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FAQ

Videoterminali

Le domande più frequenti sul lavoro al videoterminale: chi è il videoterminalista, quando spettano le pause, come funziona la sorveglianza sanitaria, chi paga gli occhiali, come va organizzata la postazione e cosa rischia il datore. Risposte con i riferimenti al Titolo VII del D.Lgs. 81/2008.

Le risposte che seguono raccolgono i dubbi più frequenti di datori di lavoro e RSPP sul lavoro al videoterminale, dalla definizione di videoterminalista alle pause, fino alla sorveglianza sanitaria e all’allestimento della postazione. Per il quadro tecnico e normativo sono utili la definizione di lavoratore videoterminalista, le regole sulle interruzioni e sulle pause e i requisiti minimi delle postazioni dell’Allegato XXXIV. Per approfondire trovi la scheda sul rischio da videoterminale e quella sui rischi tipici del settore uffici e terziario.

Le domande

  • Chi è considerato lavoratore videoterminalista?

    È il lavoratore che utilizza un'attrezzatura munita di videoterminali in modo sistematico o abituale, per almeno venti ore settimanali (art. 173 del D.Lgs. 81/2008). Le venti ore si computano dedotte le interruzioni previste dall'art. 175, quindi conta il tempo di effettiva applicazione allo schermo, non la semplice presenza alla postazione.

  • Chi lavora al computer meno di venti ore a settimana è tutelato?

    Sì, ma con tutele diverse. Sotto la soglia delle venti ore non scattano gli obblighi rafforzati del Titolo VII, come la sorveglianza sanitaria specifica e le pause dell'art. 175. Il datore resta comunque tenuto a valutare i rischi della postazione (art. 28) e a garantire i requisiti minimi di sicurezza del posto di lavoro.

  • Ogni quanto spetta la pausa al videoterminale?

    In assenza di una diversa disciplina nella contrattazione collettiva, il videoterminalista ha diritto a una pausa di quindici minuti ogni centoventi minuti di applicazione continuativa al videoterminale (art. 175). Il contratto collettivo, anche aziendale, può prevedere modalità diverse di interruzione, ad esempio con un cambiamento di attività.

  • La pausa al videoterminale è retribuita?

    Sì. L'art. 175 stabilisce che l'interruzione è parte integrante dell'orario di lavoro a tutti gli effetti e non è riassorbibile in accordi che riducono l'orario complessivo. Non può inoltre essere cumulata all'inizio o alla fine del turno per anticipare l'uscita.

  • Quando è obbligatoria la sorveglianza sanitaria per il videoterminale?

    La sorveglianza sanitaria è obbligatoria per chi rientra nella definizione di videoterminalista, cioè utilizza il VDT per almeno venti ore settimanali (art. 176). Il medico competente sottopone il lavoratore a una visita che comprende l'esame degli occhi e della vista e la valutazione dell'apparato muscolo-scheletrico, con esito di idoneità alla mansione specifica.

  • Ogni quanto si ripetono le visite mediche del videoterminalista?

    L'art. 176 fissa una periodicità biennale per i lavoratori classificati idonei con prescrizioni o limitazioni e per chi ha compiuto i cinquant'anni di età; negli altri casi la visita è quinquennale. Il lavoratore può inoltre chiedere una visita quando sospetta un peggioramento della vista imputabile all'attività al videoterminale, se il medico competente ne conferma la necessità.

  • Chi paga gli occhiali o le lenti per il lavoro al videoterminale?

    I dispositivi speciali di correzione visiva in funzione dell'attività al videoterminale sono forniti a carico del datore di lavoro, quando l'esito della sorveglianza sanitaria ne evidenzi la necessità e i normali dispositivi di correzione non siano idonei (art. 176). Restano invece a carico del lavoratore gli occhiali di uso comune, non specificamente prescritti per il VDT.

  • Come deve essere organizzata la postazione al videoterminale?

    Il datore analizza i posti di lavoro con riguardo ai rischi per la vista, alla postura e all'affaticamento fisico e mentale, adottando le misure necessarie (art. 174). I requisiti minimi di schermo, tastiera, piano e sedile di lavoro, illuminazione, spazio e software sono descritti nell'Allegato XXXIV del Testo Unico, che costituisce il riferimento tecnico per allestire la postazione.

  • Il rischio da videoterminale va inserito nel DVR?

    Sì. Il rischio da videoterminale è uno dei rischi da valutare ai sensi dell'art. 28 e l'analisi dei posti di lavoro è un obbligo specifico dell'art. 174. Nella valutazione vanno considerati non solo l'affaticamento visivo, ma anche gli aspetti posturali e le condizioni ergonomiche e ambientali della postazione.

  • Che informazione e formazione servono per chi usa il videoterminale?

    Il datore assicura ai lavoratori informazione e formazione sulle misure applicabili alla postazione, sulle modalità di svolgimento dell'attività e sulla protezione degli occhi e della vista (art. 177). In pratica il videoterminalista deve sapere come regolare schermo, sedile e illuminazione, come alternare le attività e perché rispettare le pause previste.

  • Come si tutela una lavoratrice madre addetta al videoterminale?

    Il lavoro al videoterminale in sé non è tra le attività vietate, ma la postura fissa prolungata e l'affaticamento vanno valutati nell'ambito della tutela della gravidanza (D.Lgs. 151/2001). Se la valutazione evidenzia un rischio, il datore adotta misure organizzative come pause aggiuntive o modifica delle condizioni di lavoro, sentito il medico competente.

  • Cosa rischia il datore che non rispetta gli obblighi sui videoterminali?

    Le violazioni degli obblighi del Titolo VII, come la mancata sorveglianza sanitaria, il diniego delle pause o la carente organizzazione della postazione, sono sanzionate penalmente dall'art. 178 del D.Lgs. 81/2008, a carico del datore di lavoro e del dirigente. Per le fattispecie e gli importi aggiornati occorre fare riferimento al testo vigente dell'articolo, poiché le somme sono soggette a rivalutazione periodica.