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FAQ

Emergenze e antincendio

Le domande più frequenti su gestione delle emergenze, piano di evacuazione e prevenzione incendi: quando servono, chi nominare, ogni quanto fare prove e controlli, quale formazione. Risposte con i riferimenti al D.Lgs. 81/2008 e ai decreti del 2021.

Questa pagina raccoglie le domande più ricorrenti di datori di lavoro e RSPP sulla gestione delle emergenze, sul piano di evacuazione e sulla prevenzione incendi, con i riferimenti al D.Lgs. 81/2008 e ai tre decreti del settembre 2021 che hanno riscritto la materia. Per redigere le procedure c’è la guida al piano di emergenza ed evacuazione; per la parte organizzativa introdotta dal DM 2/9/2021 vedi la gestione della sicurezza antincendio e la designazione degli addetti. Il quadro normativo di base è negli artt. 43 e 46 del Testo Unico.

Le domande

Quando è obbligatorio il piano di emergenza e di evacuazione?

Il DM 2 settembre 2021 impone il piano di emergenza ai luoghi di lavoro con oltre dieci lavoratori, a quelli aperti al pubblico con presenza contemporanea di oltre cinquanta persone e a quelli comunque soggetti al controllo dei Vigili del fuoco. Al di sotto di queste soglie il piano scritto non è richiesto, ma restano gli obblighi di adottare le misure di gestione dell'emergenza e di informare i lavoratori (art. 43 e 46 del D.Lgs. 81/2008).

Chi deve nominare gli addetti antincendio e alla gestione delle emergenze?

È il datore di lavoro a designare i lavoratori incaricati dell'attuazione delle misure di prevenzione incendi, evacuazione e gestione dell'emergenza (art. 18, co. 1, lett. b, e art. 43 del D.Lgs. 81/2008). Il lavoratore designato non può rifiutare l'incarico se non per giustificato motivo. Il numero e la distribuzione degli addetti vanno commisurati ai rischi e ai turni, in modo che ci sia sempre copertura durante l'attività.

Quale formazione devono avere gli addetti antincendio?

Dopo l'entrata in vigore del DM 2 settembre 2021 i corsi sono organizzati su tre livelli (1, 2 e 3) correlati al livello di rischio dell'attività, con aggiornamento periodico. Il livello del corso non coincide più con la vecchia distinzione rischio basso, medio ed elevato, quindi vanno verificati i contenuti e le ore previsti dal decreto. I dettagli sono nella guida al [corso antincendio per livelli](/guide/corso-antincendio-livelli/).

Ogni quanto va fatta la prova di evacuazione?

Dove è previsto il piano di emergenza, la prova di evacuazione va effettuata con periodicità almeno annuale, come indicato dal DM 2 settembre 2021. Ogni prova va verbalizzata annotando data, criticità emerse e tempi di sfollamento, così da poter aggiornare il piano. Per l'organizzazione pratica trovi indicazioni nella guida alla [prova di evacuazione](/guide/prova-evacuazione-come-organizzarla/).

Che differenza c'è tra valutazione del rischio incendio e piano di emergenza?

Sono due adempimenti distinti disciplinati da decreti diversi. La valutazione del rischio incendio, secondo i criteri del DM 3 settembre 2021 (il cosiddetto minicodice), classifica il livello di rischio e individua le misure di prevenzione e protezione; il piano di emergenza, disciplinato dal DM 2 settembre 2021, definisce invece le procedure operative da attuare quando l'emergenza si verifica. La valutazione precede e alimenta il piano, ma non lo sostituisce.

Ogni quanto vanno controllati gli estintori e gli impianti antincendio?

Il controllo e la manutenzione delle attrezzature e degli impianti antincendio seguono il DM 1 settembre 2021, che distingue la sorveglianza, il controllo periodico, la revisione e il collaudo con cadenze proprie di ciascuna misura. Gli interventi devono essere affidati a tecnici manutentori qualificati e annotati sul registro dei controlli antincendio. Per le periodicità puntuali di ogni tipologia di estintore e impianto occorre fare riferimento al decreto e alle norme tecniche richiamate.

Quando serve la SCIA antincendio o il Certificato di Prevenzione Incendi?

Le attività elencate nell'Allegato I del DPR 151/2011 sono soggette ai controlli di prevenzione incendi dei Vigili del fuoco e, a seconda della categoria (A, B o C), devono presentare la SCIA antincendio ed eventualmente ottenere la valutazione del progetto. L'attestazione di rinnovo periodico di conformità antincendio va poi ripresentata alla scadenza prevista. Se la tua attività non rientra nell'Allegato I resta comunque l'obbligo di valutare il rischio incendio e gestire le emergenze.

Il primo soccorso rientra nella gestione delle emergenze?

Sì. Il datore di lavoro deve organizzare i necessari rapporti con i servizi esterni e designare gli addetti al primo soccorso, garantendo attrezzature e formazione adeguate (art. 45 del D.Lgs. 81/2008). L'organizzazione, i contenuti minimi della cassetta o del pacchetto di medicazione e la formazione dipendono dalla classificazione dell'azienda nei gruppi A, B o C prevista dal DM 388/2003.

In azienda è obbligatorio il defibrillatore (DAE)?

L'obbligo di dotarsi di un defibrillatore semiautomatico non è generalizzato per tutte le imprese, ma discende da specifiche previsioni normative e di settore. Anche dove non è obbligatorio, la sua presenza può essere una misura utile individuata in sede di valutazione dei rischi, soprattutto in ambienti con molte presenze o attività fisicamente gravose. Per capire se rientri tra i soggetti obbligati verifica la disciplina di riferimento e le indicazioni regionali applicabili.

Cosa deve contenere il piano di emergenza?

Il piano di emergenza deve descrivere le azioni da compiere in caso di incendio o altra emergenza, le procedure di evacuazione, i compiti degli addetti, le modalità di allarme e di chiamata dei soccorsi e le misure per persone con esigenze particolari, secondo il DM 2 settembre 2021. Va accompagnato dalle planimetrie con le vie di esodo e i presidi antincendio e tenuto aggiornato rispetto alle modifiche di layout o organizzazione. Per la stesura puoi partire dalla guida al [piano di emergenza ed evacuazione](/guide/piano-emergenza-evacuazione/).

Cosa rischia il datore di lavoro se non gestisce le emergenze?

La mancata adozione delle misure di gestione dell'emergenza, la mancata designazione degli addetti o l'omessa formazione sono violazioni sanzionate dagli artt. 55 e 56 del D.Lgs. 81/2008, con conseguenze a carico di datore di lavoro e dirigenti. Sul piano della prevenzione incendi si aggiungono le responsabilità connesse alla disciplina dei Vigili del fuoco. Per gli importi aggiornati delle sanzioni occorre fare riferimento ai testi vigenti, poiché sono soggetti a rivalutazione periodica.

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