sicurezza dell’area, denuncia all’INAIL ai sensi dell’art. 53 del DPR 1124/1965 nei termini decorrenti dalla ricezione del certificato medico, comunicazione a fini statistici prevista dall’art. 18 del D.Lgs. 81/2008 per le assenze di almeno un giorno, analisi delle cause e revisione della valutazione dei rischi. Il registro infortuni cartaceo non è più obbligatorio dal dicembre 2015, ma tenere un archivio interno degli eventi resta utile.
Esempio: un magazziniere si ferisce a una mano con un taglierino e il pronto soccorso prescrive 7 giorni di prognosi. L’evento è un infortunio indennizzabile (causa violenta, occasione di lavoro, inabilità oltre tre giorni): l’azienda trasmette la denuncia telematica e verifica perché la lama non era di tipo retrattile.
La sequenza operativa delle prime ore è nella guida su cosa fare dopo un infortunio, termini e sanzioni in quella sulla denuncia all’INAIL.
Domande frequenti
Un malore improvviso al lavoro è un infortunio?
Non sempre. Un infarto o un ictus legati a una patologia preesistente, senza alcun nesso con l'attività, non sono di per sé infortuni. Lo diventano quando la causa violenta è riconducibile al lavoro, ad esempio uno sforzo fisico eccezionale, un forte stress acuto o condizioni ambientali estreme legate alla prestazione. La valutazione spetta all'INAIL, caso per caso, sulla base della documentazione medica.
Il lavoratore che si fa male per propria distrazione è comunque tutelato?
Sì. La tutela INAIL prescinde dalla colpa del lavoratore: imprudenza, negligenza o distrazione non escludono l'indennizzo. Fa eccezione il cosiddetto rischio elettivo, cioè un comportamento abnorme, volontario e del tutto estraneo alle finalità lavorative, che interrompe il nesso con l'occasione di lavoro. Sul piano penale, invece, la condotta del lavoratore può incidere sulla responsabilità del datore.
Chi paga i primi giorni di assenza per infortunio?
Il giorno dell'infortunio è retribuito per intero dal datore di lavoro. L'INAIL eroga l'indennità per inabilità temporanea assoluta dal quarto giorno successivo all'evento; i tre giorni intermedi, detti di carenza, sono di norma coperti dal datore di lavoro nella misura stabilita dai contratti collettivi. Per questo la soglia dei tre giorni ricorre anche negli obblighi di denuncia.