Glossario
Analisi delle cause
Analisi delle cause di infortuni e near miss: definizione, metodi a confronto (5 perché, Ishikawa, albero delle cause, Infor.MO) e legami con art. 29.
L’analisi delle cause (root cause analysis) è il metodo con cui, dopo un infortunio, un mancato infortunio o una non conformità, si ricostruisce la catena di fattori che hanno reso possibile l’evento fino alle cause organizzative su cui si può intervenire. Il D.Lgs. 81/2008 non la nomina, ma la presuppone l’art. 29, che impone di rielaborare la valutazione dei rischi dopo infortuni significativi.
L’obiettivo è capire perché l’evento è successo, non chi ha sbagliato. Fermarsi alla causa immediata, come «il lavoratore non ha fatto attenzione», porta a misure che non cambiano nulla.
Cause immediate e cause profonde
La distinzione è il centro del metodo. Le cause immediate sono l’atto o la condizione che precede l’evento: un riparo assente, un pavimento bagnato, un gesto sbagliato. Le cause profonde sono le carenze che hanno permesso a quell’atto o a quella condizione di esistere: manutenzione non pianificata, procedura inapplicabile, formazione generica, tempi impossibili. Una buona analisi arriva a cause su cui la direzione può decidere, e spesso incrocia il fattore umano: l’errore della persona è un punto di partenza, non di arrivo.
Metodi a confronto
Non esiste un metodo obbligatorio. La scelta dipende dalla gravità dell’evento e dalle competenze disponibili.
| Metodo | Come funziona | Adatto per | Limite |
|---|---|---|---|
| Cinque perché | Si chiede «perché?» a ogni risposta, finché si arriva a una causa gestionale | Eventi semplici e near miss | Segue una sola catena e può fermarsi presto |
| Diagramma di Ishikawa | Raggruppa le possibili cause per famiglie (persone, metodi, macchine, materiali, ambiente) | Lavoro di gruppo, problemi ricorrenti | Elenca cause, non le ordina nel tempo |
| Albero delle cause | Ricostruisce a ritroso i fatti necessari all’evento, con legami logici | Infortuni gravi | Richiede formazione e raccolta accurata dei fatti |
| Modello Infor.MO | Classifica i fattori in sei ambiti (attività dell’infortunato, attività di terzi, attrezzature, materiali, ambiente, DPI) e distingue determinanti e modulatori | Infortuni gravi e mortali, confronti tra casi | Pensato per l’analisi strutturata, più impegnativo per eventi minori |
Il modello Infor.MO, usato nel sistema di sorveglianza degli infortuni mortali e gravi di INAIL e Regioni, distingue i fattori che rendono possibile l’evento da quelli che ne aggravano o attenuano le conseguenze, come un DPI mancante.
Esempio pratico
Esempio: un addetto di magazzino si ferisce a una mano mentre taglia la reggia di un bancale con un cutter. Con i cinque perché:
- Perché si è ferito? La lama è scivolata sulla reggia.
- Perché è scivolata? Usava un cutter, non una cesoia per reggette.
- Perché il cutter? Le cesoie del reparto erano due, entrambe in un’altra area.
- Perché erano lì? Non esiste una dotazione assegnata per postazione.
- Perché? Nessuno ha valutato l’attività di apertura dei bancali, considerata banale.
La causa su cui agire non è «disattenzione», ma un’attività non valutata nel DVR. Le misure sono la dotazione di cesoie a ogni baia, l’inserimento dell’attività nella valutazione dei rischi e, se l’infortunio è significativo, la rielaborazione del documento entro trenta giorni come richiede l’art. 29, comma 3.
Un’analisi si chiude solo con azioni assegnate a un responsabile, con una scadenza e con una verifica successiva di efficacia: è la stessa logica del riesame richiesto ai modelli organizzativi dall’art. 30. Come rielaborare il documento è spiegato nella guida su come aggiornare il DVR dopo un infortunio; come raccogliere i segnali deboli, in quella sulla gestione dei near miss. Il testo degli artt. 29 e 30 è nella versione consolidata del D.Lgs. 81/2008 su Normattiva.
Domande frequenti
Chi deve fare l'analisi delle cause dopo un infortunio?
La legge non nomina un soggetto. Nella pratica la conduce il servizio di prevenzione e protezione con il preposto dell'area, coinvolgendo l'infortunato quando possibile, i testimoni e l'RLS, che ha diritto di essere consultato sulla valutazione dei rischi. Per eventi gravi conviene un gruppo con almeno una persona estranea al reparto, che riduce il rischio di giustificare ciò che si è abituati a vedere.
L'analisi delle cause può essere usata contro l'azienda in un processo?
Può essere acquisita dagli organi di vigilanza e dall'autorità giudiziaria come qualsiasi documento aziendale. Per questo va scritta in modo fattuale, distinguendo fatti accertati e ipotesi. Un'analisi seria, che individua cause e misure e ne documenta l'attuazione, dimostra però un'organizzazione che reagisce: è molto più difendibile di un'analisi assente o di comodo.
Serve un'analisi delle cause anche per un infortunio lieve?
Sì, proporzionata. Un taglio superficiale può richiedere solo una breve ricostruzione con il preposto e una misura immediata. La profondità dipende dalla gravità potenziale, non da quella effettiva: un piccolo urto causato da un carico caduto dall'alto merita lo stesso approfondimento di un infortunio grave, perché la stessa dinamica poteva avere esiti molto diversi.