Guida · Valutazioni · 10 min di lettura
Illuminazione dei luoghi di lavoro: come valutarla
RSPP — Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione
L’illuminazione è uno dei requisiti dei luoghi di lavoro che si dà troppo spesso per scontato: finché “ci si vede”, nessuno la valuta. Eppure un illuminamento insufficiente o mal distribuito affatica la vista, aumenta gli errori e favorisce inciampi e infortuni. Vediamo come valutarla in modo difendibile, integrandola nel DVR.
Passo 1 — Inquadra l’obbligo
L’illuminazione rientra tra i requisiti dei luoghi di lavoro del Titolo II del D.Lgs. 81/2008, che rinvia alle prescrizioni tecniche dell’Allegato IV. In sintesi, i luoghi devono disporre di illuminazione naturale sufficiente e, quando questa non basta, di illuminazione artificiale adeguata al compito, senza abbagliamenti né contrasti eccessivi. Come ogni fattore di rischio, va trattato nell’ambito della valutazione dei rischi ai sensi dell’art. 28, e le relative conclusioni confluiscono nel DVR.
Passo 2 — Distingui i tre piani della valutazione
Prima di misurare, tieni distinti tre aspetti che rispondono a esigenze diverse:
- illuminazione naturale: disponibilità, orientamento e schermabilità delle superfici finestrate;
- illuminazione artificiale ordinaria: quantità e qualità della luce sul compito visivo;
- illuminazione di sicurezza (emergenza): quella che entra in funzione al mancare dell’alimentazione.
Confondere questi piani è l’errore più comune: un ufficio ben illuminato di giorno può essere inadeguato al calare della sera, e la presenza di plafoniere non dice nulla sull’efficienza dell’illuminazione di emergenza.
Passo 3 — Mappa aree e compiti visivi
Percorri l’azienda e associa a ogni area il compito visivo prevalente: leggere documenti, lavorare al videoterminale, ispezionare pezzi, movimentare materiali in magazzino, transitare lungo corridoi e scale. La difficoltà del compito determina il livello di illuminamento richiesto: un magazzino di stoccaggio ha esigenze molto diverse da un banco di controllo qualità. Annota anche l’età media degli operatori (la sensibilità alla luce cala con l’età) e la presenza di superfici riflettenti o schermi, che introducono il problema dell’abbagliamento.
Passo 4 — Misura l’illuminamento
Dove serve un dato oggettivo, si misura con un luxmetro tarato, posizionato sul piano di lavoro (o a pavimento per le vie di transito), spegnendo eventuali apporti di luce naturale se si vuole verificare il solo impianto artificiale. Rileva:
- l’illuminamento medio (in lux) sull’area del compito;
- l’uniformità, cioè il rapporto tra illuminamento minimo e medio, per evitare zone d’ombra;
- le condizioni di abbagliamento (molesto o debilitante), legate alla posizione degli apparecchi e delle finestre.
Registra data, strumento, punti di misura e condizioni (lampade a regime, superfici pulite): una misura non documentata non è dimostrabile.
Passo 5 — Confronta con i valori di riferimento
Poiché la legge non fissa soglie numeriche, il confronto si fa con la norma tecnica UNI EN 12464-1, che raccomanda per ciascun tipo di compito e ambiente interno i valori di illuminamento medio mantenuto, di uniformità e i limiti di abbagliamento (indice UGR); per gli ambienti esterni vale la UNI EN 12464-2. Se il valore misurato è inferiore a quello raccomandato per quel compito, hai un dato concreto su cui costruire la misura di miglioramento.
Passo 6 — Valuta l’illuminazione di emergenza
Nei luoghi in cui un guasto all’illuminazione ordinaria genera rischio, l’Allegato IV richiede un’illuminazione di sicurezza di intensità sufficiente. Va progettata secondo la UNI EN 1838, che indica i livelli lungo le vie di esodo e in corrispondenza dei presidi antincendio e di primo soccorso, sottoposta a verifiche periodiche di autonomia e funzionamento, e coordinata con il piano di emergenza ed evacuazione.
Passo 7 — Definisci le misure e chiudi nel DVR
Trasforma le criticità in azioni datate e assegnate: sostituzione o integrazione di apparecchi, riposizionamento per ridurre l’abbagliamento, schermatura delle finestre, un piano di manutenzione (pulizia degli apparecchi e sostituzione programmata delle sorgenti, perché il flusso luminoso cala nel tempo). Il verbale di misura e le conclusioni diventano parte integrante del DVR. Ricorda che al videoterminale l’illuminazione va valutata anche in chiave ergonomica, per limitare i riflessi sullo schermo.
Il mancato rispetto dei requisiti dell’Allegato IV è presidiato dalle sanzioni penali previste dal Titolo II per i luoghi di lavoro: per l’entità aggiornata e i riferimenti puntuali rinvia sempre al testo di legge vigente.
Checklist della valutazione illuminazione
- Mappa delle aree con il compito visivo prevalente per ciascuna
- Verifica dell’illuminazione naturale e delle sue schermature
- Misura di illuminamento medio, uniformità e abbagliamento dove necessario
- Confronto con i valori di riferimento (UNI EN 12464-1 / -2)
- Verifica di presenza, livelli e autonomia dell’illuminazione di emergenza
- Piano di manutenzione e pulizia degli apparecchi
- Misure di miglioramento datate e responsabili, riportate nel DVR
Domande frequenti
Esiste un valore di lux obbligatorio per legge?
Il D.Lgs. 81/2008 non fissa numeri: l'Allegato IV impone che i luoghi di lavoro dispongano di illuminazione naturale e artificiale «sufficiente» e «idonea» a salvaguardare la sicurezza e la salute. I valori numerici di riferimento (illuminamento medio, uniformità, limiti di abbagliamento) sono forniti dalla norma tecnica UNI EN 12464-1 per gli ambienti interni, che la buona prassi assume come parametro per giudicare l'idoneità.
Serve sempre una misura strumentale con il luxmetro?
No. In ambienti semplici e con compiti visivi non impegnativi può bastare una valutazione qualitativa basata sul progetto illuminotecnico, sulla manutenzione e sulle segnalazioni dei lavoratori. La misura strumentale, con luxmetro tarato e in condizioni rappresentative, diventa opportuna quando i compiti sono impegnativi, quando ci sono lamentele ricorrenti o quando occorre documentare il confronto con i valori di riferimento.
L'illuminazione di emergenza va considerata nella valutazione?
Sì. L'Allegato IV prevede che i luoghi in cui un guasto all'illuminazione artificiale comporti un rischio siano dotati di illuminazione di sicurezza di intensità sufficiente. Va progettata secondo la UNI EN 1838, verificata periodicamente e coordinata con il piano di emergenza ed evacuazione.