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Glossario

Illuminazione di emergenza

Illuminazione di emergenza: obbligo dell'Allegato IV D.Lgs. 81/08, differenza tra illuminazione di sicurezza e di riserva, norme tecniche e controlli.

L’illuminazione di emergenza è l’impianto che si accende automaticamente quando manca l’alimentazione dell’illuminazione ordinaria, per consentire di abbandonare i locali in sicurezza o di completare le operazioni pericolose in corso. Nei luoghi di lavoro l’obbligo deriva dall’Allegato IV del D.Lgs. 81/2008, richiamato dall’art. 63, sia per le vie e le uscite di emergenza sia per gli ambienti in cui un guasto della luce artificiale espone a rischi.

Cosa chiede la norma

L’Allegato IV contiene due prescrizioni distinte. Al punto 1.10, dedicato all’illuminazione, stabilisce che i luoghi in cui i lavoratori sono particolarmente esposti a rischi in caso di guasto dell’illuminazione artificiale devono disporre di un’illuminazione di sicurezza di sufficiente intensità. Al punto 1.5, sulle vie e uscite di emergenza, chiede che quelle che necessitano di illuminazione ne abbiano una di sicurezza, che entri in funzione in caso di guasto dell’impianto elettrico.

La legge non fissa i lux né i tempi di autonomia: rimanda implicitamente alla buona tecnica. I valori di progetto si ricavano dalla norma UNI EN 1838, mentre per le attività soggette alla prevenzione incendi entrano in gioco anche le regole tecniche antincendio sull’esodo. Il mantenimento in efficienza rientra nell’obbligo generale di manutenzione dei luoghi e degli impianti dell’art. 64.

Sicurezza e riserva: non sono la stessa cosa

Con «emergenza» si indicano funzioni diverse, che rispondono a domande diverse. Chiarirle evita di comprare l’apparecchio sbagliato.

FunzioneA cosa serveEsempio
Illuminazione di sicurezza per l’esodorendere visibili e percorribili le vie di uscitacorridoi, scale, uscite, cambi di direzione
Illuminazione antipanicoevitare il buio totale nelle aree ampie senza percorso definitosala mensa, open space, area espositiva
Illuminazione di aree ad alto rischioarrestare in sicurezza una lavorazione pericolosazona presse, laboratorio con fiamme, sala quadri
Illuminazione di riservaproseguire l’attività senza interruzionesala operatoria, centrale di controllo

Le prime tre sono illuminazione di sicurezza e sono quelle richieste dall’Allegato IV. L’illuminazione di riserva è una scelta di continuità operativa: utile, ma non sostituisce le altre. La differenza rispetto alla valutazione dell’illuminazione ordinaria è netta: lì si misura se la luce basta per lavorare bene, qui se basta per mettersi in salvo.

I controlli da registrare

Un apparecchio di emergenza che non si accende passa inosservato fino al giorno in cui serve. Per questo i controlli vanno pianificati e scritti, secondo le indicazioni del fabbricante e delle norme tecniche di verifica (UNI 11222, UNI EN 50172):

  1. verifica visiva periodica che le spie di carica siano accese e gli apparecchi integri e puliti;
  2. prova di funzionamento simulando la mancanza di rete, per controllare che ogni punto luce si accenda;
  3. prova di autonomia per la durata prevista dal progetto, con sostituzione delle batterie che non la garantiscono;
  4. controllo che arredi, scaffali o merci non coprano apparecchi e cartelli luminosi;
  5. annotazione di data, esito e intervento nel registro dei controlli antincendio o in quello degli impianti.

Esempio: in un magazzino logistico con scaffalature alte otto metri, la prova di funzionamento rivela che tre plafoniere lungo il corridoio centrale restano spente perché le batterie sono esaurite. L’addetto annota la non conformità, il manutentore sostituisce le batterie e ripete la prova di autonomia, e il registro riporta entrambe le date.

Lo scenario della mancanza di corrente e il coordinamento con il piano di emergenza ed evacuazione sono trattati nella guida sulla gestione dell’emergenza blackout. Il testo dell’Allegato IV è su Normattiva.

Domande frequenti

  • Le lampade di emergenza servono anche in un piccolo ufficio?

    L'Allegato IV le richiede dove i lavoratori sono particolarmente esposti a rischi se manca l'illuminazione artificiale e lungo le vie di uscita che necessitano di luce. In un ufficio al piano terra con ampie finestre e uscita diretta, usato solo di giorno, la valutazione può concludere che il rischio è basso. Con corridoi ciechi, scale, piani interrati o lavoro serale l'illuminazione di sicurezza è invece necessaria.

  • Chi può fare i controlli periodici sull'illuminazione di emergenza?

    La verifica visiva e la prova di accensione possono essere svolte da personale interno formato, ad esempio un addetto antincendio, annotando l'esito. Le prove di autonomia, la manutenzione delle batterie e degli impianti centralizzati spettano a un tecnico qualificato, che segue le indicazioni del fabbricante e delle norme tecniche. Tutti gli interventi vanno riportati nel registro dei controlli.

  • Una torcia per ogni addetto può sostituire l'impianto?

    No. Le torce sono un utile complemento per gli addetti alle emergenze, ma non illuminano le vie di esodo per tutti i presenti e dipendono dal fatto che qualcuno le abbia con sé e cariche. L'Allegato IV chiede un'illuminazione di sicurezza che entri in funzione automaticamente, indipendente dal comportamento delle persone: le torce possono stare nel piano di emergenza, non al posto dell'impianto.