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FAQ

Infortuni e INAIL

Le domande più frequenti su infortuni sul lavoro e INAIL: cosa fare subito, entro quando denunciare, come funziona l'infortunio in itinere, il registro infortuni, il premio e le malattie professionali. Con i riferimenti normativi.

Le risposte che seguono raccolgono i dubbi più frequenti di datori di lavoro e RSPP sulla gestione degli infortuni e sui rapporti con l’INAIL. Per la sequenza operativa subito dopo l’evento c’è la guida sulle prime 48 ore, mentre per termini e modalità della denuncia si rimanda alla guida specifica. Il quadro degli obblighi in capo al datore di lavoro è fissato dall’art. 18 del Testo Unico, che va letto insieme al DPR 1124/1965 sull’assicurazione obbligatoria.

Le domande

Che differenza c'è tra infortunio sul lavoro e malattia professionale?

L'infortunio è un evento lesivo che avviene per causa violenta in occasione di lavoro (una caduta, un taglio, un urto); la malattia professionale è una patologia che si sviluppa in modo lento e progressivo per l'esposizione a un rischio lavorativo, come l'ipoacusia da rumore o una tendinopatia da sovraccarico. La disciplina assicurativa è quella del DPR 1124/1965; per le malattie fa fede anche l'elenco delle tabellate.

Entro quanto tempo devo denunciare un infortunio all'INAIL?

La denuncia telematica all'INAIL va inoltrata entro due giorni da quello in cui il datore di lavoro ha ricevuto il certificato medico, per gli infortuni con prognosi superiore a tre giorni (art. 53 del DPR 1124/1965). In caso di infortunio mortale o con pericolo di morte il termine è ridotto a ventiquattro ore. Per i termini esatti e la procedura è utile la [guida sulla denuncia](/guide/denuncia-infortunio-inail/).

Devo comunicare anche gli infortuni di un solo giorno?

Sì, ma con una comunicazione diversa: ai soli fini statistici e informativi, il datore di lavoro comunica all'INAIL, tramite il SINP, anche gli infortuni che comportano un'assenza di almeno un giorno escluso quello dell'evento (art. 18, co. 1, lett. r) del D.Lgs. 81/2008). È distinta dalla denuncia assicurativa vera e propria.

Cosa devo fare nelle prime ore dopo un infortunio?

Prima di tutto attivare il primo soccorso con gli addetti designati e, se serve, il 118, mettendo in sicurezza l'area (art. 45 del D.Lgs. 81/2008). Poi si raccolgono il certificato medico e le informazioni sull'accaduto, si preserva per quanto possibile lo stato dei luoghi e si avvia l'iter di denuncia. La sequenza operativa è raccolta nella [guida sulle prime 48 ore](/guide/infortunio-sul-lavoro-cosa-fare/).

L'infortunio in itinere è sempre coperto?

L'infortunio occorso nel tragitto tra abitazione e luogo di lavoro (o tra due luoghi di lavoro, o verso il luogo di consumazione dei pasti) è indennizzabile a condizioni precise fissate dall'art. 2 del DPR 1124/1965: il percorso deve essere quello normale e necessitato, e l'uso del mezzo privato deve essere necessario. Deviazioni e interruzioni non giustificate possono escludere la copertura. I criteri sono spiegati nella [guida dedicata](/guide/infortunio-in-itinere/).

Il registro infortuni esiste ancora?

No. Il registro infortuni cartaceo è stato soppresso e sostituito dagli applicativi telematici INAIL, che alimentano il Sistema Informativo Nazionale per la Prevenzione (SINP). Restano fermi gli obblighi di denuncia e comunicazione previsti dalla legge, che vanno assolti per via telematica.

Un near miss va registrato per legge?

Non esiste un obbligo generale e specifico di registrare i mancati infortuni. Rilevarli e analizzarli è però una misura di gestione fortemente raccomandata, coerente con l'obbligo di aggiornare la valutazione dei rischi (art. 29, co. 3, del D.Lgs. 81/2008) e valorizzata dai sistemi di gestione. Come impostare la raccolta è illustrato nella [guida sui near miss](/guide/near-miss-gestione/).

Un infortunio fa aumentare il premio INAIL?

L'andamento infortunistico dell'azienda incide sul premio attraverso il meccanismo di oscillazione del tasso applicato dall'INAIL. In parallelo, le imprese che realizzano interventi di miglioramento possono chiedere una riduzione del premio presentando il modello OT23, come spiegato nella [guida OT23](/guide/ot23-riduzione-tasso-inail/). Gli importi e le percentuali sono definiti dalle tariffe e dalle istruzioni INAIL vigenti.

Come si riconosce una malattia professionale?

Il lavoratore trasmette al datore di lavoro il certificato medico entro il termine di legge, e il datore inoltra la denuncia all'INAIL, che valuta il nesso tra la patologia e l'attività svolta. Per le malattie comprese nelle tabelle vige una presunzione legale d'origine; per le altre il nesso va dimostrato. Il percorso di denuncia è descritto nella [guida sulle malattie professionali](/guide/malattia-professionale-denuncia/).

Che responsabilità ho come datore di lavoro se un lavoratore si infortuna?

Oltre agli obblighi assicurativi e di denuncia (art. 18 del D.Lgs. 81/2008 e DPR 1124/1965), un infortunio può far emergere profili di responsabilità penale quando è riconducibile alla violazione delle norme antinfortunistiche, tipicamente per lesioni colpose o omicidio colposo aggravati (artt. 590 e 589 del codice penale). L'accertamento riguarda il nesso tra la condotta omessa e l'evento; l'adozione effettiva delle misure di prevenzione è l'elemento decisivo.

Cosa rischio se ometto o ritardo la denuncia di infortunio?

L'omessa o tardiva denuncia all'INAIL è sanzionata in via amministrativa secondo quanto previsto dal DPR 1124/1965. Analogamente, l'omessa comunicazione a fini statistici è sanzionata dall'art. 55 del D.Lgs. 81/2008. Per gli importi aggiornati occorre fare riferimento al testo di legge e alle indicazioni ufficiali INAIL, poiché sono soggetti a rivalutazione.

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