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Glossario

Dispositivi anticaduta

Dispositivi anticaduta: i DPI dell'art. 115 D.Lgs. 81/2008, le quattro famiglie di sistemi, la mappa componente-norma EN e i documenti da conservare.

I dispositivi anticaduta sono i dispositivi di protezione individuale che impediscono la caduta dall’alto o la arrestano in sicurezza quando il lavoratore opera in quota. L’art. 115 del D.Lgs. 81/2008, riscritto dal DL 159/2025, li ammette quando non è possibile adottare parapetti e reti di sicurezza e li distingue in sistemi di trattenuta, di posizionamento sul lavoro, di accesso e posizionamento mediante funi e di arresto caduta: i primi tre vanno preferiti all’arresto caduta.

Questa voce descrive il sistema nel suo insieme. I singoli componenti hanno voci proprie: l’imbracatura (la presa sul corpo), le linee vita e gli ancoraggi (il punto fisso), il dispositivo di trattenuta (una delle configurazioni possibili).

Una protezione che arriva per ultima

L’art. 111, co. 1, impone al datore di lavoro di dare priorità alle misure di protezione collettiva rispetto a quelle individuali. Parapetti, impalcati e reti vengono prima; il dispositivo anticaduta si adotta quando queste non sono attuabili o non bastano, oppure per proteggere chi le sta montando.

Sul piano del prodotto, il Regolamento (UE) 2016/425 colloca la protezione dalle cadute dall’alto in categoria III, quella dei rischi che possono causare conseguenze molto gravi o la morte. Da qui due obblighi che l’azienda non può saltare: il fabbricante deve far intervenire un organismo notificato, e il datore di lavoro deve garantire l’addestramento pratico, che l’art. 77, co. 5, rende indispensabile per tutti i DPI di terza categoria.

Le quattro famiglie di sistemi

Gli stessi componenti, montati in modo diverso, danno sistemi con funzioni diverse. Sapere quale si sta usando è il primo controllo.

SistemaCosa faSi usa ad esempio
TrattenutaImpedisce di raggiungere il bordo: nessuna caduta liberaCopertura piana, cestello della PLE
Posizionamento sul lavoroSostiene il lavoratore in tensione, con le mani liberePalo, traliccio, armatura di un pilastro
Arresto cadutaFerma una caduta già iniziata e ne dissipa l’energiaTetto a falda, bordo di solaio, scala fissa
Accesso e posizionamento su funeSospende l’operatore su due funi indipendentiFacciate, pozzi, lavori in fune

Il posizionamento da solo non protegge da una caduta: va sempre abbinato a un sistema di arresto. E il soccorso fa parte del sistema: chi resta appeso all’imbracatura dopo un arresto deve essere recuperato in tempi brevi, con una procedura e un’attrezzatura predisposte prima di salire.

Componenti e norme tecniche di riferimento

Ogni elemento della catena ha la sua norma armonizzata, indicata nella marcatura e nella nota informativa.

ComponenteFunzioneNorma
Imbracatura per il corpoPresa sul corpo e distribuzione delle forzeUNI EN 361
CordinoCollegamento tra imbracatura e ancoraggioUNI EN 354
Assorbitore di energiaLimita la forza d’arresto sul corpoUNI EN 355
ConnettoreMoschettoni e ganci di collegamentoUNI EN 362
Dispositivo retrattileCavo o nastro che si avvolge e si blocca allo strappoUNI EN 360
Anticaduta di tipo guidatoScorre su linea rigida o flessibileUNI EN 353-1 e 353-2
Cintura e cordino di posizionamentoSostegno in tensioneUNI EN 358
Dispositivo di ancoraggioPunto fisso o lineaUNI EN 795

Un componente conforme non rende conforme il sistema. La compatibilità tra i pezzi, il tirante d’aria disponibile sotto l’operatore e la posizione dell’ancoraggio si verificano caso per caso: il metodo, con il calcolo del tirante d’aria, è nella guida ai DPI anticaduta.

Documenti da tenere

Per ogni dispositivo in dotazione l’azienda conserva:

  1. la dichiarazione di conformità UE e la nota informativa in italiano;
  2. la scheda del dispositivo, con matricola, data di prima messa in uso e assegnatario;
  3. gli esiti delle ispezioni periodiche eseguite da persona competente, con la cadenza indicata dal fabbricante;
  4. la registrazione dell’addestramento di ciascun utilizzatore;
  5. la procedura di recupero in caso di caduta, collegata al piano di emergenza.

Esempio: un’impresa di manutenzione coperture con quattro operai acquista due kit con cordino e assorbitore e un retrattile. In ispezione l’organo di vigilanza chiederà, per ciascun kit, la nota informativa, l’ultima verifica annotata e la prova che ogni operaio sia stato addestrato su quel tipo di dispositivo, non su un dispositivo generico. Per l’insieme degli obblighi di chi lavora in altezza vedi la guida sui lavori in quota; il testo vigente del decreto è su Normattiva.

Domande frequenti

  • Un cordino con assorbitore va sostituito dopo una caduta anche se sembra integro?

    Sì. L'assorbitore di energia lavora deformandosi o lacerando le cuciture interne: dopo aver arrestato una caduta ha esaurito la sua funzione, anche se all'esterno non si vede nulla. Le istruzioni dei fabbricanti prescrivono di ritirarlo dall'uso, insieme agli altri componenti coinvolti, finché una persona competente non li abbia esaminati. Il pezzo scartato va reso inutilizzabile, così che nessuno lo rimetta nel magazzino dei DPI.

  • Posso combinare componenti di marche diverse in un sistema anticaduta?

    Solo se ciascun componente è compatibile con gli altri secondo le istruzioni dei rispettivi fabbricanti. L'art. 115 chiede DPI adatti all'uso specifico, e le istruzioni dei fabbricanti fissano le combinazioni ammesse: un connettore di una marca con un retrattile di un'altra può funzionare, ma va verificato su nota informativa, apertura della ghiera, carichi e direzione di lavoro. Nel dubbio, si sceglie un kit dello stesso fabbricante.

  • Il dispositivo anticaduta serve anche su una piattaforma di lavoro elevabile?

    Sì, nella forma del sistema di trattenuta collegato al punto di aggancio previsto dal costruttore nel cestello. Lo scopo non è arrestare una caduta libera ma impedire che l'operatore venga sbalzato fuori, ad esempio per un urto o un colpo di frusta del braccio. Il cordino deve essere corto e regolato: un cordino lungo con assorbitore, in un cestello, può non intervenire in tempo.