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Glossario

Preposto di fatto

Preposto di fatto: chi vigila sulla squadra senza nomina risponde come preposto (art. 299). Indici di riconoscimento, sanzioni e regolarizzazione.

Il preposto di fatto è il lavoratore che, senza essere stato individuato o nominato, svolge in concreto i compiti del preposto: organizza il lavoro della squadra, impartisce disposizioni e controlla come vengono eseguite. Per l’art. 299 del D.Lgs. 81/2008 le posizioni di garanzia gravano anche su chi, «pur sprovvisto di regolare investitura», esercita in concreto i poteri giuridici della figura.

La voce preposto spiega chi è il preposto e quali poteri lo definiscono. Questa voce risponde a una domanda diversa: cosa succede quando quei poteri li esercita qualcuno che sulla carta non li ha.

Il principio di effettività

L’art. 299 vale per datore di lavoro, dirigente e preposto, ma nella pratica il caso più frequente riguarda proprio il preposto. Capi squadra, capi turno e operai anziani che guidano il lavoro dei colleghi sono spesso inquadrati come semplici lavoratori. In caso di infortunio, giudici e organi di vigilanza non guardano al contratto o all’organigramma ma a ciò che la persona faceva ogni giorno.

La conseguenza è che il preposto di fatto deve adempiere gli obblighi dell’art. 19: vigilare, intervenire sui comportamenti non conformi, interrompere l’attività se il lavoratore non si adegua o se rileva condizioni di pericolo, segnalare le carenze. Se non lo fa, risponde con le sanzioni dell’art. 56: arresto fino a due mesi o ammenda per le violazioni più gravi, arresto fino a un mese o ammenda per le altre, con gli importi rivalutati del testo vigente.

Gli indici che lo fanno emergere

In un’ispezione o in un procedimento dopo un infortunio, l’esercizio di fatto si ricostruisce con elementi concreti:

  1. assegna le attività ai colleghi a inizio turno o a inizio lavori;
  2. decide sequenza e modalità di esecuzione, comprese le attrezzature da usare;
  3. riceve dal datore di lavoro o dal dirigente le istruzioni da trasmettere alla squadra;
  4. i colleghi si rivolgono a lui per autorizzazioni e problemi;
  5. risponde al committente o al capo cantiere per l’avanzamento del lavoro della squadra;
  6. è indicato come referente in messaggi, ordini di servizio o verbali.

Più indici ricorrono insieme, più è difficile sostenere che si trattasse di un semplice lavoratore esperto.

Preposto di fatto e preposto individuato

AspettoPreposto individuatoPreposto di fatto
Fonte del ruoloIndividuazione ai sensi dell’art. 18, comma 1, lettera b-bis)Esercizio concreto dei poteri (art. 299)
ObblighiArt. 19Art. 19, identici
FormazioneSpecifica, in presenza, aggiornamento almeno biennaleSpesso assente: è una violazione a carico di datore di lavoro e dirigenti
Poteri e mezziDefiniti per iscrittoIncerti, il che rende difficile esercitare la vigilanza
Rischio per l’aziendaControllatoResponsabilità che si sommano senza una vigilanza effettiva

Dopo la L. 215/2021 il preposto di fatto è quasi sempre il sintomo di un’individuazione incompleta: l’obbligo di indicare i preposti esiste, e quando la realtà operativa non corrisponde ai nominativi indicati la responsabilità non si sposta, si moltiplica.

Esempio: in un’impresa edile il titolare individua per iscritto un preposto, che però segue tre cantieri. Nel cantiere più piccolo, un operaio specializzato organizza ogni mattina il lavoro dei due colleghi e decide quando montare il trabattello. Se un collega cade da un trabattello privo di parapetti, l’operaio specializzato può essere chiamato a rispondere come preposto di fatto, e il titolare per aver individuato un preposto che in quel cantiere non c’era.

Come mappare dove serve un preposto e formalizzare l’incarico è spiegato nella guida su come individuare i preposti, con il fac-simile della lettera di nomina. Il testo dell’art. 299 è nella versione consolidata del D.Lgs. 81/2008 su Normattiva.

Domande frequenti

  • Se in azienda c'è un preposto di fatto, il datore di lavoro è al riparo?

    No. La responsabilità del preposto di fatto si aggiunge a quella del datore di lavoro e dei dirigenti, non la sostituisce. Anzi, la presenza di un preposto di fatto segnala di solito una violazione a monte: dopo la L. 215/2021 l'art. 18, comma 1, lettera b-bis), obbliga a individuare i preposti, e chi vigila senza essere stato individuato spesso non ha nemmeno ricevuto la formazione specifica.

  • Un lavoratore anziano che dà consigli ai colleghi diventa preposto di fatto?

    Non per questo solo. Dare suggerimenti tecnici, insegnare il mestiere a un nuovo assunto o essere il più esperto del reparto non basta. Serve l'esercizio abituale di un potere sugli altri: distribuire i compiti, decidere come si esegue il lavoro, dare ordini che la squadra segue. La giurisprudenza guarda ai fatti concreti, ricostruiti con testimonianze, ordini di servizio, messaggi e organizzazione dei turni.

  • Il preposto di fatto deve fare il corso da preposto?

    Sì, e la strada corretta è regolarizzare la sua posizione: individuarlo formalmente e fargli seguire la formazione da preposto, che dopo la L. 215/2021 si svolge in presenza con aggiornamento almeno biennale. In alternativa, se l'azienda non vuole che svolga quel ruolo, deve riorganizzare il lavoro in modo che la vigilanza sia esercitata dal preposto individuato, che deve essere effettivamente presente.