Glossario
Estintore
Estintore: definizione, classi di fuoco e agenti estinguenti a confronto, come leggere l'etichetta, chi lo usa e chi lo mantiene secondo i DM 2021.
L’estintore è un’attrezzatura antincendio portatile o carrellata che contiene un agente estinguente espulso sotto pressione, destinata a spegnere un principio d’incendio nella sua fase iniziale. Nei luoghi di lavoro rientra tra le misure di prevenzione incendi imposte dall’art. 46 del D.Lgs. 81/2008 e la sua manutenzione è regolata dal DM 1 settembre 2021.
Il quadro normativo
L’art. 46, comma 2, impone di adottare idonee misure per prevenire gli incendi e tutelare l’incolumità dei lavoratori, mentre l’art. 43 inserisce la lotta antincendio nella gestione delle emergenze. I criteri tecnici sono stati fissati dai tre decreti del settembre 2021, che hanno sostituito il DM 10 marzo 1998.
| Decreto | Cosa disciplina per gli estintori |
|---|---|
| DM 1/9/2021 | Controllo e manutenzione, qualificazione del tecnico manutentore, registro |
| DM 2/9/2021 | Gestione della sicurezza antincendio, formazione degli addetti all’uso dei presidi |
| DM 3/9/2021 | Criteri di valutazione del rischio e misure per le attività a basso rischio |
Il numero e la posizione degli estintori discendono dalla valutazione del rischio incendio. Il testo consolidato del Testo Unico è disponibile su Normattiva.
Classi di fuoco e agenti estinguenti
Ogni estintore è idoneo per determinate classi di fuoco, definite dalla norma europea EN 2: A per i solidi, B per i liquidi, C per i gas, D per i metalli, F per oli e grassi da cucina. Non esiste una classe dedicata agli incendi elettrici: l’idoneità all’uso su apparecchiature in tensione è indicata a parte, in etichetta.
| Agente estinguente | Classi su cui di norma è efficace | Uso tipico | Attenzione |
|---|---|---|---|
| Polvere polivalente | A, B, C | Uffici, magazzini, autorimesse | Residuo abrasivo su macchine e elettronica |
| Anidride carbonica (CO₂) | B | Quadri elettrici, CED, laboratori | Poco efficace all’aperto e sulle braci dei solidi; il cono di erogazione si raffredda molto |
| Schiuma o acqua additivata | A, B | Uffici, scuole, attività con liquidi infiammabili | Su parti in tensione solo se l’etichetta lo consente |
| Estinguenti per classe F | F, spesso anche A | Cucine professionali | Non sostituisce il sistema fisso sulle cappe, dove previsto |
| Polveri speciali per classe D | D | Lavorazioni di metalli come magnesio o alluminio in polvere | Va scelta per il metallo specifico |
L’efficacia reale dipende dalla classe indicata in etichetta e dalla capacità estinguente, espressa da un numero seguito dalla lettera della classe (ad esempio 34A 233B). A parità di agente, un numero più alto indica un fuoco di prova più grande spento.
Come leggere l’etichetta
Prima di installare o accettare un estintore conviene controllarne la marcatura. Gli elementi principali sono:
- Classi di fuoco e capacità estinguente, il dato che conta ai fini della valutazione.
- Tipo e quantità di agente estinguente, in kg o litri.
- Idoneità o divieto di uso su apparecchiature elettriche in tensione, con i limiti indicati.
- Istruzioni d’uso illustrate e intervallo di temperatura di funzionamento.
- Dati del fabbricante e anno di costruzione, da cui partono le scadenze di revisione e collaudo.
Esempio: una pizzeria con forno a legna, cucina a gas, friggitrice e un piccolo locale quadri. Una dotazione coerente prevede estintori a polvere polivalente per sala e magazzino, un estintore per classe F accanto alla friggitrice e uno a CO₂ vicino al quadro elettrico. Il numero esatto deriva dalla valutazione del rischio, come spiega la guida su quanti estintori servono e dove collocarli.
Chi lo usa e chi lo mantiene
L’uso spetta in primo luogo agli addetti antincendio, formati secondo il DM 2/9/2021. La manutenzione segue la norma UNI 9994-1 nelle sue quattro fasi: sorveglianza, che può svolgere personale interno istruito, poi controllo periodico, revisione e collaudo, affidati al tecnico manutentore qualificato. Ogni intervento va annotato nel registro dei controlli antincendio.
Domande frequenti
Un estintore a polvere si può usare su un quadro elettrico?
La polvere è un agente non conduttivo e molti estintori a polvere riportano in etichetta l'idoneità all'uso su apparecchiature in tensione, con i limiti di tensione e di distanza indicati dal fabbricante. Su quadri, server e apparecchiature delicate si preferisce di solito l'anidride carbonica, che non lascia residui. In ogni caso, se possibile, prima si toglie tensione dal quadro generale.
Dopo aver usato un estintore anche solo per pochi secondi va ricaricato?
Sì. Un estintore azionato, anche parzialmente, non garantisce più la carica e la pressione necessarie a un secondo intervento e va sostituito o ricaricato dal manutentore. Nel frattempo va messo al suo posto un apparecchio equivalente, così che la dotazione prevista dalla valutazione del rischio incendio resti completa. L'intervento va annotato nel registro dei controlli antincendio.
I lavoratori non addetti antincendio possono usare l'estintore?
La legge affida la lotta antincendio agli addetti designati e formati secondo il DM 2 settembre 2021, ma non vieta a un altro lavoratore di intervenire su un principio d'incendio se è in grado di farlo senza esporsi a pericoli. Per questo informazione e prove di evacuazione dovrebbero spiegare a tutti dove sono gli estintori e come si usano. La priorità resta dare l'allarme e allontanarsi.