Scheda rischio
Seppellimento negli scavi
RSPP — Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione
Il rischio in breve
Il seppellimento è tra gli infortuni più insidiosi dei lavori di scavo: il franamento di una parete avviene in pochi secondi, senza preavviso, e anche pochi decimetri cubi di terreno bastano a immobilizzare o soffocare chi lavora sul fondo. La percezione del pericolo è quasi sempre sottostimata perché lo scavo “sembra” stabile fino all’istante in cui cede. Al rischio di seppellimento se ne sommano altri strettamente collegati: la caduta di persone e mezzi dentro lo scavo, la caduta di oggetti dal ciglio e la possibile presenza di gas o carenza di ossigeno sul fondo.
Cosa dice la norma
I lavori di scavo rientrano nel Titolo IV del D.Lgs. 81/2008 sui cantieri temporanei o mobili, Capo II. Gli articoli da conoscere sono in particolare:
| Riferimento | Oggetto |
|---|---|
| Art. 118 | Splateamento e sbancamento: gradonatura, ciglio, stabilità dei fronti di attacco |
| Art. 119 | Pozzi, scavi e cunicoli: armature delle pareti e sbadacchiature contro il franamento |
| Art. 120 | Deposito di materiali in prossimità degli scavi: distanze e sovraccarichi |
| Art. 121 | Presenza di gas negli scavi: rischio asfissia e atmosfere pericolose |
La logica di queste disposizioni è chiara: quando la consistenza del terreno non garantisce la tenuta delle pareti, lo scavo va armato oppure le pareti vanno realizzate con una pendenza (scarpa) tale da escludere il franamento. In presenza di più imprese, le scelte tecniche di sicurezza degli scavi vanno coordinate nel PSC redatto dal coordinatore per la progettazione, e recepite nel POS di ciascuna impresa esecutrice.
Come si valuta
La valutazione del rischio di seppellimento non si fa a occhio ma parte dai dati del terreno e del progetto:
- Relazione geotecnica e natura del terreno: coesione, stratigrafia, presenza di riporti o terreni disomogenei determinano l’angolo di scarpa ammissibile o la necessità di armature.
- Presenza d’acqua: falda, infiltrazioni e pioggia riducono drasticamente la stabilità delle pareti; una parete asciutta al mattino può cedere dopo un temporale.
- Carichi al ciglio: mezzi in transito, materiale di risulta e vibrazioni da traffico o macchine operatrici agiscono come sovraccarichi che spingono la parete al collasso.
- Sottoservizi e scavi preesistenti: tubazioni, cavi e vecchi rinterri modificano il comportamento del terreno e vanno individuati prima di scavare.
- Modalità di accesso e presenza di persone sul fondo: più a lungo un lavoratore resta esposto tra le pareti, più stringenti devono essere le protezioni.
L’esito confluisce nel POS con la scelta motivata della tecnica di sostegno e delle procedure di lavoro.
Le misure, in ordine di priorità
- Progettazione dello scavo: dove possibile si realizzano pareti con scarpa idonea, riducendo la necessità di lavoratori a stretto contatto con fronti verticali. La gradonatura degli sbancamenti profondi distribuisce il fronte in più livelli.
- Armature e sbadacchiature: per scavi a pareti verticali, pozzi e cunicoli si impiegano casseri, blindaggi metallici o sbadacchiature dimensionate; l’armatura deve sporgere oltre il ciglio per fermare anche il materiale che rotola dall’alto.
- Gestione del ciglio: si mantiene una fascia di rispetto sgombra, si tengono materiali e mezzi a distanza di sicurezza e si delimita il bordo per evitare cadute di persone e cose.
- Vie di accesso e uscita: scale e rampe sicure consentono l’evacuazione rapida in caso di segnali di cedimento.
- Presenza di gas e ossigeno: negli scavi profondi, nei pozzi e nei cunicoli dove può accumularsi gas o mancare aria, si verifica l’atmosfera prima e durante l’ingresso, avvicinando la gestione a quella degli spazi confinati.
- Sorveglianza e procedura: lavoro non isolato sul fondo, sorvegliante in superficie, sospensione delle attività in caso di pioggia intensa o segni di instabilità.
Sorveglianza sanitaria
Non esiste una sorveglianza sanitaria “da seppellimento” in sé: il rischio si previene con misure tecniche e organizzative. La sorveglianza sanitaria dei lavoratori impegnati negli scavi discende dagli altri fattori di rischio della mansione, tipicamente la movimentazione manuale dei carichi, le vibrazioni da mezzi e attrezzature e l’esposizione a polveri; è il medico competente a definire il protocollo sulla base del DVR e dei rischi effettivamente presenti in cantiere.
Errori comuni
- Fidarsi della coesione apparente: un terreno che “tiene” a scavo aperto può franare improvvisamente al variare dell’umidità o con le vibrazioni.
- Depositare la risulta sul ciglio: il cumulo di terreno appena scavato è uno dei sovraccarichi più frequenti nei crolli.
- Scendere per “un attimo” senza armatura: la maggior parte dei seppellimenti colpisce chi entra pochi minuti per una verifica o una connessione.
- Ignorare il gas sul fondo: negli scavi profondi e nei pozzi l’assenza di controllo dell’atmosfera trasforma un rischio meccanico in un rischio di asfissia.
- Non aggiornare il POS al variare delle condizioni: pioggia, nuovi mezzi in transito o l’incontro di sottoservizi cambiano lo scenario di rischio e vanno gestiti in cantiere, non a tavolino.
Domande frequenti
Da quale profondità lo scavo va armato?
La norma non fissa una profondità unica: l'obbligo di armatura scatta ogni volta che la natura e la pendenza delle pareti non ne garantiscono la stabilità, e comunque quando si lavora in presenza di persone dentro lo scavo. La scelta va motivata nel POS sulla base della relazione geotecnica e delle condizioni reali del terreno, non su una soglia fissa.
Dove si può depositare il materiale scavato?
Il materiale di risulta e i mezzi non vanno tenuti sul ciglio dello scavo, perché il sovraccarico favorisce il franamento delle pareti. Va mantenuta una distanza di sicurezza adeguata alla profondità e alla natura del terreno, definita nella valutazione del rischio.
Serve un'autorizzazione per gli scavi profondi?
Per gli scavi che rientrano nei cantieri temporanei o mobili valgono gli obblighi del Titolo IV: notifica preliminare quando ricorrono le condizioni, PSC in presenza di più imprese, POS di ciascuna impresa esecutrice. Per profondità o situazioni particolari possono aggiungersi adempimenti locali: verifica sempre la fonte ufficiale e gli enti competenti sul territorio.