Glossario
Registro degli esposti
Registro degli esposti: i registri per cancerogeni, amianto e agenti biologici (artt. 243, 260, 280), chi si iscrive, chi lo tiene, cosa non è.
Il registro degli esposti è l’elenco nominativo, istituito e aggiornato dal datore di lavoro tramite il medico competente, dei lavoratori esposti ad agenti con effetti gravi e spesso tardivi: cancerogeni e mutageni (art. 243 del D.Lgs. 81/2008), amianto (art. 260) e agenti biologici dei gruppi 3 e 4 (art. 280). Per ciascuno annota attività, agente ed esposizione.
La sua funzione è conservare la memoria dell’esposizione oltre la durata del rapporto di lavoro: un tumore professionale può comparire decenni dopo, quando l’azienda non esiste più. Per questo copia dei dati esce dall’azienda e arriva all’INAIL e all’organo di vigilanza.
Tre registri, regole simili
Sotto lo stesso nome il Testo Unico prevede registri con presupposti diversi. La tabella aiuta a capire quale si applica.
| Cancerogeni e mutageni | Amianto | Agenti biologici | |
|---|---|---|---|
| Fonte | Art. 243, Titolo IX Capo II | Art. 260, Titolo IX Capo III | Art. 280, Titolo X |
| Chi si iscrive | Lavoratori per cui la valutazione dell’art. 236 ha evidenziato un rischio per la salute | Lavoratori sottoposti alla sorveglianza sanitaria dell’art. 259 | Addetti ad attività che comportano l’uso di agenti dei gruppi 3 o 4 |
| Cosa si annota | Attività, agente, valore dell’esposizione se noto | Come per i cancerogeni (rinvio all’art. 243) | Attività, agente, eventuali casi di esposizione individuale |
| Conservazione presso l’INAIL | Fino a quarant’anni dalla cessazione dell’esposizione | Quarant’anni dalla cessazione dell’esposizione | Secondo i termini dell’art. 280, più lunghi per gli agenti a lunga latenza |
Il registro dell’amianto non è un documento separato: l’art. 260 rinvia al registro di esposizione dell’art. 243, coerentemente con la natura cancerogena della fibra. Le regole operative sulla compilazione e sulle trasmissioni del registro dei cancerogeni sono nella guida al registro degli esposti a cancerogeni.
Registro e cartella sanitaria: due documenti diversi
Il registro viene spesso confuso con la cartella sanitaria e di rischio, perché entrambi passano dalle mani del medico competente. Le differenze sono nette:
- Natura: il registro è un elenco collettivo, la cartella è un fascicolo individuale.
- Contenuto: il registro documenta l’esposizione (dove, a cosa, quanto), la cartella gli accertamenti sanitari e i giudizi di idoneità.
- Titolarità: il registro è un obbligo del datore di lavoro, che resta responsabile anche se la tenuta materiale è affidata al medico; la cartella è custodita dal medico sotto segreto professionale.
- Uscita dall’azienda: copia del registro e le sue variazioni vanno all’INAIL e all’organo di vigilanza; la cartella viene trasmessa all’INAIL alla cessazione del rapporto, insieme alle annotazioni individuali del registro.
Esempio: in una carrozzeria dove la valutazione non esclude l’esposizione a cromo esavalente durante la verniciatura, i tre verniciatori sono iscritti nel registro con l’indicazione dell’agente e dei valori misurati. Ciascuno ha una cartella con gli esiti della sorveglianza sanitaria. Quando uno di loro lascia l’azienda, registro e cartella seguono il percorso verso l’INAIL e il lavoratore ne riceve copia.
Obblighi e sanzioni
L’omessa istituzione, tenuta o trasmissione del registro è punita, a carico del datore di lavoro e del dirigente, dall’art. 262 per il Titolo IX e dall’art. 282 per il Titolo X, negli importi rivalutati ai sensi dell’art. 306 (testo vigente su Normattiva). Per i lavoratori che hanno cessato l’esposizione, il registro è anche il punto di partenza della sorveglianza sanitaria degli ex esposti.
Domande frequenti
Chi può consultare il registro degli esposti in azienda?
Oltre al datore di lavoro e al medico competente che ne cura la tenuta, la legge riconosce l'accesso al responsabile del servizio di prevenzione e protezione e al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza. Ogni lavoratore ha diritto a conoscere le annotazioni individuali che lo riguardano. I dati sanitari restano invece nella cartella, coperta dal segreto professionale del medico.
Un ospedale deve iscrivere nel registro tutti gli operatori sanitari?
Non automaticamente. L'art. 280 riguarda i lavoratori addetti ad attività che comportano l'uso di agenti biologici dei gruppi 3 o 4, come i laboratori che li manipolano. L'esposizione solo potenziale di reparto, tipica dell'assistenza, va gestita con la valutazione e la sorveglianza sanitaria; i casi di esposizione accidentale, invece, vanno annotati per i lavoratori iscritti. La scelta va motivata nel documento di valutazione.
Cosa succede al registro se l'azienda chiude?
In caso di cessazione dell'attività il datore di lavoro consegna all'INAIL il registro e le cartelle sanitarie e di rischio, che l'Istituto conserva per il periodo previsto dalla norma. È un adempimento da non rinviare: un'azienda chiusa senza consegna lascia gli ex esposti senza la prova documentale dell'esposizione, spesso decisiva per il riconoscimento di una malattia professionale anni dopo.