Glossario
Piano Operativo di Sicurezza (POS)
POS: definizione dell'art. 89 D.Lgs. 81/2008, chi deve redigerlo e chi no, verifica dell'art. 101 entro 15 giorni e cosa sostituisce in cantiere.
Il Piano Operativo di Sicurezza (POS) è il documento che il datore di lavoro di ogni impresa esecutrice redige per il singolo cantiere. È definito dall’art. 89, comma 1, lettera h), del D.Lgs. 81/2008 e l’obbligo di redigerlo è nell’art. 96, comma 1, lettera g). In pratica è la valutazione dei rischi di quell’impresa, per quelle lavorazioni, in quel cantiere.
I contenuti minimi sono elencati al punto 3.2 dell’Allegato XV. Comprendono i dati dell’impresa e del cantiere, le mansioni, le lavorazioni, le attrezzature, le sostanze, i DPI, le misure di prevenzione, le procedure complementari e la formazione dei lavoratori.
Chi deve redigerlo e chi no
L’obbligo riguarda il datore di lavoro dell’impresa che esegue lavori, anche se piccolissima. Non riguarda chi lavora da solo o si limita a consegnare materiali.
| Soggetto che entra in cantiere | POS dovuto? | Riferimento |
|---|---|---|
| Impresa esecutrice con dipendenti, anche familiare o micro | Sì | Art. 96, comma 1, lettera g) |
| Impresa affidataria che esegue anche lavori | Sì, e verifica i POS delle altre imprese | Art. 97 |
| Subappaltatore | Sì, per le proprie lavorazioni | Art. 96 |
| Lavoratore autonomo senza dipendenti | No: rispetta il PSC e gli obblighi degli artt. 21 e 94 | Art. 94 |
| Mera fornitura di materiali o attrezzature | No: restano informazione e coordinamento | Art. 96, comma 1-bis, e art. 26 |
| Fornitura con posa in opera | Sì: la posa è una lavorazione | Art. 96 |
Il POS è dovuto anche quando in cantiere lavora una sola impresa e quindi non c’è il Piano di Sicurezza e Coordinamento. Il PSC dipende dal numero di imprese. Il POS dipende dal fatto che un’impresa con lavoratori esegue lavori.
Il percorso prima dell’ingresso in cantiere
L’art. 101, comma 3, fissa una sequenza da rispettare:
- l’impresa esecutrice redige il POS prima di iniziare i propri lavori;
- lo trasmette all’impresa affidataria;
- l’affidataria verifica la congruenza con il proprio POS e lo trasmette al coordinatore per l’esecuzione;
- il coordinatore ne verifica l’idoneità come documento di dettaglio del PSC;
- i lavori dell’impresa iniziano solo dopo l’esito positivo delle verifiche, che vanno fatte subito e comunque entro 15 giorni dal ricevimento.
Saltare un passaggio, per esempio consegnando il POS direttamente al coordinatore senza passare dall’affidataria, rende il percorso irregolare. Conviene quindi inviare i POS con alcuni giorni di anticipo rispetto al cronoprogramma.
Cosa sostituisce e cosa no
Il comma 2 dell’art. 96 prevede una semplificazione importante. Per il singolo cantiere, accettare il PSC e redigere il POS vale come valutazione dei rischi (art. 17), come adempimento agli obblighi di coordinamento dell’art. 26 e come aggiornamento dell’art. 29, comma 3. In cantiere, quindi, non serve un DUVRI in più: le differenze tra DUVRI, POS e PSC dipendono dal tipo di appalto.
La semplificazione vale però solo per quel cantiere. L’impresa deve comunque avere un DVR aziendale per l’officina, il magazzino, i mezzi e i rischi generali delle mansioni. Il POS spesso riprende quel DVR, ma non lo sostituisce.
Esempio: un’impresa di impianti elettrici con quattro dipendenti entra in un cantiere di ristrutturazione dove lavorano già tre imprese. Il suo POS descrive tracciature, posa delle canalizzazioni, lavori su trabattello e allacciamento del quadro. Indica le interferenze con il cartongessista previste dal PSC e nomina il preposto della squadra. Lo invia all’affidataria dieci giorni prima dell’ingresso, così la verifica si chiude in tempo.
La costruzione del documento sezione per sezione è spiegata nella guida operativa al POS. Il testo vigente degli articoli 89, 96 e 101 è nel D.Lgs. 81/2008 coordinato pubblicato dall’Ispettorato Nazionale del Lavoro.
Domande frequenti
Si può usare lo stesso POS per più cantieri?
No. Per l'art. 89 il POS riguarda il singolo cantiere interessato. La parte generale dell'impresa, cioè organigramma, attrezzature e DPI, si può riprendere da un modello. Le lavorazioni, l'area di lavoro, le interferenze e le misure vanno invece scritte per quel cantiere. Un POS identico su cantieri diversi è uno dei primi motivi per cui il coordinatore lo giudica non idoneo.
Esiste un modello di POS semplificato?
Sì. Il decreto interministeriale del 9 settembre 2014 ha approvato i modelli semplificati di POS, PSC, PSS e fascicolo dell'opera. Il modello organizza i contenuti minimi dell'Allegato XV in modo uniforme, ma non riduce gli obblighi. Ogni lavorazione va comunque descritta e valutata. Usarlo aiuta a non dimenticare nessuna sezione obbligatoria.
Il POS va aggiornato durante i lavori?
Sì, ogni volta che cambiano lavorazioni, attrezzature, squadre o fasi rispetto a quanto previsto. L'aggiornamento segue lo stesso percorso: passa dall'impresa affidataria e arriva al coordinatore per l'esecuzione. Va fatto anche quando il coordinatore aggiorna il PSC, perché il POS deve restare coerente con il piano di coordinamento.