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TUS

D.Lgs. 81/2008 · Allegato XVI

Fascicolo con le caratteristiche dell'opera

Giulio Morelli

RSPP — Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione

A cosa serve l’Allegato XVI

Quando un’opera edile è finita, i rischi non finiscono con lo smontaggio del cantiere: qualcuno dovrà salire sul tetto a pulire i canali di gronda, sostituire un motore in copertura, ispezionare la facciata, intervenire sugli impianti. Il fascicolo con le caratteristiche dell’opera è il documento che consegna a questi futuri manutentori le informazioni utili per lavorare in sicurezza. L’art. 91, co. 1, lett. b) affida al coordinatore per la progettazione (CSP) il compito di predisporlo, e l’Allegato XVI ne definisce contenuti e schede.

Il fascicolo si inserisce nel sistema del Titolo IV sui cantieri temporanei o mobili, accanto al PSC (Allegato XV): il PSC protegge chi costruisce l’opera, il fascicolo protegge chi la manterrà.

Gli articoli che lo richiamano

  • Art. 91: il CSP predispone il fascicolo secondo l’Allegato XVI, tenendo conto delle specifiche norme di buona tecnica e dell’allegato II al documento UE 26 maggio 1993. Il fascicolo non è richiesto per i lavori di manutenzione ordinaria (secondo la definizione del DPR 380/2001) e va ripreso e aggiornato in occasione di eventuali lavori successivi sull’opera.
  • Art. 92: il coordinatore per l’esecuzione (CSE) adegua il fascicolo in relazione all’evoluzione dei lavori e alle modifiche intervenute; il documento consegnato al committente deve fotografare l’opera come realizzata, non come progettata.
  • Art. 90: il committente è il destinatario finale del fascicolo, che accompagna l’opera per tutta la sua durata di vita e va messo a disposizione in occasione di ogni intervento successivo.

La struttura del fascicolo

L’Allegato XVI organizza il documento in tre capitoli, ciascuno con schede standardizzate:

CapitoloContenutoSchede
IDescrizione sintetica dell’opera e individuazione dei soggetti coinvolti (committente, progettisti, coordinatori, imprese)Scheda I
IIIndividuazione dei rischi, delle misure preventive e protettive in dotazione dell’opera e di quelle ausiliarie, per gli interventi successivi prevedibiliSchede II-1, II-2, II-3
IIIRiferimenti alla documentazione tecnica di supporto: elaborati dell’opera nel contesto, struttura architettonica e statica, impiantiSchede III-1, III-2, III-3

La distinzione chiave del Capitolo II è quella tra:

  • misure in dotazione dell’opera: incorporate stabilmente nella costruzione (linee vita in copertura, ganci di ancoraggio, parapetti fissi, scale di accesso ai locali tecnici);
  • misure ausiliarie: quelle che il manutentore dovrà portare con sé perché l’opera non le fornisce (piattaforme elevabili, ponteggi, trabattelli, DPI anticaduta).

Per ogni intervento prevedibile — pulizia delle superfici esterne, manutenzione degli impianti, revisione della copertura — la scheda II-1 indica i rischi e le misure delle due categorie; la scheda II-2 registra gli adeguamenti apportati nel tempo; la scheda II-3 raccoglie le informazioni su verifiche e manutenzione delle misure in esercizio (chi controlla la linea vita, con quale periodicità, con quali esiti).

I modelli delle schede, con i campi tabellari puntuali, sono riportati nel testo ufficiale dell’Allegato XVI consultabile su Normattiva: conviene usarli così come sono, perché costituiscono lo standard riconosciuto da committenti e organi di vigilanza.

Come si usa in pratica

  1. In progettazione: il CSP redige il fascicolo insieme al PSC e può orientare le scelte progettuali (prevedere una linea vita costa meno in progetto che in retrofit).
  2. In esecuzione: il CSE lo aggiorna a ogni variante rilevante — un impianto spostato, un accesso alla copertura modificato.
  3. A fine lavori: il fascicolo aggiornato è consegnato al committente insieme alla documentazione dell’opera.
  4. Negli anni successivi: prima di ogni manutenzione, il committente (o il proprietario subentrato) lo mette a disposizione delle imprese incaricate; a valle di lavori significativi, il fascicolo va nuovamente aggiornato.

Per un condominio, ad esempio, il fascicolo è lo strumento con cui l’amministratore dimostra di aver informato l’impresa chiamata a rifare l’impermeabilizzazione del lastrico su ancoraggi disponibili e rischi di caduta.

Errori comuni

  1. Fascicolo fotocopia: schede generiche identiche per ogni opera, senza gli interventi manutentivi realmente prevedibili su quella costruzione. In caso di infortunio del manutentore, un fascicolo non specifico non protegge nessuno, coordinatore compreso.
  2. Mancato aggiornamento in corso d’opera: il documento consegnato descrive il progetto iniziale e non l’opera realizzata; è un inadempimento del CSE ex art. 92.
  3. Consegna dimenticata: il fascicolo resta nell’archivio del coordinatore e il committente non sa di doverlo custodire e trasmettere ai proprietari successivi.
  4. Confusione con il PSC: inserire nel fascicolo le procedure di cantiere (che appartengono al PSC) e omettere invece le informazioni per le manutenzioni future, che sono il suo vero contenuto.
  5. Nessun raccordo con i contratti di manutenzione: le periodicità di verifica delle misure in esercizio (scheda II-3) non vengono riversate nello scadenzario del gestore dell’immobile, e la linea vita certificata al collaudo non viene più ricontrollata.

Domande frequenti

Chi redige il fascicolo dell'opera e chi lo aggiorna?

Lo predispone il coordinatore per la progettazione (CSP) insieme al PSC, secondo l'art. 91. Durante l'esecuzione il coordinatore per l'esecuzione (CSE) lo adegua in funzione dell'evoluzione dei lavori e delle modifiche intervenute, come previsto dall'art. 92. A fine lavori il documento aggiornato passa al committente, che lo conserva per tutta la vita dell'opera.

Il fascicolo dell'opera è sempre obbligatorio?

No: va predisposto nei cantieri in cui è obbligatoria la nomina del coordinatore per la progettazione. L'art. 91 esclude inoltre i lavori di manutenzione ordinaria come definiti dal Testo Unico dell'edilizia (DPR 380/2001). Se il fascicolo esiste già da un intervento precedente, nei lavori successivi va aggiornato, non rifatto.

Che differenza c'è tra fascicolo dell'opera e PSC?

Il PSC (Allegato XV) governa la sicurezza del cantiere durante la costruzione e si esaurisce con la fine dei lavori. Il fascicolo dell'Allegato XVI guarda oltre: serve a chi interverrà sull'opera negli anni successivi per manutenzioni e riparazioni. Sono documenti complementari, redatti dallo stesso coordinatore ma con destinatari e orizzonti temporali diversi.

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