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FAQ

Datore di lavoro e obblighi

Le domande più frequenti sul datore di lavoro: chi è, quali obblighi non sono delegabili, cosa può delegare, come si distingue da dirigenti e preposti, sorveglianza sanitaria, abilitazioni, lavoratori autonomi e sistemi di gestione. Risposte con i riferimenti al D.Lgs. 81/2008.

Questa pagina raccoglie i dubbi più frequenti sulla figura centrale del sistema di prevenzione: il datore di lavoro, i suoi obblighi non delegabili e ciò che invece può affidare ad altri. Per un quadro completo del ruolo trovi la scheda dedicata al datore di lavoro e, per ripartire le responsabilità in azienda, la guida all’organigramma della sicurezza. Gli obblighi sono fissati dagli artt. 17 e 18 del Testo Unico, mentre il trasferimento di compiti è disciplinato dalla delega di funzioni ex art. 16 e il dovere generale di sicurezza dall’art. 2087 del Codice Civile.

Le domande

  • Chi è il datore di lavoro secondo il Testo Unico?

    Il datore di lavoro è il soggetto titolare del rapporto di lavoro con il lavoratore o, comunque, il soggetto che ha la responsabilità dell'organizzazione o dell'unità produttiva in quanto esercita i poteri decisionali e di spesa (art. 2 del D.Lgs. 81/2008). È quindi la figura su cui grava la posizione di garanzia principale, anche richiamata dall'art. 2087 del Codice Civile come obbligo generale di tutela dell'integrità fisica e della personalità morale dei lavoratori.

  • Quali obblighi del datore di lavoro non sono delegabili?

    Il datore di lavoro non può delegare la valutazione di tutti i rischi con la conseguente elaborazione del documento (DVR) e la designazione del responsabile del servizio di prevenzione e protezione (art. 17). Sono le due attività che definiscono l'impostazione della prevenzione in azienda e restano in capo al datore anche quando ha conferito ad altri una delega di funzioni.

  • Quali sono gli obblighi principali del datore di lavoro oltre a quelli non delegabili?

    L'art. 18 elenca un ampio catalogo di obblighi del datore di lavoro e dei dirigenti: nominare il medico competente quando richiesto, designare gli addetti alle emergenze, fornire i DPI, informare e formare i lavoratori, aggiornare le misure di prevenzione e consentire il controllo delle condizioni di lavoro. Sono obblighi delegabili, ma la loro attuazione va comunque organizzata e vigilata.

  • Il datore di lavoro può delegare le proprie funzioni?

    Sì, entro i limiti dell'art. 16: la delega di funzioni deve risultare da atto scritto con data certa, essere conferita a un soggetto con i requisiti di professionalità ed esperienza richiesti e attribuire poteri di organizzazione, gestione e controllo con la relativa autonomia di spesa. Anche in presenza di delega restano in capo al datore gli obblighi non delegabili dell'art. 17 e permane un obbligo di vigilanza sull'operato del delegato.

  • Che differenza c'è tra datore di lavoro, dirigente e preposto?

    Il datore di lavoro definisce le scelte di prevenzione con poteri decisionali e di spesa (artt. 17 e 18); il dirigente attua quelle direttive organizzando il lavoro e vigilando (art. 18); il preposto sovrintende e vigila sull'attività concreta dei lavoratori (art. 19), con i poteri di intervento rafforzati dal DL 146/2021. A ciascun livello corrisponde una distinta posizione di garanzia, graduata in base ai poteri effettivamente esercitati.

  • Il datore di lavoro deve garantire la sorveglianza sanitaria?

    Il datore di lavoro nomina il medico competente e attua la sorveglianza sanitaria nei casi previsti dalla normativa, sulla base della valutazione dei rischi (art. 18 e art. 41). La sorveglianza si articola nelle visite e negli accertamenti affidati al medico competente, che esprime i giudizi di idoneità alla mansione; il datore non può adibire il lavoratore alla mansione specifica senza il giudizio quando questo è richiesto.

  • Quali abilitazioni deve assicurare il datore per l'uso di certe attrezzature?

    Per le attrezzature che richiedono conoscenze e responsabilità particolari il datore di lavoro deve garantire che l'uso sia riservato a lavoratori appositamente abilitati (art. 73, co. 5). I requisiti di abilitazione, i contenuti e la durata dei corsi sono oggi definiti dall'Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025, che ha sostituito quello del 22 febbraio 2012 e individua le attrezzature interessate, come carrelli elevatori, piattaforme di lavoro elevabili, gru e carriponte.

  • Quali obblighi ha il datore verso i lavoratori autonomi presenti in azienda?

    I lavoratori autonomi hanno obblighi propri di dotarsi di attrezzature conformi e di utilizzare i DPI (art. 21). Quando operano all'interno dell'azienda nell'ambito di un contratto d'appalto o d'opera, il datore di lavoro committente deve cooperare e coordinarsi con loro e fornire informazioni sui rischi dell'ambiente di lavoro, elaborando il DUVRI dove previsto (art. 26).

  • Il datore deve valutare il microclima e i requisiti dei luoghi di lavoro?

    Sì: i luoghi di lavoro devono rispettare i requisiti di salute e sicurezza, compresi quelli microclimatici, fissati dall'Allegato IV richiamato dal Titolo II del Testo Unico. Il microclima rientra inoltre tra gli agenti fisici elencati nel Titolo VIII (art. 180): quando le condizioni termoigrometriche costituiscono un rischio specifico, il datore deve valutarle e adottare le misure tecniche e organizzative adeguate.

  • Il datore deve valutare campi elettromagnetici e radiazioni ottiche?

    Sì, quando questi agenti fisici sono presenti. La protezione dai campi elettromagnetici è disciplinata dal Capo IV del Titolo VIII e quella dalle radiazioni ottiche artificiali dal Capo V dello stesso Titolo. In entrambi i casi il datore di lavoro valuta l'esposizione rispetto ai valori limite e ai valori di azione indicati dalla norma e attua le misure di prevenzione e, dove previsto, la sorveglianza sanitaria.

  • Conviene al datore adottare un sistema di gestione della sicurezza o un MOG?

    Un modello di organizzazione e gestione conforme all'art. 30 del D.Lgs. 81/2008, idoneo ed efficacemente attuato, ha efficacia esonerante dalla responsabilità amministrativa dell'ente per i reati di sicurezza ai sensi del D.Lgs. 231/2001. L'art. 30 riconosce come presunti conformi, per le parti corrispondenti, i modelli definiti secondo le Linee guida UNI-INAIL o lo standard UNI ISO 45001, che fornisce un sistema di gestione della salute e sicurezza riconosciuto a livello internazionale.

  • Cosa rischia il datore di lavoro che non adempie agli obblighi?

    La violazione degli obblighi del datore di lavoro è assistita da sanzioni, in prevalenza di natura penale (ammenda o arresto) per le fattispecie più gravi come l'omessa valutazione dei rischi, graduate a seconda dell'obbligo violato. Gli importi e le fattispecie precise vanno letti nel testo vigente degli articoli sanzionatori del Testo Unico, poiché le somme sono soggette a rivalutazione periodica; in caso di infortunio possono aggiungersi i reati del codice penale accertati dal giudice.