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Glossario

Scheda di Dati di Sicurezza (SDS)

Scheda di Dati di Sicurezza (SDS): cos'è per il REACH, chi la fornisce e quando, differenze da etichetta e scheda tecnica e come entra nel DVR aziendale.

La Scheda di Dati di Sicurezza (SDS) è il documento con cui il fornitore di una sostanza o miscela pericolosa comunica a chi la utilizza pericoli, proprietà e misure per manipolarla, stoccarla e smaltirla in sicurezza. La prevede l’art. 31 del Regolamento (CE) n. 1907/2006 (REACH), che ne fissa la struttura in 16 sezioni nell’Allegato II.

Cosa dice la norma

L’obbligo di fornire la SDS grava su chi immette il prodotto sul mercato: fabbricante, importatore, utilizzatore a valle o distributore. Scatta per le sostanze e miscele classificate pericolose secondo il Regolamento CLP e in alcuni altri casi previsti dall’art. 31, come le sostanze persistenti, bioaccumulabili e tossiche.

Le regole principali sono queste:

  1. Formato: le 16 sezioni dell’Allegato II del REACH, nella versione aggiornata dal Regolamento (UE) 2020/878.
  2. Lingua: la lingua ufficiale dello Stato in cui il prodotto è immesso sul mercato, quindi l’italiano.
  3. Consegna: gratuita, su carta o in formato elettronico, al più tardi alla prima fornitura.
  4. Aggiornamento: senza indugio quando emergono nuove informazioni sui pericoli o cambia la classificazione, con invio a chi ha ricevuto il prodotto nei dodici mesi precedenti.
  5. Scenari di esposizione: per le sostanze registrate per cui è richiesta la relazione sulla sicurezza chimica, gli scenari pertinenti vanno allegati alla scheda, che prende il nome di SDS estesa.

Sul fronte della sicurezza sul lavoro, il D.Lgs. 81/2008 recepisce la SDS in due punti. L’art. 223 indica le informazioni della scheda tra gli elementi da considerare nella valutazione del rischio chimico. L’art. 227 impone al datore di lavoro di garantire ai lavoratori l’accesso a ogni scheda. Il testo coordinato è su Normattiva.

SDS, etichetta e scheda tecnica: le differenze

In azienda circolano tre documenti diversi per lo stesso prodotto, spesso confusi tra loro.

DocumentoFonteDestinatarioCosa contiene
SDSREACH, art. 31 e Allegato IIUtilizzatore professionalePericoli, composizione, misure di emergenza, controllo dell’esposizione, DPI, smaltimento, trasporto
EtichettaCLPChiunque maneggi la confezionePittogrammi, avvertenza, indicazioni di pericolo (H) e consigli di prudenza (P)
Scheda tecnicaLibera, commercialeCliente e progettistaPrestazioni, modalità di applicazione, resa, compatibilità

La scheda tecnica non sostituisce la SDS e non ha valore ai fini della valutazione del rischio. L’etichetta, invece, è una sintesi: la sua lettura è spiegata nella guida all’etichettatura CLP, ma i dati su valori limite, DPI e composizione si trovano solo nella scheda.

Come entra nella valutazione del rischio

La SDS è il punto di partenza, non il punto di arrivo. Le misure indicate dal fornitore, soprattutto i DPI della sezione 8, si riferiscono a un uso generico: il datore di lavoro le verifica rispetto alle condizioni reali del reparto, come quantità, durata dell’esposizione, ventilazione e lavorazioni contemporanee.

Esempio: un’officina usa uno sgrassante a base di solventi in spruzzo, mentre la SDS descrive l’applicazione a pennello. La valutazione deve considerare la nebulizzazione, che aumenta l’esposizione per inalazione, e può portare ad aspirazione localizzata, a un filtro respiratorio o alla sostituzione del prodotto con uno meno pericoloso. La SDS fornisce i valori limite e il tipo di filtro, la decisione resta dell’azienda.

Un inventario dei prodotti chimici con, per ciascuno, la data di revisione della SDS in possesso dell’azienda è lo strumento più semplice per non lavorare con schede superate. Per la lettura sezione per sezione vedi la guida su come leggere una scheda di sicurezza.

Domande frequenti

  • Dove vanno tenute le SDS in azienda?

    La legge chiede che i lavoratori e i loro rappresentanti abbiano accesso a ogni scheda dei dati di sicurezza, come prevede l'art. 227 del D.Lgs. 81/2008. Un raccoglitore chiuso nell'ufficio acquisti non basta. Conviene tenerle vicino ai punti di utilizzo o in un archivio digitale consultabile dal reparto, e averne una copia accessibile alla squadra di emergenza per gestire sversamenti e primo soccorso.

  • Il detersivo comprato al supermercato ha bisogno della SDS?

    Per i prodotti pericolosi venduti al pubblico il fornitore può non consegnare la SDS se l'etichetta e le informazioni allegate bastano a un uso sicuro. Un utilizzatore professionale può però richiederla, e il fornitore è tenuto a fornirla. In azienda conviene sempre farlo: senza scheda è difficile valutare il rischio chimico di un prodotto usato ogni giorno da più persone e con modalità diverse da quelle domestiche.

  • Il fornitore deve mandare la SDS aggiornata senza che la chieda?

    Sì. Il REACH obbliga il fornitore ad aggiornare la scheda senza indugio quando emergono nuove informazioni sui pericoli o sulle misure di gestione, o quando cambia la classificazione. La versione aggiornata va trasmessa gratuitamente a tutti i destinatari ai quali il prodotto è stato fornito nei dodici mesi precedenti. Se il fornitore non lo fa, conviene chiederla per iscritto e conservare la richiesta.