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TUS

Scheda rischio

Illuminazione inadeguata

Giulio Morelli

RSPP — Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione

Il rischio in breve

Un’illuminazione insufficiente, eccessiva o mal distribuita non provoca una malattia specifica come il rumore, ma è un moltiplicatore di rischio: affatica la vista, costringe a posture incongrue per avvicinarsi al compito, nasconde ostacoli e organi in movimento, riduce la percezione della segnaletica. È una delle prime cause di errori, scivolamenti e piccoli infortuni, e in emergenza un impianto sottodimensionato può trasformare un’evacuazione ordinata in un ingorgo pericoloso.

Cosa dice la norma

L’illuminazione dei luoghi di lavoro è disciplinata dal Titolo II, Capo I (artt. 62-68). L’art. 63 impone che i luoghi di lavoro rispettino i requisiti dell’Allegato IV, il cui punto 1.10 è dedicato all’illuminazione naturale e artificiale. In sintesi, l’Allegato IV richiede che:

  • i luoghi di lavoro dispongano, per quanto possibile, di sufficiente luce naturale;
  • tutti gli ambienti siano dotati di illuminazione artificiale adeguata a salvaguardare sicurezza, salute e benessere delle persone;
  • sia prevista un’illuminazione di sicurezza di sufficiente intensità dove il venir meno di quella artificiale può creare pericolo, tipicamente lungo le vie di esodo.

L’obbligo di attuare queste misure ricade sul datore di lavoro ai sensi dell’art. 64, e si inserisce nella valutazione dei rischi generale (art. 28) e tra le misure generali di tutela dell’art. 15. È importante un chiarimento tecnico: né il Testo Unico né l’Allegato IV fissano valori numerici di illuminamento (in lux). I livelli di riferimento per ciascun compito visivo sono contenuti nella norma tecnica UNI EN 12464-1, che il datore di lavoro assume come buona prassi per dimostrare l’adeguatezza dell’impianto.

Come si valuta

  1. Mappatura dei compiti visivi: per ogni ambiente e mansione si individua l’attività di riferimento (magazzino, banco di assemblaggio fine, ufficio, corridoio) e la relativa esigenza visiva. Un controllo di precisione richiede molta più luce di un deposito di transito.
  2. Misura dell’illuminamento: si rileva con il luxmetro l’illuminamento sul piano di lavoro reale, confrontandolo con i valori di riferimento della UNI EN 12464-1. Vanno considerate anche l’uniformità e l’assenza di zone d’ombra sui punti critici.
  3. Verifica dell’abbagliamento: si controllano abbagliamenti diretti (sorgenti nel campo visivo) e riflessi, particolarmente insidiosi sugli schermi dei videoterminali e sulle superfici lucide.
  4. Illuminazione di emergenza: si verifica presenza, autonomia e livello dell’impianto di sicurezza sulle vie di esodo, che deve mantenersi efficiente nel tempo.

La misura non va fatta una sola volta: l’invecchiamento delle lampade, lo sporco su plafoniere e lucernari e il cambio di layout riducono progressivamente l’illuminamento disponibile.

Le misure, in ordine di priorità

  1. Progettazione e sfruttamento della luce naturale: orientare le postazioni rispetto alle finestre, evitando però che la luce diretta crei abbagliamento o riflessi.
  2. Impianto adeguato al compito: scegliere corpi illuminanti e livelli coerenti con l’attività, curando uniformità e resa cromatica. In un’autofficina il banco di controllo elettrico ha esigenze diverse dalla zona di stazionamento dei veicoli.
  3. Illuminazione localizzata: integrare l’illuminazione generale con apparecchi mirati sui compiti di precisione, invece di sovrailluminare l’intero ambiente.
  4. Manutenzione programmata: pulizia periodica di lampade e superfici vetrate, sostituzione delle sorgenti esaurite e verifica dell’impianto di emergenza sono la parte più trascurata e più economica della prevenzione.
  5. Controllo di abbagliamenti e riflessi: schermature, tende regolabili e riposizionamento delle postazioni, soprattutto negli uffici e dove si lavora al videoterminale.

Sorveglianza sanitaria

L’illuminazione inadeguata non attiva, di per sé, una sorveglianza sanitaria autonoma con protocolli dedicati come accade per il rumore. Il suo impatto sulla salute visiva è però rilevante nel caso dei videoterminalisti, per i quali la sorveglianza sanitaria prevista dal Titolo VII include gli accertamenti sulla funzione visiva: le criticità di illuminazione emerse in visita e nei sopralluoghi del medico competente devono rientrare nella revisione della valutazione dei rischi, chiudendo il cerchio tra ambiente e salute.

Errori comuni

  1. Copiare un livello di lux qualsiasi: indicare un valore generico nel DVR senza collegarlo al compito visivo reale e senza misura sul posto non dimostra nulla.
  2. Dimenticare la manutenzione: un impianto ben progettato ma con plafoniere sporche e lampade esaurite può scendere sotto la metà dell’illuminamento iniziale.
  3. Ignorare gli abbagliamenti: più luce non è sempre meglio; una sorgente mal posizionata che si riflette sullo schermo peggiora il comfort visivo e la sicurezza.
  4. Trascurare l’illuminazione di emergenza: dichiararla presente senza verificarne autonomia ed efficienza è un classico rilievo ispettivo lungo le vie di esodo.

Domande frequenti

Esistono valori minimi di lux fissati dalla legge?

Il D.Lgs. 81/2008 e il suo Allegato IV impongono un'illuminazione sufficiente e adeguata al compito, ma non elencano valori numerici di illuminamento. I livelli di riferimento in lux per ciascuna attività si ricavano dalla norma tecnica UNI EN 12464-1, che il datore di lavoro assume come buona prassi per dimostrare l'adeguatezza.

L'illuminazione di emergenza è sempre obbligatoria?

L'Allegato IV richiede un'illuminazione di sicurezza di sufficiente intensità nei luoghi in cui il venir meno di quella artificiale può creare pericolo, ad esempio lungo le vie di esodo e in ambienti senza luce naturale. Va dimensionata, mantenuta efficiente e verificata nel tempo.

Chi valuta l'illuminazione al videoterminale?

Per le postazioni con videoterminale l'illuminazione rientra nella valutazione ergonomica del Titolo VII e dei relativi requisiti tecnici: si controllano illuminamento, contrasto e soprattutto abbagliamenti e riflessi sullo schermo, integrando la valutazione generale del rischio.

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