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FAQ

Stress lavoro-correlato

Le domande più frequenti sullo stress lavoro-correlato: cos'è, perché la valutazione è obbligatoria, come si articola in fase preliminare e approfondita, chi la firma e cosa fare se emerge un rischio. Risposte con i riferimenti all'art. 28 del D.Lgs. 81/2008 e all'art. 2087 c.c.

Questa pagina risponde ai dubbi più frequenti di datori di lavoro, RSPP e RLS sullo stress lavoro-correlato, dall’obbligo di valutazione fino alle misure correttive. Il riferimento normativo è l’art. 28 del Testo Unico, che include lo stress tra i rischi da valutare, insieme all’art. 29 sulle modalità di effettuazione. Per il metodo operativo trovi la guida alla valutazione dello stress lavoro-correlato, mentre per gli esiti più gravi dell’esposizione può essere utile l’approfondimento sul burnout e quello su molestie e violenza sul lavoro.

Le domande

  • Cos'è lo stress lavoro-correlato?

    È la condizione che può manifestarsi quando le richieste dell'ambiente di lavoro superano la capacità della persona di farvi fronte o di controllarle. Non è una malattia, ma un'esposizione prolungata può ridurre l'efficienza sul lavoro e incidere sulla salute. È espressamente richiamato tra i rischi da valutare dall'art. 28 del D.Lgs. 81/2008, secondo i contenuti dell'Accordo europeo dell'8 ottobre 2004.

  • La valutazione dello stress lavoro-correlato è obbligatoria?

    Sì, per tutti i datori di lavoro senza eccezioni legate al numero di dipendenti. L'art. 28, co. 1, del D.Lgs. 81/2008 impone di valutare tutti i rischi, compresi quelli collegati allo stress lavoro-correlato. L'obbligo si fonda anche sull'art. 2087 del codice civile, che tiene il datore a tutelare l'integrità fisica e la personalità morale dei lavoratori.

  • In quali fasi si articola la valutazione?

    La metodologia INAIL prevede una fase preliminare, con la rilevazione di indicatori oggettivi e verificabili (eventi sentinella, contenuto e contesto del lavoro), e una fase di valutazione approfondita, da avviare quando la fase preliminare segnala un rischio non trascurabile o le misure adottate risultano inefficaci. La fase approfondita raccoglie la percezione soggettiva dei lavoratori tramite strumenti come questionari o focus group.

  • Chi deve essere coinvolto nella valutazione dello stress?

    La valutazione è effettuata dal datore di lavoro in collaborazione con l'RSPP e con il medico competente, previa consultazione del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza (artt. 28 e 29 del D.Lgs. 81/2008). Il coinvolgimento dei lavoratori e dei preposti è essenziale soprattutto nella fase di rilevazione della percezione soggettiva.

  • Quali sono gli 'eventi sentinella' da monitorare?

    Sono indicatori aziendali che possono segnalare una criticità organizzativa: ad esempio gli indici di assenza per malattia, il turnover, le sanzioni disciplinari, le segnalazioni del medico competente, gli infortuni e le richieste di visita straordinaria. Vanno letti nel loro andamento nel tempo e insieme agli altri indicatori di contenuto e contesto del lavoro previsti dalla fase preliminare.

  • Lo stress lavoro-correlato va inserito nel DVR?

    Sì. L'esito della valutazione, con la metodologia utilizzata e le misure di prevenzione individuate, è parte integrante del Documento di Valutazione dei Rischi previsto dall'art. 28. La valutazione va inoltre datata e sottoscritta secondo quanto stabilito dall'art. 28, co. 2, che ne definisce anche i contenuti minimi.

  • Ogni quanto si aggiorna la valutazione dello stress?

    Non esiste una scadenza fissa a intervalli prestabiliti: l'aggiornamento è richiesto in occasione di modifiche significative dell'organizzazione del lavoro, di riorganizzazioni, o quando gli indicatori evidenziano nuove criticità (art. 29, co. 3). È buona prassi ripetere il monitoraggio degli eventi sentinella con periodicità definita per verificare l'efficacia delle misure adottate.

  • Che differenza c'è tra stress lavoro-correlato e burnout?

    Lo stress lavoro-correlato è il rischio psicosociale generale da valutare ai sensi dell'art. 28; il burnout è invece una sindrome di esaurimento che può derivare da uno stress cronico non gestito, particolarmente studiata nelle professioni di aiuto e di relazione. La valutazione dello stress è lo strumento preventivo che serve anche a intercettare le condizioni che possono sfociare nel burnout.

  • Il medico competente entra nella valutazione dello stress?

    Sì: il medico competente collabora alla valutazione dei rischi (art. 29, co. 1) e, attraverso la sorveglianza sanitaria e i dati anonimi collettivi, può fornire indicazioni utili sull'esposizione a fattori di stress. Non è prevista una sorveglianza sanitaria generalizzata per il solo stress, ma il medico può proporla o attuarla quando la valutazione ne evidenzi la necessità.

  • Ci sono lavoratori per cui la valutazione dello stress richiede attenzioni particolari?

    Sì: la valutazione tiene conto dei rischi per gruppi di lavoratori esposti a rischi particolari, comprese le differenze di genere, età e provenienza (art. 28, co. 1). Per le lavoratrici in gravidanza e nel periodo di tutela va inoltre considerata la disciplina specifica del D.Lgs. 151/2001, che impone la valutazione dei rischi anche organizzativi e psicofisici e l'eventuale modifica di mansioni e orari.

  • Cosa succede se dalla valutazione emerge un rischio elevato?

    Il datore di lavoro deve individuare e attuare misure correttive di tipo organizzativo, procedurale, tecnico o formativo, e poi verificarne l'efficacia, avviando se necessario la valutazione approfondita. Le misure vanno tracciate nel DVR con il programma di attuazione previsto dall'art. 28, co. 2.

  • Cosa si rischia se non si valuta lo stress lavoro-correlato?

    L'omessa o incompleta valutazione dei rischi, incluso lo stress lavoro-correlato, rientra tra le violazioni degli obblighi del datore di lavoro sanzionate dal D.Lgs. 81/2008. Per le fattispecie e gli importi aggiornati occorre fare riferimento al testo vigente delle norme sanzionatorie del Testo Unico, poiché le somme sono soggette a rivalutazione periodica.