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Glossario

Addetto al primo soccorso

Addetto al primo soccorso: chi designare, se può rifiutare, ore di corso per gruppo DM 388/2003, aggiornamento triennale, cosa può e non può fare.

L’addetto al primo soccorso è il lavoratore che il datore di lavoro designa per attuare le misure di primo soccorso previste dall’art. 45 del D.Lgs. 81/2008: interviene su un collega infortunato o colto da malore e lo assiste fino all’arrivo del servizio di emergenza (118 o 112). La designazione è un obbligo dell’art. 18, comma 1, lettera b); la formazione è disciplinata dal DM 15 luglio 2003, n. 388.

L’organizzazione complessiva del servizio, con i gruppi A, B e C, i presidi e gli obblighi del datore di lavoro, è nella voce primo soccorso. Qui l’attenzione è sulla persona: chi può essere designato, cosa deve sapere, cosa può fare.

Designazione: chi, quanti, con quale margine di rifiuto

L’art. 43, comma 3, stabilisce che i lavoratori non possono rifiutare la designazione se non per giustificato motivo, e che gli addetti devono essere formati, in numero sufficiente e dotati di attrezzature adeguate. Il motivo deve essere concreto: una condizione di salute incompatibile, documentata, o un’organizzazione del lavoro che non consente la presenza. Il timore della responsabilità non basta.

Criteri utili per scegliere le persone:

  1. presenza stabile nel luogo di lavoro, non in trasferta frequente;
  2. copertura di tutti i turni e di tutte le sedi o i piani;
  3. possibilità di lasciare la postazione subito, senza fermare un impianto che richiede presidio;
  4. disponibilità e attitudine a gestire situazioni di stress;
  5. sostituti già formati per ferie e assenze.

La designazione va fatta per iscritto e comunicata ai lavoratori, che devono sapere chi chiamare. Il datore di lavoro può svolgere direttamente il compito, con lo stesso corso (art. 34; il vecchio limite dei cinque lavoratori del comma 1-bis è stato abrogato dal D.Lgs. 151/2015), ma resta tenuto a designare addetti in numero adeguato. Come impostare l’atto di nomina è spiegato nella guida alla designazione degli addetti alle emergenze.

Formazione e aggiornamento

Gruppo DM 388/2003Durata del corsoAggiornamento
A16 oreOgni 3 anni, almeno per la parte pratica
B12 oreOgni 3 anni, almeno per la parte pratica
C12 oreOgni 3 anni, almeno per la parte pratica

Il corso è tenuto da personale medico, eventualmente con personale infermieristico per la parte pratica, e comprende riconoscimento dell’emergenza, attivazione dei soccorsi, primi interventi e conoscenza dei rischi specifici dell’attività. Programma e organizzazione dei moduli sono nella guida al corso di primo soccorso per gruppi A, B e C. L’uso del defibrillatore richiede invece una formazione BLSD distinta.

Cosa fa e cosa non fa

L’addetto faL’addetto non fa
Valuta la scena e la mette in sicurezza prima di avvicinarsiSomministra farmaci, anche da banco
Chiama il 118 o il 112 dando informazioni precise su luogo e condizioniTrasporta l’infortunato in ospedale con mezzi propri, salvo indicazione della centrale
Applica le manovre apprese al corso e usa i presidi della cassetta di primo soccorsoFormula diagnosi o decide che non serve il soccorso
Segnala il consumo di materiale per il reintegroSostituisce il medico competente nelle visite

Esempio: in un capannone su due turni con 40 lavoratori, gruppo B, il datore di lavoro designa tre addetti per turno, uno per reparto, e un sostituto per ciascuno. Quando un addetto del secondo turno passa al primo, il calendario delle presenze viene rivisto, perché il turno serale resterebbe scoperto nei giorni di ferie.

È una figura diversa dall’addetto antincendio, anche se nelle piccole realtà i due incarichi sono spesso affidati alla stessa persona con due corsi distinti. Il testo vigente degli artt. 43 e 45 è nella versione consolidata su Normattiva.

Domande frequenti

  • Quanti addetti al primo soccorso servono in azienda?

    Il DM 388/2003 non fissa un numero o un rapporto con i lavoratori. Il numero deriva dalla valutazione dei rischi e deve garantire che in ogni momento di attività ci sia almeno un addetto formato e raggiungibile in tempi brevi. Turni, ferie, malattie, sedi distaccate, piani diversi e squadre esterne fanno quasi sempre crescere il numero ben oltre uno.

  • L'addetto al primo soccorso risponde penalmente se l'infortunato peggiora?

    L'addetto non è un sanitario e non gli si chiede un risultato, ma un comportamento coerente con la formazione ricevuta: allertare subito i soccorsi, mettere in sicurezza la scena, applicare le manovre apprese. Il rischio nasce dall'omissione, cioè non intervenire o non chiamare il 118 o il 112, oppure da manovre azzardate che vanno oltre ciò che il corso insegna.

  • Il corso di primo soccorso vale anche se cambio azienda?

    L'attestato resta valido, ma il nuovo datore di lavoro deve verificare che sia adeguato al gruppo della propria azienda e che l'aggiornamento triennale sia in regola. Chi ha frequentato il corso da 12 ore per un'azienda di gruppo B, se designato in un'azienda di gruppo A, deve completare la formazione da 16 ore. Serve comunque una nuova designazione scritta.