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Guida · Valutazioni · 10 min di lettura

Ergonomia della postazione d’ufficio

Giulio Morelli

RSPP — Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione

La postazione d’ufficio sembra il contesto più innocuo che esista, eppure genera gran parte dei disturbi muscolo-scheletrici e visivi denunciati nel terziario. Il lavoro al videoterminale è disciplinato dal Titolo VII del D.Lgs. 81/2008 (artt. 172–179), che rinvia per i requisiti tecnici all’Allegato XXXIV. Valutare l’ergonomia non significa comprare sedie costose: significa adattare la postazione alla persona e all’attività. Vediamo come farlo in modo concreto.

Passo 1 — Individua chi è videoterminalista

Prima di tutto distingui. La tutela rafforzata del Titolo VII — sorveglianza sanitaria specifica e diritto alle pause — spetta a chi usa il videoterminale in modo sistematico o abituale per almeno venti ore settimanali (art. 173). Fai un censimento onesto delle mansioni: amministrazione, contabilità, CAD, call center e data entry superano quasi sempre la soglia; chi consulta il gestionale per qualche ora al giorno di solito no. Metti nero su bianco, mansione per mansione, le ore effettive: è questo il dato che fa scattare gli obblighi.

Passo 2 — Valuta la postazione con l’Allegato XXXIV

L’Allegato XXXIV è la checklist tecnica. Scomponilo nei suoi elementi e verifica ciascuno con un sopralluogo:

  • schermo: immagine stabile, caratteri ben definiti, orientabile e inclinabile liberamente, posizionato per evitare riflessi di finestre e lampade;
  • tastiera e mouse: separati dallo schermo, inclinabili, con spazio davanti per appoggiare gli avambracci;
  • piano di lavoro: superficie poco riflettente, profondità sufficiente a tenere lo schermo a distanza corretta, spazio per una disposizione flessibile;
  • sedile: stabile, con altezza e schienale regolabili in modo indipendente, che permettano una posizione comoda; poggiapiedi a chi lo richiede.

Non limitarti a spuntare caselle: annota le non conformità con nome dell’attrezzatura e postazione, così da trasformare la valutazione in un programma di acquisti e regolazioni.

Passo 3 — Regola le altezze sulla persona

Qui si gioca la differenza tra una postazione a norma sulla carta e una postazione comoda davvero. I riferimenti pratici:

  1. schermo con il bordo superiore all’altezza degli occhi, a circa 50–70 cm dal viso (un braccio teso);
  2. avambracci paralleli al piano, gomiti a circa 90°, spalle rilassate;
  3. schiena appoggiata allo schienale che sostiene la zona lombare;
  4. piedi ben poggiati a terra o sul poggiapiedi, cosce leggermente inclinate verso il basso.

L’esempio tipico da correggere è il portatile usato come postazione fissa: lo schermo troppo basso costringe a flettere il collo. La soluzione è un supporto per il laptop più tastiera e mouse esterni, oppure un monitor separato.

Passo 4 — Cura luce, riflessi e microclima

L’affaticamento visivo nasce spesso dall’ambiente, non dallo schermo. Posiziona la postazione con le finestre di lato, mai davanti né alle spalle, e usa tende o veneziane per gestire la luce naturale. Punta a un’illuminazione generale uniforme e priva di abbagliamenti, integrata se serve da una lampada da tavolo. Verifica anche gli altri fattori dell’ambiente ufficio — temperatura, ricambi d’aria, rumore di fondo — perché concorrono al comfort: trovi gli approfondimenti nelle guide su illuminazione e qualità dell’aria indoor.

Passo 5 — Organizza pause e alternanza dei compiti

Nessuna sedia, per quanto buona, compensa ore immobili. Il Titolo VII prevede che l’attività al videoterminale sia interrotta con pause o cambiamenti di attività: in assenza di accordo diverso, quindici minuti ogni due ore di applicazione continuativa (art. 175). Progetta il lavoro in modo che le attività non a VDT (telefonate, riunioni, archiviazione) spezzino naturalmente la permanenza davanti allo schermo. Il carico posturale statico va gestito anche con il movimento: alzarsi, cambiare posizione, distogliere lo sguardo verso punti lontani per riposare l’accomodazione visiva.

Passo 6 — Attiva la sorveglianza sanitaria

Per i videoterminalisti è prevista la sorveglianza sanitaria con particolare riguardo ai rischi per la vista e gli occhi, per l’apparato muscolo-scheletrico e per l’affaticamento mentale (art. 176). Il medico competente fissa la periodicità delle visite in base all’età e al giudizio di idoneità, e può prescrivere mezzi di correzione visiva in funzione dell’attività. Collega i risultati della sorveglianza sanitaria al DVR: se emergono disturbi ricorrenti, è il segnale che le postazioni vanno riviste.

Passo 7 — Forma, informa e non dimenticare lo smart working

Chiudi il cerchio con l’informazione e la formazione: i lavoratori devono sapere come regolare la propria postazione, perché una sedia regolabile lasciata nella posizione sbagliata non serve a nulla. Prepara istruzioni semplici e illustrate da affiggere o distribuire. Estendi le stesse attenzioni al lavoro agile: al lavoratore in smart working va consegnata un’informativa sui rischi della postazione domestica, perché l’obbligo di tutela della salute non si ferma alla soglia dell’ufficio.

Checklist rapida della postazione

  • Mansioni classificate per ore di uso del VDT (soglia art. 173 verificata)
  • Schermo stabile, orientabile e privo di riflessi, bordo superiore all’altezza degli occhi
  • Sedile e schienale regolabili, piedi appoggiati, avambracci sostenuti
  • Illuminazione uniforme, finestre di lato, abbagliamenti controllati
  • Pause o alternanza di compiti programmate per i videoterminalisti
  • Sorveglianza sanitaria attivata e collegata al DVR
  • Informazione, formazione e indicazioni per le postazioni in smart working

Domande frequenti

  • Chi è considerato videoterminalista?

    È il lavoratore che utilizza un'attrezzatura munita di videoterminale in modo sistematico o abituale, per almeno venti ore settimanali dedotte le interruzioni (art. 173). Solo per chi rientra in questa definizione scattano la sorveglianza sanitaria specifica e il diritto alle pause previste dal Titolo VII; chi usa il PC in modo occasionale resta comunque tutelato dalla valutazione generale dei rischi.

  • Ogni quanto spetta la pausa al videoterminale?

    Al videoterminalista spetta un'interruzione mediante pausa o cambiamento di attività, con le modalità stabilite dall'art. 175: in mancanza di accordo diverso, quindici minuti ogni due ore di applicazione continuativa al videoterminale. Le pause non sono cumulabili a inizio o fine orario e non riducono la durata della giornata lavorativa.

  • L'ergonomia vale anche per chi lavora in smart working?

    Sì. Gli obblighi di tutela della salute seguono il lavoratore anche fuori dalla sede aziendale: al lavoratore agile va consegnata un'informativa sui rischi della postazione domestica e vanno fornite indicazioni sull'allestimento corretto. La postazione casalinga non è un'esenzione dalla valutazione, ma un ambiente che va considerato.