Glossario
Cronoprogramma dei lavori
Cronoprogramma dei lavori nel PSC: cosa contiene per l'Allegato XV, come si legge il Gantt delle interferenze, differenza dal programma dell'impresa.
Il cronoprogramma dei lavori è la rappresentazione nel tempo delle lavorazioni, delle fasi e, quando l’opera è complessa, delle sottofasi di un cantiere, con la loro durata prevista. L’Allegato XV del D.Lgs. 81/2008 lo indica tra i contenuti minimi del piano di sicurezza e coordinamento, insieme all’entità presunta del cantiere espressa in uomini-giorno.
Non è il calendario di produzione dell’impresa: è lo strumento con cui il coordinatore decide quali lavorazioni non devono sovrapporsi e a quali condizioni possono farlo. La definizione di interferenza e la sua gestione negli appalti sono trattate nella voce dedicata.
Cosa contiene e cosa no
| Contiene | Non contiene |
|---|---|
| Elenco delle lavorazioni, fasi e sottofasi | Le scelte produttive dell’impresa, come numero di squadre o mezzi |
| Durata prevista e successione di ciascuna fase | Penali o scadenze contrattuali |
| Sovrapposizioni ammesse e vietate | Le procedure di dettaglio delle singole lavorazioni, che stanno nel POS |
| Prescrizioni operative per lo sfasamento spaziale o temporale | Il computo dei costi, che è una sezione distinta del PSC |
| Stima dell’impegno in uomini-giorno |
La stima in uomini-giorno è la somma delle giornate lavorative presunte di tutti gli addetti: cinque lavoratori per quaranta giorni fanno 200 uomini-giorno. È lo stesso parametro che, con impresa unica, fa scattare la notifica preliminare dell’art. 99.
Come si legge un cronoprogramma della sicurezza
Lo strumento abituale è il diagramma di Gantt: fasi sulle righe, tempo sulle colonne, una barra per lavorazione. Il coordinatore lo legge con tre domande, in quest’ordine:
- Le barre si sovrappongono nel tempo? Se no, non c’è interferenza temporale.
- Le lavorazioni sovrapposte insistono sulla stessa area o su aree confinanti? Se no, la sovrapposizione è solo apparente.
- Una delle due lavorazioni crea un rischio per chi esegue l’altra? Caduta di materiale dall’alto, transito di mezzi, polveri, rumore, fiamme libere. Se sì, il PSC deve prescrivere lo sfasamento o misure di coordinamento specifiche.
Esempio: in una ristrutturazione, rifacimento della copertura e tinteggiatura delle facciate sono previsti nelle stesse due settimane. Le barre si sovrappongono e le aree sono confinanti, perché i pittori lavorano sul ponteggio sotto la linea di gronda. Il coordinatore sposta la tinteggiatura dopo la chiusura della copertura oppure, se i tempi non lo consentono, la limita ai lati dove non si lavora sul tetto, con una mantovana parasassi e un divieto di accesso alla fascia sottostante.
Chi lo redige e chi lo aggiorna
Il cronoprogramma nasce in fase di progettazione, a cura del coordinatore per la progettazione, insieme al PSC previsto dall’art. 100. In cantiere lo tiene aggiornato il coordinatore per l’esecuzione, che ai sensi dell’art. 92 adegua il piano all’evoluzione dei lavori e alle modifiche intervenute.
Le imprese non lo modificano da sole. Possono proporre integrazioni al PSC quando ritengono di poter garantire meglio la sicurezza in base alla propria esperienza, ma la decisione resta del coordinatore. Ogni nuovo ingresso in subappalto, variante o ritardo significativo è un buon motivo per rileggere il Gantt con le tre domande.
Il metodo passo per passo, dalla scomposizione dell’opera in fasi al collegamento con POS e costi, è nella guida al cronoprogramma e alla gestione delle interferenze. Il testo dell’Allegato XV è nella versione consolidata del D.Lgs. 81/2008 su Normattiva.
Domande frequenti
Il cronoprogramma del PSC deve coincidere con il programma lavori dell'impresa?
Non coincide necessariamente, ma deve essere compatibile. Il programma dell'impresa organizza produzione e risorse; il cronoprogramma del PSC fissa quali lavorazioni non possono sovrapporsi e con quali condizioni. Se l'impresa vuole anticipare o accavallare fasi che il PSC tiene separate, deve proporlo al coordinatore per l'esecuzione, che valuta la modifica e aggiorna il piano.
Serve il cronoprogramma anche se in cantiere lavora una sola impresa?
Il cronoprogramma come contenuto del PSC serve quando il piano è obbligatorio, cioè quando è prevista la presenza, anche non contemporanea, di più imprese esecutrici. Con un'unica impresa non c'è PSC, ma l'impresa pianifica comunque i tempi delle fasi nel proprio POS. La stima in uomini-giorno resta utile anche per sapere se scatta la notifica preliminare.
Cosa succede se il cantiere accumula un ritardo rispetto al cronoprogramma?
Il ritardo in sé non è una violazione, ma può far coincidere fasi che il piano aveva tenuto separate. Il coordinatore per l'esecuzione deve verificare se nascono nuove interferenze e adeguare il PSC e il cronoprogramma, comunicando le modifiche alle imprese. Se la sovrapposizione crea un pericolo grave e imminente da lui direttamente riscontrato, può sospendere le singole lavorazioni fino agli adeguamenti.