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Glossario

Rischio biomeccanico

Il rischio biomeccanico è il rischio di danni all'apparato muscolo-scheletrico da sovraccarico: movimentazione manuale dei carichi, movimenti ripetitivi e posture incongrue, disciplinato dal Titolo VI del D.Lgs. 81/2008 e dall'Allegato XXXIII.

Il rischio biomeccanico è il rischio di lesioni all’apparato muscolo-scheletrico causate dal sovraccarico dei distretti corporei durante l’attività lavorativa. Rientra fra i rischi specifici che il datore di lavoro deve valutare e, quando presente, comporta obblighi di prevenzione e sorveglianza sanitaria.

Le componenti del rischio

Il sovraccarico biomeccanico si manifesta in tre forme principali: la movimentazione manuale dei carichi (sollevamento, trasporto, traino e spinta), i movimenti ripetitivi degli arti superiori e le posture incongrue o mantenute a lungo. Gli effetti tipici sono lombalgie, patologie della spalla e del polso come la sindrome del tunnel carpale. Un magazziniere che movimenta pallet, un’operatrice alla catena di montaggio e un cassiere alla GDO sono tutti esposti, con profili diversi.

Riferimenti normativi e valutazione

La materia è regolata dal Titolo VI del D.Lgs. 81/2008, che richiama le norme tecniche della serie ISO 11228, e dall’Allegato XXXIII, che elenca gli elementi di riferimento per la valutazione. Per stimare il rischio si usano metodi riconosciuti: l’indice di sollevamento NIOSH per i carichi, la check-list OCRA per i movimenti ripetitivi, i metodi di Snook e Ciriello per traino e spinta.

La valutazione deve considerare peso, frequenza, posture e caratteristiche del lavoratore. Sulla base dell’esito si adottano misure organizzatiche, ausili meccanici e formazione. Per il metodo operativo consulta la guida alla movimentazione dei carichi con il metodo NIOSH.

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