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FAQ

RSPP e servizio di prevenzione

Le domande più frequenti su RSPP e Servizio di prevenzione e protezione: chi lo nomina, quali requisiti servono, quando il datore di lavoro può fare da sé, quali sono i compiti e cosa si rischia. Risposte con i riferimenti al D.Lgs. 81/2008.

Le risposte che seguono raccolgono i dubbi più ricorrenti di datori di lavoro e RSPP sull’organizzazione del servizio di prevenzione e protezione. Per la procedura completa di designazione trovi la guida alla nomina dell’RSPP e, se pensi di gestirlo tu stesso, la scheda datore di lavoro RSPP; i requisiti formativi sono spiegati nella guida su moduli A, B e C. Il quadro normativo di riferimento sono gli artt. 17, 31, 32 e 34 del Testo Unico.

Le domande

Chi deve nominare l'RSPP?

La designazione del Responsabile del servizio di prevenzione e protezione è un obbligo del datore di lavoro non delegabile (art. 17, co. 1, lett. b, D.Lgs. 81/2008). Nessun altro soggetto aziendale può assumere quella decisione al suo posto, nemmeno tramite delega di funzioni ex art. 16.

Ogni azienda con lavoratori deve avere un RSPP?

Sì: appena esiste almeno un lavoratore ai sensi dell'art. 2, il datore di lavoro deve organizzare il servizio di prevenzione e protezione e designarne il responsabile (art. 31). Il servizio può essere interno, esterno o svolto direttamente dal datore di lavoro nei casi ammessi dall'art. 34.

Che differenza c'è tra RSPP, ASPP e SPP?

Il SPP è il Servizio di prevenzione e protezione, cioè l'insieme di persone e mezzi destinati alla prevenzione (art. 2). L'RSPP è la persona designata a coordinarlo, mentre gli ASPP sono gli addetti che vi collaborano. In una piccola impresa il servizio può ridursi al solo RSPP; in realtà più grandi affianca all'RSPP uno o più addetti.

Quali requisiti deve avere l'RSPP?

L'art. 32 richiede un titolo di studio non inferiore al diploma di scuola secondaria superiore, la frequenza dei moduli di formazione previsti (moduli A e B in base al settore ATECO, più il modulo C per l'RSPP) e l'aggiornamento periodico. Esistono esoneri parziali per chi possiede specifiche lauree indicate dalla norma.

Quando il datore di lavoro può fare l'RSPP da sé?

Nei casi elencati dall'[Allegato II](/allegati/allegato-ii/), legati alla dimensione e al tipo di attività dell'azienda (art. 34). Chi sceglie questa strada deve frequentare un corso specifico di durata variabile a seconda del livello di rischio dell'attività e seguirne l'aggiornamento periodico, secondo l'Accordo Stato-Regioni vigente.

Di cosa si occupa concretamente il servizio di prevenzione?

L'art. 33 assegna al SPP compiti di supporto tecnico: individuare i fattori di rischio, collaborare alla valutazione e all'elaborazione delle misure, proporre programmi di informazione e formazione, partecipare alle consultazioni e alla riunione periodica. Il servizio ha funzione consultiva e propositiva, non decisionale: le decisioni restano in capo al datore di lavoro.

L'RSPP risponde penalmente degli infortuni?

L'RSPP non ha i poteri di spesa e organizzazione del datore di lavoro, ma la giurisprudenza gli riconosce una posizione di garanzia in caso di errori o omissioni nella consulenza tecnica: se una valutazione carente o un consiglio errato concorrono a causare l'evento, può essere chiamato a rispondere a titolo di colpa. La responsabilità va sempre accertata caso per caso.

L'RSPP esterno va bene quanto uno interno?

La legge consente entrambe le soluzioni (art. 31): un professionista esterno è pienamente legittimo, purché possieda i requisiti dell'art. 32 e disponga del tempo e delle informazioni necessari. In alcune realtà a rischio più elevato, come alcuni impianti industriali, l'art. 31 impone però che il servizio sia interno.

Devo comunicare all'INAIL il nominativo dell'RSPP?

Sì: il nominativo dell'RSPP designato rientra tra i dati che il datore di lavoro trasmette agli enti competenti nell'ambito degli adempimenti previsti dall'art. 18. La designazione va inoltre documentata e resa nota in azienda, anche per consentire al RLS di esercitare i propri diritti di consultazione.

Cosa si rischia se non si nomina l'RSPP?

La mancata designazione del responsabile del servizio di prevenzione e protezione è una violazione a carico del datore di lavoro sanzionata penalmente dall'art. 55. L'omissione rientra inoltre tra le carenze che gli organi di vigilanza valutano in sede ispettiva: per gli importi aggiornati occorre fare riferimento al testo vigente dell'art. 55.

L'RSPP deve partecipare alla riunione periodica?

Sì. Nelle aziende che occupano più di quindici lavoratori il datore di lavoro indice almeno una volta l'anno la riunione periodica prevista dall'art. 35, alla quale partecipano tra gli altri il datore di lavoro (o un suo rappresentante), l'RSPP, il medico competente ove nominato e il RLS. È un momento chiave di confronto sull'andamento della prevenzione.

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