Glossario
Illuminazione di emergenza
L'illuminazione di emergenza è l'impianto che, in caso di mancanza dell'alimentazione ordinaria, garantisce un livello minimo di luce per permettere l'evacuazione sicura: è un requisito dei luoghi di lavoro previsto dall'Allegato IV del D.Lgs. 81/2008.
L’illuminazione di emergenza è il sistema di illuminazione che entra automaticamente in funzione quando viene meno l’alimentazione elettrica ordinaria, così da consentire alle persone di abbandonare i locali in condizioni di sicurezza e di individuare vie di esodo, uscite e presidi antincendio.
L’obbligo discende dall’art. 63, che impone la conformità dei luoghi di lavoro ai requisiti dell’Allegato IV. Tale allegato prescrive che i luoghi in cui i lavoratori sono particolarmente esposti a rischi in caso di guasto dell’illuminazione artificiale dispongano di un’illuminazione di sicurezza di sufficiente intensità. Consulta il testo dell’Allegato IV.
Si distinguono due funzioni principali: l’illuminazione di sicurezza per l’esodo, che illumina i percorsi di evacuazione e la relativa segnaletica, e l’illuminazione di riserva, che permette di proseguire o interrompere in sicurezza le attività in corso. I valori minimi di illuminamento e i tempi di intervento sono fissati dalle norme tecniche di riferimento del settore, a cui il progettista deve attenersi.
Esempio concreto: in un capannone di logistica senza finestre, un black-out lascerebbe gli operatori al buio tra scaffalature e carrelli in movimento; le plafoniere di emergenza con batteria tampone si accendono entro pochi secondi e restano attive per il tempo necessario a raggiungere le uscite. La verifica del funzionamento va integrata nel piano di emergenza ed evacuazione e nel programma di manutenzione periodica.