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Glossario

Campo elettromagnetico

Il campo elettromagnetico è l'agente fisico costituito da campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici statici e variabili fino a 300 GHz: rientra nel Capo IV del Titolo VIII del D.Lgs. 81/2008, con valori di azione e valori limite di esposizione.

Il campo elettromagnetico (CEM) è un agente fisico costituito dai campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici statici e variabili nel tempo, con frequenze comprese tra 0 Hz e 300 GHz. Rientra tra gli agenti fisici disciplinati dal Titolo VIII del D.Lgs. 81/2008 e riguarda ogni lavorazione in cui i lavoratori possano essere esposti a sorgenti di tali campi.

Riferimenti normativi

La protezione dai CEM è regolata dal Capo IV del Titolo VIII. La norma distingue tra valori limite di esposizione, riferiti agli effetti sull’organismo, e valori di azione, ossia livelli misurabili sul campo al superamento dei quali scattano obblighi crescenti: sono definiti dall’art. 208. L’obbligo di valutazione dei rischi specifico è fissato dall’art. 209.

Dove si incontra in azienda

Sorgenti tipiche sono gli impianti di saldatura a resistenza e a induzione, i forni industriali, le apparecchiature per elettroerosione, i trasmettitori radio-TV, le antenne e, in ambito sanitario, la risonanza magnetica. In un’officina che salda con processi a induzione, per esempio, il rischio va valutato tenendo conto anche dei lavoratori portatori di dispositivi medici impiantabili, come i pacemaker, particolarmente sensibili.

Cosa fare

Devi individuare le sorgenti, stimare o misurare l’esposizione, confrontarla con i valori di riferimento e adottare misure tecniche e organizzative: schermature, distanze di sicurezza, segnaletica e, dove serve, sorveglianza sanitaria. Per il metodo operativo vedi la valutazione dei campi elettromagnetici e la scheda sul rischio da campi elettromagnetici.

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