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Guida · Attrezzature e impianti · 11 min di lettura

Scaffalature industriali: sicurezza e verifiche

Giulio Morelli

RSPP — Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione

Le scaffalature industriali sembrano il componente più banale del magazzino, ma sono strutture caricate ai limiti di progetto, urtate ogni giorno dai carrelli e spesso modificate senza controllo. Un ripiano che cede o una spalla piegata da un urto possono provocare il collasso a catena di un’intera fila. Vediamo come gestirle davvero, tra obblighi del D.Lgs. 81/2008 e norme di buona tecnica.

Passo 1 — Inquadra l’obbligo giuridico

La scaffalatura è un’attrezzatura di lavoro ai sensi dell’art. 69: tutto ciò che l’art. 71 prescrive per le attrezzature si applica anche qui. Il datore di lavoro deve mettere a disposizione impianti idonei all’uso, installati correttamente, e garantirne il mantenimento in efficienza con controlli e manutenzione, tenendo conto delle istruzioni del fabbricante e delle norme di buona tecnica (Allegato V e Allegato VI).

Attenzione a un equivoco frequente: le scaffalature non rientrano tra le attrezzature soggette alle verifiche periodiche dell’art. 71, co. 11 e dell’Allegato VII. Questo non le esonera dai controlli: significa solo che il controllo non è quello di legge affidato a INAIL/soggetti abilitati, ma quello aziendale previsto in via generale dallo stesso art. 71.

Passo 2 — Parti dalla documentazione del fabbricante

Un impianto sicuro nasce da un progetto corretto. All’acquisto e all’installazione pretendi: schema di montaggio e configurazioni ammesse, portate di progetto per campata e per livello, istruzioni d’uso e manutenzione, indicazioni sugli ancoraggi a pavimento e sulle tolleranze di fuori piombo. Le scaffalature complesse (portapallet, cantilever, soppalchi) sono generalmente progettate secondo la serie di norme tecniche UNI EN 15512 e collegate; conserva questa documentazione insieme al registro dei controlli.

Passo 3 — Esponi le portate

Ogni impianto deve riportare in modo visibile le targhe di carico con le portate massime ammissibili per campata e per livello. È la base per informare correttamente i lavoratori (art. 71, co. 4 e art. 36) e per rendere effettivo il divieto di sovraccarico. Le portate cambiano con il passo dei correnti: se qualcuno abbassa o alza un livello, la portata dichiarata non vale più. La regola operativa è semplice — nessuna modifica della configurazione senza ricalcolo e nuova targhetta.

Passo 4 — Proteggi la struttura dagli urti

La causa numero uno di danneggiamento è l’impatto dei mezzi di movimentazione. Le misure tipiche:

  • paracolpi e paraspigoli sui montanti di testata e in corrispondenza delle corsie di transito;
  • corsie e sensi di marcia definiti, con separazione tra flussi pedonali e mezzi (coordinati con la sicurezza dei carrelli elevatori);
  • fermi e reti antisfondamento sul lato opposto ai passaggi, per evitare la caduta di materiale dall’alto;
  • ancoraggio a pavimento dei montanti secondo il progetto.

Passo 5 — Organizza i controlli periodici

La buona tecnica (serie UNI EN 15635) struttura la sorveglianza su più livelli: controlli visivi immediati da parte di ogni addetto, controlli periodici da parte di una figura interna incaricata e un’ispezione tecnica di esperto a cadenza definita, tipicamente annuale. Nomina una persona responsabile della sicurezza delle attrezzature di stoccaggio, definisci le periodicità nel piano di manutenzione programmata e registra ogni ispezione: cosa è stato controllato, gli esiti e le azioni.

Un metodo utile per classificare i danni è il criterio dei tre colori: verde (danno lieve, si monitora), giallo (danno da riparare in tempi programmati, riduce la portata) e rosso (danno grave, scarico immediato della campata e messa fuori servizio). Ogni componente deformato va sostituito, non raddrizzato.

Passo 6 — Segnala, forma e vigila

Completa il sistema con la segnaletica di sicurezza prevista dal Titolo V e relativi allegati: divieto di salita sugli scaffali, indicazione delle portate, delimitazione delle aree di manovra. Sul fronte formativo, gli addetti al magazzino vanno informati e formati (art. 36 e art. 37) su modalità di stoccaggio, distribuzione dei carichi, segnalazione dei danni e divieto di modifiche non autorizzate. Il preposto vigila sul rispetto delle regole d’uso.

Se in prossimità delle scaffalature corrono quadri o linee elettriche, valuta anche il rischio elettrico secondo la regola dell’arte impiantistica (Allegato V, parte I e norme CEI applicabili), evitando che urti e movimentazioni interferiscano con componenti in tensione.

Checklist dei controlli sulle scaffalature

  • Documentazione del fabbricante e schema delle configurazioni conservati
  • Targhe di portata esposte e coerenti con la configurazione attuale
  • Montanti ancorati a pavimento e verticalità entro tolleranza
  • Paracolpi, paraspigoli e protezioni antisfondamento presenti
  • Nessun componente deformato o danneggiato in servizio (criterio verde/giallo/rosso)
  • Persona responsabile designata e ispezione periodica registrata
  • Divieto di modifiche non autorizzate noto agli addetti
  • Segnaletica di sicurezza e divieto di salita esposti
  • Addetti informati e formati sulle regole di stoccaggio

Domande frequenti

  • Le scaffalature industriali sono soggette alle verifiche periodiche dell'Allegato VII?

    No. Le verifiche periodiche disciplinate dall'art. 71, co. 11 e dall'Allegato VII del D.Lgs. 81/2008 riguardano specifiche attrezzature elencate (come apparecchi di sollevamento e recipienti in pressione), tra cui le scaffalature non rientrano. Restano però pienamente applicabili gli obblighi generali dell'art. 71: attrezzature idonee, sottoposte a controlli periodici e manutenzione secondo le indicazioni del fabbricante e le norme di buona tecnica. In pratica la scaffalatura va ispezionata regolarmente e tenuta in efficienza, anche se non con la periodicità e la modalità delle verifiche di legge.

  • Il cartello con la portata delle scaffalature è obbligatorio?

    Il fabbricante deve fornire le portate di progetto (per campata e per singolo ripiano/livello) e la buona tecnica prevede che siano esposte con targhe di carico ben visibili sull'impianto. L'obbligo si fonda sull'informazione ai lavoratori (art. 71 e art. 36 del D.Lgs. 81/2008) e sulla segnaletica di sicurezza (Titolo V e relativi allegati): senza portate note, non è possibile usare l'impianto in sicurezza né vigilare sul sovraccarico.

  • Chi deve controllare le scaffalature e ogni quanto?

    Servono controlli visivi frequenti da parte degli addetti e delle figure preposte, più un'ispezione tecnica periodica affidata a personale competente, con cadenza definita in base all'uso e ai rischi (spesso annuale). Le norme tecniche di riferimento (serie UNI EN 15635 e collegate) individuano la figura della persona responsabile della sicurezza delle attrezzature di stoccaggio; la periodicità e le registrazioni vanno stabilite nel programma di manutenzione aziendale.