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TUS

Normativa collegata · DPR 30 giugno 1965, n. 1124

DPR 1124/1965 — Testo Unico assicurazione INAIL

Giulio Morelli

RSPP — Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione

Perché esiste questo Testo Unico

Il DPR 30 giugno 1965, n. 1124 raccoglie e ordina in un unico corpo la disciplina dell’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, una tutela che in Italia affonda le radici già nelle leggi di fine Ottocento. È il testo che istituisce e regola il funzionamento della copertura gestita oggi dall’INAIL: un’assicurazione sociale obbligatoria, non facoltativa, che il datore di lavoro è tenuto ad attivare quando occupa lavoratori nelle attività considerate rischiose.

Il meccanismo si fonda su un principio di solidarietà: il datore di lavoro paga un premio e in cambio viene esonerato dalla responsabilità civile per l’infortunio, mentre il lavoratore riceve dall’Istituto le prestazioni economiche e sanitarie a prescindere da chi abbia causato l’evento. È il cosiddetto automatismo delle prestazioni: il lavoratore è tutelato anche se il datore non ha versato il premio o non ha aperto la posizione.

Cosa disciplina

Il Testo Unico copre tre nuclei principali, che restano il riferimento operativo per chiunque gestisca il personale:

  1. L’obbligo assicurativo e il premio. Individua le attività e le persone soggette all’assicurazione, impone l’apertura della posizione assicurativa territoriale (PAT) e definisce i criteri di determinazione del premio in funzione del rischio lavorato. Il premio non è fisso: è legato alla pericolosità delle lavorazioni e alle retribuzioni, ed è dovuto periodicamente secondo le modalità di autoliquidazione curate dall’Istituto.
  2. La denuncia di infortunio e di malattia professionale. Stabilisce l’obbligo del datore di lavoro di denunciare all’INAIL gli infortuni che comportano un’assenza oltre una determinata soglia, e di segnalare le malattie professionali. La denuncia di infortunio va trasmessa entro termini brevi dalla ricezione del certificato medico; la malattia professionale segue un percorso di riconoscimento proprio, basato sul nesso causale con la lavorazione.
  3. Le prestazioni. Disciplina le indennità e le rendite spettanti al lavoratore infortunato o tecnopatico e ai superstiti: l’indennità per inabilità temporanea, l’indennizzo del danno biologico e le rendite per inabilità permanente o per morte, oltre alle cure e alla riabilitazione.

Perché rileva per la sicurezza

Il DPR 1124/1965 non è un decreto di prevenzione, ma è il rovescio della medaglia della prevenzione. Dove il Testo Unico D.Lgs. 81/2008 stabilisce gli obblighi per evitare l’infortunio, il DPR 1124/1965 regola cosa accade quando l’infortunio si verifica: la denuncia, l’indennizzo, la tutela economica del lavoratore.

I due sistemi dialogano continuamente. L’infortunio e la malattia professionale che l’INAIL indennizza sono gli stessi eventi che la valutazione dei rischi deve prevenire; i dati sugli infortuni denunciati alimentano l’analisi delle cause in azienda e l’aggiornamento del DVR. Inoltre il premio assicurativo ha un risvolto premiale che incentiva la prevenzione: chi investe in interventi di miglioramento documentati può ottenere una riduzione del tasso attraverso il modello OT23, legando così il costo dell’assicurazione all’impegno concreto sulla sicurezza.

Va ricordato infine che l’esonero dalla responsabilità civile del datore di lavoro non è assoluto. Quando l’infortunio deriva da un reato — tipicamente dalla violazione delle norme antinfortunistiche del D.Lgs. 81/2008 — l’INAIL eroga comunque le prestazioni ma può poi agire in regresso verso il datore di lavoro, che resta inoltre esposto alla responsabilità penale e, verso il lavoratore, al cosiddetto danno differenziale. È qui che il DPR 1124/1965 si salda con l’art. 2087 del Codice Civile, fondamento dell’obbligo di sicurezza.

Cosa controllare in azienda

  • La posizione INAIL è aperta e coerente con le lavorazioni effettivamente svolte: voci di tariffa corrette, retribuzioni comunicate, premio versato nei termini.
  • Esiste una procedura interna per la gestione dell’infortunio, così che la denuncia parta entro i termini dalla ricezione del certificato medico e nessun evento sfugga.
  • Le malattie professionali segnalate dal medico competente vengono trattate e denunciate secondo il percorso dovuto.
  • Gli interventi di miglioramento della sicurezza sono documentati anche in vista della riduzione del premio.

Per i termini della denuncia, gli importi delle sanzioni e la misura delle prestazioni, periodicamente modificati e rivalutati, il riferimento è sempre il testo vigente del decreto e le istruzioni ufficiali dell’INAIL.

Domande frequenti

  • Che differenza c'è tra il DPR 1124/1965 e il D.Lgs. 81/2008?

    Sono due pilastri complementari. Il DPR 1124/1965 disciplina l'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni e le malattie professionali: chi deve essere assicurato, come si calcola il premio, quali prestazioni spettano al lavoratore infortunato o tecnopatico. Il D.Lgs. 81/2008 disciplina invece la prevenzione, cioè gli obblighi organizzativi per evitare che l'evento accada. Il primo interviene sul rischio che si è realizzato indennizzando il danno; il secondo mira a impedirlo.

  • Chi ha l'obbligo di assicurarsi all'INAIL?

    L'obbligo grava sul datore di lavoro che occupa personale nelle attività ritenute rischiose dal Testo Unico, con apertura della posizione assicurativa territoriale (PAT) e pagamento del premio. La copertura tutela il lavoratore, che non perde il diritto alle prestazioni nemmeno se il datore ha omesso il versamento. Per i settori e le categorie effettivamente soggette all'obbligo il riferimento resta il testo vigente del decreto e le indicazioni dell'Istituto.

  • Entro quando va presentata la denuncia di infortunio?

    La denuncia all'INAIL va trasmessa dal datore di lavoro entro i termini brevi fissati dalla normativa a partire dalla ricezione del certificato medico, con termini più stringenti per gli infortuni mortali o con pericolo di morte. Poiché termini e importi delle sanzioni per omessa o tardiva denuncia sono stati più volte modificati, vanno verificati sul testo aggiornato e sulle istruzioni operative dell'Istituto.