Glossario
Datore di lavoro committente
Datore di lavoro committente: chi è per l'art. 26 D.Lgs. 81/2008, obblighi comma per comma, responsabilità solidale e differenze con il cantiere.
Il datore di lavoro committente è il datore di lavoro che affida lavori, servizi o forniture a un’impresa appaltatrice o a un lavoratore autonomo all’interno della propria azienda, di una sua unità produttiva o dell’intero ciclo produttivo. Gli obblighi sono nell’art. 26 del D.Lgs. 81/2008 e valgono quando il committente ha la disponibilità giuridica dei luoghi in cui si svolge l’appalto.
La figura è diversa dal committente dei cantieri edili: quello risponde dell’opera secondo il Titolo IV, questo dei rischi che nascono quando persone di imprese diverse lavorano nello stesso ambiente.
Gli obblighi, comma per comma
| Comma | Obbligo | Cosa produce in pratica |
|---|---|---|
| 1, lett. a | Verificare l’idoneità tecnico professionale di imprese e autonomi | visura camerale e autocertificazione dei requisiti, in attesa del sistema di qualificazione |
| 1, lett. b | Informare sui rischi specifici dell’ambiente e sulle misure di prevenzione ed emergenza | fascicolo informativo, sopralluogo congiunto |
| 2 | Cooperare e coordinare con gli appaltatori, informandosi a vicenda | riunione di coordinamento, verbale |
| 3 | Elaborare il documento unico di valutazione dei rischi da interferenze, oppure, nei settori a basso rischio, nominare un incaricato | DUVRI allegato al contratto |
| 5 | Indicare nei contratti i costi della sicurezza, non soggetti a ribasso | voce specifica nel contratto, pena la nullità |
| 8 | Esigere la tessera di riconoscimento del personale dell’appaltatore | tessera con fotografia, generalità e datore di lavoro |
| 8-bis | Ricevere dagli appaltatori il nominativo dei preposti | elenco dei preposti per area o turno |
Gli obblighi dei commi 1 e 2 restano anche quando il DUVRI non è dovuto per le esclusioni del comma 3-bis. La verifica dell’idoneità ha una voce dedicata, idoneità tecnico professionale; il fenomeno che il coordinamento deve governare è descritto nella voce interferenza.
La responsabilità solidale
Il comma 4 aggiunge un profilo economico spesso ignorato. L’imprenditore committente risponde in solido con l’appaltatore e con gli eventuali subappaltatori dei danni subiti dal lavoratore dell’appaltatore per i quali il lavoratore non è indennizzato dall’INAIL. La solidarietà non riguarda i danni che derivano dai rischi specifici propri dell’attività dell’impresa appaltatrice.
Esempio: il dipendente di una ditta di manutenzione scivola su una perdita d’olio di una pressa del committente, non segnalata né delimitata. È un rischio dell’ambiente di lavoro e quindi del committente. Se invece si ferisce usando male il proprio flessibile, il rischio è specifico dell’appaltatore.
Le violazioni dell’art. 26 sono in gran parte contravvenzioni previste dall’art. 55 del decreto, sanzionate con arresto o ammenda negli importi rivalutati; il testo vigente è su Normattiva.
Quando si applica l’art. 26 e quando il Titolo IV
- L’impresa esterna esegue servizi o manutenzioni non edili nello stabilimento: si applica l’art. 26.
- Si realizza un’opera edile o di ingegneria civile con una sola impresa: si applica il Titolo IV, con gli obblighi del committente dell’art. 90, a partire dalla verifica dell’idoneità dell’impresa.
- Le imprese esecutrici sono più di una: servono coordinatori e PSC. Il PSC sostituisce il DUVRI per quel cantiere, mentre gli altri appalti dello stabilimento restano sotto l’art. 26.
Come gestire più imprese contemporaneamente è spiegato nella guida al coordinamento negli appalti; la stesura del documento nella guida completa al DUVRI; la stima degli oneri nella guida ai costi della sicurezza negli appalti.
Domande frequenti
Se affido le pulizie a un'impresa, divento datore di lavoro committente?
Sì, se le pulizie si svolgono in locali di cui hai la disponibilità giuridica, come l'ufficio o il capannone in cui lavori. Devi verificare l'idoneità dell'impresa, informarla sui rischi dei locali e sulle procedure di emergenza, coordinarti con lei e valutare se serve il DUVRI. Con un contratto annuale la soglia dei cinque uomini-giorno viene quasi sempre superata.
Il datore di lavoro committente risponde dell'infortunio del dipendente dell'appaltatore?
Può risponderne. Sul piano civile l'art. 26, comma 4, lo rende solidalmente responsabile con appaltatore e subappaltatori per i danni non indennizzati dall'INAIL, salvo quelli dovuti ai rischi specifici propri dell'attività dell'impresa. Sul piano penale la giurisprudenza guarda a cosa ha fatto in concreto: informazioni date, coordinamento, controllo delle interferenze e assenza di ingerenze nell'esecuzione.
Posso chiedere all'appaltatore chi sono i suoi preposti?
Non solo puoi, ma devi riceverlo. Dopo la L. 215/2021 l'art. 26, comma 8-bis, obbliga appaltatori e subappaltatori a indicare espressamente al datore di lavoro committente il personale che svolge la funzione di preposto. Conviene prevederlo nel contratto e nel verbale di coordinamento iniziale, con i nominativi per ciascun turno o area di lavoro.