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Guida · Valutazioni · 11 min di lettura

Rischio biologico in sanità: procedure operative

Giulio Morelli

RSPP — Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione

In ospedali, RSA, studi medici e ambulatori il rischio biologico non nasce da un processo che usa deliberatamente l’agente, come in un laboratorio, ma dall’esposizione potenziale durante l’assistenza: sangue, fluidi, aerosol, contatto con pazienti portatori. Per questo la procedura operativa deve reggersi su misure applicate sempre, a prescindere dalla diagnosi. Vediamo come costruirla.

Passo 1 — Classifica gli agenti e inquadra la struttura

La disciplina è nel Titolo X del D.Lgs. 81/2008. Gli agenti biologici si dividono in quattro gruppi di rischio in base a infettività, patogenicità, disponibilità di profilassi e terapia: la classificazione ufficiale è nell’Allegato XLVI, mentre l’Allegato XLIV elenca le attività che possono comportarne la presenza — la prima voce sono proprio le strutture sanitarie. Individua quali gruppi sono plausibili nei tuoi reparti (per esempio virus a trasmissione ematica in sala operatoria e dialisi, micobatterio tubercolare in pneumologia e pronto soccorso).

Passo 2 — Valuta il rischio per reparto e mansione

La valutazione ex art. 271 confluisce nel DVR e va declinata per reparto e mansione, non in astratto. Per ciascuna posizione considera: agenti potenzialmente presenti, vie di trasmissione (ematica, per contatto, droplet, aerea), operazioni critiche (prelievi, medicazioni, endoscopie, gestione della biancheria e dei rifiuti sanitari), volume e frequenza dei contatti, presenza di lavoratrici madri o soggetti suscettibili. Esempio concreto: per l’infermiere di reparto la manovra a più alto rischio è quasi sempre il prelievo e lo smaltimento dell’ago, non il contatto generico con il paziente.

Passo 3 — Applica le precauzioni standard e il contenimento

Le misure tecniche, organizzative e procedurali (art. 272) e quelle igieniche (art. 273) in ambito sanitario si traducono nelle precauzioni standard, da adottare verso ogni paziente come se fosse potenzialmente infetto:

  • igiene delle mani nei momenti indicati dal protocollo aziendale;
  • DPI in base alla manovra: guanti, camice, occhiali o visiera, e protezione delle vie respiratorie (facciale filtrante adeguato) quando c’è rischio di aerosol o trasmissione aerea;
  • gestione di taglienti, biancheria e rifiuti secondo procedure scritte;
  • pulizia, disinfezione e sterilizzazione delle superfici e dei dispositivi.

Le misure specifiche per le strutture sanitarie e veterinarie richiedono di definire procedure per il rischio di esposizione e di prevedere aree e livelli di contenimento coerenti con le indicazioni dell’Allegato XLVII dove pertinente (isolamenti, laboratori interni).

Passo 4 — Previeni le ferite da taglienti

Le punture e i tagli accidentali sono l’evento più frequente e più grave per il rischio ematico. Il Titolo X-bis del D.Lgs. 81/2008 dedica a questo tema una disciplina specifica: valutazione mirata del rischio da dispositivi taglienti, adozione — dove tecnicamente possibile — di presidi con meccanismi di sicurezza integrati (art. 286-bis), divieto di reincappucciare gli aghi, contenitori rigidi per taglienti a portata di mano, formazione e informazione mirate. In pratica: se in reparto si usano ancora aghi non protetti dove esistono alternative con dispositivo di sicurezza, la misura va programmata e attuata, e la scelta motivata nel DVR.

Passo 5 — Sorveglianza sanitaria, vaccini e registri

Dove la valutazione evidenzia un rischio, scatta la sorveglianza sanitaria con protocollo definito dal medico competente. L’art. 279 prevede che il datore di lavoro, su indicazione del medico competente, metta a disposizione degli esposti vaccini efficaci a titolo gratuito, oltre alle misure di prevenzione e protezione. Per gli agenti dei gruppi più elevati, quando previsto, va tenuto il registro degli esposti e delle esposizioni (art. 280), con le comunicazioni e la conservazione stabilite dalla norma. Il protocollo sanitario e l’elenco degli esposti vanno tenuti allineati alle mansioni reali, non alla pianta organica teorica.

Passo 6 — Gestisci l’esposizione accidentale

La procedura post-esposizione è il banco di prova del sistema. Deve essere scritta, affissa e nota a tutti i turni, e prevedere i passaggi essenziali: primo trattamento immediato della ferita o della mucosa, segnalazione senza ritardo al responsabile e al servizio individuato, valutazione clinica e, se indicata, la profilassi tempestiva. L’evento va gestito come infortunio, registrato e analizzato per capire quale barriera è mancata e aggiornare misure, dispositivi e formazione. Una procedura che funziona di notte, quando l’organico è ridotto, è una procedura solida.

Checklist operativa

  • Agenti biologici plausibili individuati per reparto (Allegato XLVI e XLIV)
  • Valutazione del rischio per mansione inserita nel DVR (art. 271)
  • Precauzioni standard e DPI definiti per ogni manovra critica (artt. 272-274)
  • Dispositivi taglienti con meccanismo di sicurezza valutati e adottati (Titolo X-bis)
  • Contenitori per taglienti disponibili e divieto di reincappucciamento
  • Protocollo di sorveglianza sanitaria e offerta vaccinale attivi (art. 279)
  • Registro degli esposti tenuto quando previsto (art. 280)
  • Procedura post-esposizione scritta, nota e verificata su tutti i turni

Le violazioni degli obblighi del Titolo X sono presidiate da sanzioni penali (arresto o ammenda) a carico del datore di lavoro e dei dirigenti, nella misura e con le modalità stabilite dall’apparato sanzionatorio del D.Lgs. 81/2008: per l’importo esatto e la fattispecie fai sempre riferimento al testo vigente dell’articolo contestato.

Domande frequenti

  • Nelle strutture sanitarie serve sempre una valutazione del rischio biologico dedicata?

    Sì. L'assistenza a pazienti potenzialmente infetti comporta un'esposizione potenziale ad agenti biologici, quindi il rischio va valutato ai sensi del Titolo X del D.Lgs. 81/2008. Rispetto ai processi in cui l'agente è deliberatamente usato (laboratori), qui l'esposizione è potenziale e non intenzionale, ma va comunque documentata nel DVR per reparto e mansione.

  • Le vaccinazioni per gli operatori sanitari sono obbligatorie?

    Il datore di lavoro deve mettere a disposizione i vaccini efficaci per gli agenti a cui gli operatori sono o possono essere esposti, a titolo gratuito (art. 279). L'offerta è un obbligo del datore di lavoro; l'obbligatorietà per il singolo operatore dipende dalla normativa specifica e dal giudizio del medico competente, che valuta caso per caso nel protocollo sanitario.

  • Dopo una puntura accidentale con ago usato cosa si deve fare?

    Attivare subito la procedura post-esposizione prevista dal protocollo aziendale: primo trattamento della ferita, segnalazione immediata, valutazione del medico e, se indicata, la profilassi. L'evento va gestito come infortunio e registrato; il Titolo X-bis impone anche di analizzarlo per rivedere le misure e i dispositivi di sicurezza.