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Glossario

Piano di emergenza

Piano di emergenza: il documento del DM 2/9/2021 su chi fa cosa in caso di incendio o evacuazione. Quando è obbligatorio, contenuti, aggiornamento.

Il piano di emergenza è il documento scritto con cui il datore di lavoro stabilisce, prima che accada, che cosa devono fare le persone presenti se si verifica un incendio o un’altra emergenza che richieda l’evacuazione o un intervento immediato. Attua l’art. 43 e l’art. 46 del D.Lgs. 81/2008 ed è disciplinato dal DM 2 settembre 2021, applicabile dal 4 ottobre 2022.

La voce emergenza spiega la situazione da gestire, quella sull’evacuazione l’azione di lasciare i locali; il piano è il documento che le organizza entrambe.

Quando il documento scritto è obbligatorio

Per l’art. 2 del DM 2/9/2021 il piano scritto serve in tre casi: luoghi di lavoro con almeno dieci lavoratori, luoghi aperti al pubblico con presenza contemporanea di oltre cinquanta persone, attività soggette ai controlli dei Vigili del fuoco secondo il DPR 151/2011. Basta una delle tre condizioni. Sotto soglia la gestione dell’emergenza resta dovuta, ma le misure si riportano nel DVR: il percorso semplificato è descritto nella guida sul piano di emergenza per le piccole attività.

Che cosa contiene

Il decreto chiede che il piano descriva azioni, ruoli e mezzi in funzione degli scenari individuati. In pratica un piano completo si legge in questo ordine:

  1. Dati del sito: attività, numero massimo di presenti per turno, presenza di pubblico, livello di rischio incendio.
  2. Scenari credibili ricavati dalla valutazione dei rischi: incendio, fuga di gas, sversamento, sisma, malore grave.
  3. Organigramma dell’emergenza: coordinatore, addetti antincendio, evacuazione e primo soccorso, con i sostituti per ogni turno.
  4. Sistema di allarme: chi lo attiva, come suona, come si distingue un preallarme da un ordine di evacuazione.
  5. Procedure per ruolo: sequenze operative per chi interviene, chi mette in sicurezza gli impianti, chi verifica i locali.
  6. Chiamata dei soccorsi: chi chiama il 112, che cosa comunica, chi accoglie i mezzi all’ingresso.
  7. Assistenza alle persone con esigenze specifiche, compresi visitatori e lavoratori isolati.
  8. Planimetrie con vie d’esodo, uscite, presidi, interruttori generali e punto di raccolta.
  9. Esercitazioni: calendario della prova di evacuazione, almeno annuale dove il piano è obbligatorio, e modalità di registrazione.

Piano, DVR e procedure: chi fa che cosa

DocumentoDomanda a cui rispondeFonte
DVR e valutazione del rischio incendioQuali emergenze sono possibili e quanto sono graviArtt. 17 e 28; DM 3/9/2021
Piano di emergenzaChi fa che cosa quando l’evento si verificaArt. 43; DM 2/9/2021
Registro dei controlli antincendioI presidi funzionanoDM 1/9/2021
Verbale dell’esercitazioneIl piano regge alla prova dei fattiDM 2/9/2021, Allegato I

Quando va aggiornato

Il piano invecchia ogni volta che cambiano i luoghi o le persone. Va rivisto dopo modifiche del layout o delle uscite, l’apertura di un nuovo reparto o turno, un aumento rilevante dei presenti, la sostituzione degli addetti designati e quando un’esercitazione mette in luce carenze. Esempio: un’azienda di 18 addetti trasferisce il magazzino in un capannone adiacente collegato da un corridoio. Servono un nuovo scenario, una planimetria aggiornata, un addetto di riferimento per il capannone e una prova aggiuntiva per verificare i tempi di esodo dal nuovo percorso.

La stesura passo per passo è nella guida al piano di emergenza ed evacuazione; il quadro organizzativo in cui il piano si inserisce è nella voce gestione della sicurezza antincendio. Il testo vigente dell’art. 43 è su Normattiva.

Domande frequenti

  • Chi deve firmare il piano di emergenza?

    Il datore di lavoro, che ne è responsabile perché il piano attua gli obblighi degli artt. 18 e 43 del D.Lgs. 81/2008. RSPP e consulente lo redigono materialmente, l'RLS va consultato sull'organizzazione delle emergenze e gli addetti designati devono conoscerlo. Firmare è utile anche per datare la versione: in ispezione conta dimostrare che il documento in uso corrisponde allo stato attuale dei luoghi.

  • Le planimetrie esposte nei corridoi sono il piano di emergenza?

    No. Le planimetrie di orientamento, con il «voi siete qui», le vie d'esodo e la posizione dei presidi, sono un estratto destinato a lavoratori e visitatori. Il piano è il documento completo, con scenari, ruoli, sostituti, sequenze di intervento e modalità di chiamata dei soccorsi. Le due cose devono però coincidere: una planimetria che mostra un'uscita murata smentisce il piano.

  • Nei condomini di uffici serve un piano per ogni azienda?

    Ogni datore di lavoro resta responsabile per i propri lavoratori e deve avere il proprio piano, se rientra nelle soglie. Allarme, vie d'esodo e punto di raccolta però sono spesso comuni: i piani delle singole aziende vanno allora coordinati tra loro e con chi gestisce l'edificio, così che segnali, percorsi e responsabilità non si contraddicano.