Glossario
Titolare del trattamento (privacy e sicurezza)
Titolare del trattamento: definizione GDPR, chi lo è nella gestione della sicurezza, medico competente e dati sanitari che il datore può conoscere.
Il titolare del trattamento è, secondo l’art. 4, punto 7, del Regolamento (UE) 2016/679 (GDPR), la persona fisica o giuridica, l’autorità pubblica o altro organismo che, da solo o insieme ad altri, determina le finalità e i mezzi del trattamento dei dati personali. Nella gestione della sicurezza sul lavoro è di regola l’impresa datrice di lavoro.
Chi è titolare, e chi no, nella sicurezza sul lavoro
Il titolare è il soggetto giuridico: nella società è la società stessa, non il legale rappresentante come persona. Attorno a lui la gestione della sicurezza coinvolge figure con ruoli privacy diversi, che conviene fissare per iscritto.
| Figura | Ruolo privacy tipico | Fonte |
|---|---|---|
| Impresa datrice di lavoro | titolare | GDPR art. 4, punto 7, e art. 24 |
| Medico competente | per i dati della sorveglianza sanitaria, secondo la lettura prevalente, titolare autonomo vincolato al segreto professionale | art. 25 D.Lgs. 81/2008 |
| Fornitore del software HSE o dell’e-learning | responsabile del trattamento | GDPR art. 28 |
| RSPP esterno, ente di formazione | responsabile se tratta dati per conto dell’azienda | GDPR art. 28 |
| RSPP interno, preposti, ufficio personale | persone autorizzate che agiscono sotto l’autorità del titolare | GDPR art. 29; art. 2-quaterdecies D.Lgs. 196/2003 |
| Imprese di un’ATI o di un cantiere con piattaforma comune | possibili contitolari, con accordo interno | GDPR art. 26 |
La qualificazione dipende da chi decide finalità e mezzi, non dal nome del contratto: un consulente che sceglie da sé come raccogliere e usare i dati può risultare titolare a sua volta.
Il confine sui dati sanitari
La sorveglianza sanitaria produce categorie particolari di dati (art. 9 GDPR), trattati sulla base dell’obbligo di legge in materia di lavoro e di medicina del lavoro. Il D.Lgs. 81/2008 disegna una separazione netta tra ciò che resta al medico e ciò che arriva al datore:
| Arriva al datore di lavoro | Resta al medico competente |
|---|---|
| giudizio di idoneità, comunicato per iscritto (art. 41) | anamnesi, esami, diagnosi |
| prescrizioni e limitazioni alla mansione | contenuto della cartella sanitaria e di rischio |
| dati aggregati e anonimi della relazione annuale | referti degli accertamenti integrativi |
L’art. 25 affida al medico la custodia della cartella sotto la propria responsabilità, con salvaguardia del segreto professionale, nel luogo concordato con il datore. Il titolare deve quindi organizzare archivi e accessi in modo che il personale amministrativo non possa consultarla.
Errori frequenti
- Archiviare cartelle sanitarie o referti nel fascicolo del personale.
- Inviare per e-mail ordinaria elenchi di lavoratori con limitazioni, visibili a tutto l’ufficio.
- Adottare un gestionale della sicurezza senza contratto ex art. 28 con il fornitore e senza definire chi vede le scadenze mediche.
- Installare telecamere per «finalità di sicurezza» senza la procedura prevista dall’art. 4 dello Statuto dei lavoratori.
- Conservare i dati degli ex dipendenti senza un termine definito.
Esempio: un’impresa di 30 addetti introduce un software per le scadenze di visite e corsi. Prima dell’avvio il titolare stipula l’accordo di responsabile con il fornitore, assegna profili diversi (il medico vede i dati sanitari, l’ufficio personale solo le date di scadenza e l’esito di idoneità) e aggiorna registro dei trattamenti e informativa. Le scelte tecniche su firme e archivi sono trattate nella guida sulla digitalizzazione della sicurezza.
Le violazioni del GDPR sono soggette alle sanzioni amministrative dell’art. 83, che nei casi più gravi arrivano a 20 milioni di euro o al 4% del fatturato mondiale annuo, se superiore. Il testo del Regolamento è su EUR-Lex.
Domande frequenti
Il datore di lavoro può chiedere la diagnosi di un infortunio o di una malattia?
No. Il datore di lavoro riceve dal medico competente il giudizio di idoneità alla mansione, con eventuali prescrizioni o limitazioni, e dal lavoratore i certificati nella forma prevista, senza diagnosi per la malattia comune. Chiedere o conservare informazioni cliniche non necessarie viola il principio di minimizzazione del GDPR, anche quando l'intento è migliorare la prevenzione.
L'RSPP esterno è responsabile del trattamento?
Dipende da cosa fa con i dati. Se tratta dati personali dei lavoratori per conto dell'azienda, ad esempio gestendo anagrafiche, attestati o registri formativi sulla propria piattaforma, va inquadrato con un contratto o atto di nomina a responsabile ai sensi dell'art. 28 del GDPR. Se si limita a consulenza tecnica senza accedere a dati personali, l'atto non serve.
Un'azienda con 15 dipendenti deve tenere il registro dei trattamenti?
Quasi sempre sì. L'esenzione per le organizzazioni sotto i 250 dipendenti non si applica quando il trattamento non è occasionale o riguarda categorie particolari di dati. La gestione del personale è continuativa e la sicurezza sul lavoro coinvolge dati relativi alla salute, come idoneità e infortuni: per questo anche le piccole imprese datrici di lavoro tengono in genere il registro.