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TUS

D.Lgs. 81/2008 · Allegato XLV

Segnale di rischio biologico

Giulio Morelli

RSPP — Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione

A cosa serve l’Allegato XLV

L’Allegato XLV riproduce il segnale di rischio biologico: il simbolo standardizzato che segnala la presenza di agenti biologici e serve ad avvertire chiunque acceda a un locale, apra un contenitore o manipoli un’apparecchiatura che al suo interno c’è materiale potenzialmente infettivo. È un allegato brevissimo, di natura essenzialmente grafica, ma con una funzione precisa: rendere immediatamente riconoscibile il pericolo biologico attraverso un pittogramma universale.

Il rischio biologico è disciplinato dal Titolo X del D.Lgs. 81/2008 (esposizione ad agenti biologici). Le definizioni dell’art. 266 individuano gli agenti biologici (microrganismi, colture cellulari, endoparassiti umani in grado di provocare infezioni, allergie o intossicazioni), che vengono poi classificati in quattro gruppi crescenti per pericolosità. Il segnale dell’Allegato XLV è lo strumento visivo con cui si dà evidenza di questa presenza negli ambienti di lavoro.

Gli articoli che richiamano il segnale

Il simbolo è richiamato dalle misure specifiche del Titolo X per gli ambienti a maggiore probabilità di esposizione:

  • Art. 274 — misure specifiche per le strutture sanitarie e veterinarie: reparti, ambulatori, sale operatorie e settori dove si assistono pazienti o animali potenzialmente infetti.
  • Laboratori e stabulari — locali dove si maneggiano deliberatamente microrganismi o si detengono animali da esperimento.
  • Processi industriali che utilizzano agenti biologici (fermentazioni, produzioni biotecnologiche) con i relativi livelli di contenimento.

In tutti questi casi la segnalazione con il simbolo di rischio biologico è una delle misure di contenimento richieste, insieme a delimitazione delle aree, procedure di accesso e gestione dei rifiuti.

Dove va apposto in pratica

Il segnale non riguarda solo le porte: accompagna il pericolo ovunque si trovi. Ecco le collocazioni tipiche.

ElementoEsempi concreti
Accessi ai localiPorte di laboratori, reparti di degenza infettivi, celle frigorifere per campioni
ApparecchiatureIncubatori, centrifughe, autoclavi, frigoriferi e congelatori per materiale biologico
ContenitoriProvette, flaconi di colture, buste per campioni
Rifiuti a rischio infettivoContenitori rigidi per taglienti, halipack e imballaggi per lo smaltimento
TrasportoContenitori secondari per la spedizione di materiale biologico

Il pittogramma va mantenuto leggibile, pulito e non ostruito, e va rimosso quando la fonte di rischio non è più presente per non generare assuefazione o confusione.

Come si integra con il resto della segnaletica

Il simbolo dell’Allegato XLV è coerente con il segnale di avvertimento di rischio biologico previsto dagli standard di segnaletica di sicurezza e dalla normativa tecnica di riferimento (in particolare la norma armonizzata sui segnali grafici, dove il pittogramma biologico è codificato). In azienda questo significa integrare il simbolo con:

  • la segnaletica generale del Titolo V (avvertimento, divieto di accesso ai non autorizzati, obbligo di DPI);
  • le procedure operative e i cartelli informativi all’ingresso delle aree controllate;
  • l’informazione e la formazione dei lavoratori, perché un simbolo è efficace solo se chi lo incontra ne conosce il significato.

Per il colore, le proporzioni e la resa grafica esatta del pittogramma si rinvia al testo ufficiale dell’allegato pubblicato su Normattiva e alla norma tecnica correlata: la descrizione operativa sopra copre l’uso quotidiano, ma i parametri grafici puntuali vanno letti nella fonte.

Errori comuni

  1. Confondere il segnale con la valutazione: apporre il cartello non esime dalla valutazione del rischio biologico né dalle misure del Titolo X. Il simbolo avverte, non protegge.
  2. Dimenticare contenitori e attrezzature: spesso si segnala la porta del laboratorio ma non il frigorifero, la centrifuga o il contenitore dei rifiuti a rischio infettivo, che sono i punti di contatto reali.
  3. Segnale generico al posto di quello specifico: un cartello di generico “pericolo” non equivale al simbolo di rischio biologico richiesto per gli ambienti con agenti biologici; serve il pittogramma corretto.
  4. Cartelli sbiaditi o superati: in sanità e nella gestione rifiuti la segnaletica si deteriora; va verificata e sostituita, e tolta quando l’area viene bonificata.
  5. Segnale senza formazione: il simbolo funziona solo se i lavoratori, compreso il personale esterno di pulizia e manutenzione, sono informati su cosa comporta e su come comportarsi.

Domande frequenti

Dove va apposto il segnale di rischio biologico?

Sulle porte di accesso ai locali dove si utilizzano o detengono agenti biologici, sui contenitori e sulle apparecchiature che li contengono (frigoriferi, incubatori, centrifughe, autoclavi) e sui recipienti per il trasporto e lo smaltimento dei rifiuti a rischio infettivo. L'obiettivo è avvertire chi entra o manipola che è presente un pericolo biologico.

Il segnale dell'Allegato XLV sostituisce la valutazione del rischio biologico?

No. Il segnale è una misura di avvertimento, non di prevenzione: interviene a valle della valutazione del rischio prevista dall'art. 271. Restano obbligatorie le misure tecniche, organizzative e igieniche del Titolo X, la formazione e, dove prevista, la sorveglianza sanitaria.

Che differenza c'è tra l'Allegato XLV e la segnaletica del Titolo V?

L'Allegato XLV definisce lo specifico simbolo di rischio biologico richiamato dal Titolo X per gli ambienti con agenti biologici. La segnaletica di sicurezza generale (cartelli di avvertimento, divieto, prescrizione) è invece disciplinata dal Titolo V e dai relativi allegati: i due sistemi si integrano e vanno usati insieme.

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